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Cineteca Settanta: Gloria Guida, il sogno biondo della mia generazione

Gordiano Lupi di Gordiano Lupi, in Blog, del

Comincia oggi la mia collaborazione con Cultora, il portale culturale di Historica, occupandomi di una delle mie passioni: il cinema degli anni Settanta, che poi si estende agli Ottanta e tocca i Novanta, ma guarda indietro anche agli anni Cinquanta e Sessanta. I Duemila molto meno, ché il cinema italiano contemporaneo è poca cosa e se ancora vado a vederlo è per dovere. Abbiamo deciso, insieme a Francesco Giubilei, di iniziare con una carrellata di attrici, una serie di omaggi riservati alle icone sexy della commedia erotica che hanno caratterizzato la mia adolescenza e alle quali ho già dedicato (e conto di dedicare) alcuni libri. Va da sé che si comincia con Gloria Guida, il simbolo vivente del mio amore per il cinema italiano, anche perché il 19 novembre del 2015 compirà sessant’anni. Incredibile. Gloria Guida è già nonna e sta per entrare nell’età degli anni d’argento. Ma è ancora stupenda. (Gordiano Lupi)

Gloria Guida, il sogno biondo della mia generazione

Il sogno biondo della mia generazione: Gloria Guida. Era tanto che mi dicevo che qualcosa sul suo cinema lo dovevo proprio scrivere. Una sorta di debito di riconoscenza, un omaggio, un metaforico mazzo di rose al primo amore da studente liceale. Perché di Gloria Guida, inutile negarlo, siamo stati innamorati tutti. Certo, c’era chi preferiva Edwige Fenech per la sua erre francese e per il nasino all’insù, oppure Nadia Cassini per quel fondo schiena così perfetto, Carmen Villani per la frangetta sbarazzina, Lilli Carati, Femi Benussi, Anna Maria Rizzoli e chi più ne ha più ne metta. Ma Gloria Guida restava sempre Gloria Guida, almeno per me. Lei riempiva il grande schermo con la sola presenza, bastavano i suoi occhi verdi, quel sorriso a metà strada tra l’ingenuo e malizioso, non soltanto il corpo. Un film di Gloria Guida era un piccolo evento, si doveva vedere subito, in prima visione, per poi rivederlo anni dopo, a orari incredibili, sulle prime tivù locali, roba come Canale 48 o RTV 38, emittenti che non ci sono più, sembravano uno spiraglio di libertà e di trasgressione, adesso fa tristezza vederle in mano a Berlusconi come ripetitori di programmi spazzatura.

Gloria Guida è nata a Merano il 19 novembre del 1955, ma si è trasferita dopo pochi anni con la famiglia a Bologna. Tutti pensano che sia bolognese ma lo è solo di adozione, come con il tempo è diventata milanese. Nei primi film interpreta spesso la bolognese disinibita, ma pure la ragazzina veneta o bergamasca un po’ ingenua (Il gatto mammone, La ragazza alla pari) quasi sempre doppiata da Serena Verdirosi, Liliana Sorrentino, Micaela Esdra e Cinzia De Carolis. Inizia la carriera artistica come cantante, grazie al locale che il padre gestisce sulla costa romagnola. Il suo esordio nel cinema la vede alle prese con il personaggio della ragazzina in polemica con la famiglia borghese e alle prese con i propri drammi interiori.

Il primo film è del 1974: La ragazzina, seguito da La minorenne. Sono pellicole che narrano le vicende quotidiane di ricchi adolescenti impegnati a divertirsi, fare sesso e contestare i genitori. Successivamente interpreta una giovane prostituta nel conturbante Blue Jeans, una ragazza che viene catturata dalla polizia e affidata al controllo del padre. Nel 1975 interpreta La novizia – regia di Pier Giorgi Ferretti – e Quell’età maliziosa. Ma il film che gli dà il successo è La Liceale, pellicola che vede alcuni sequel ambientati in una scuola di provincia dove la bella liceale è alle prese con le avances di professori, presidi e compagni di classe. In questi film si ritrovano tutte le scene tipiche della commedia sexy, dalla ragazza che fa la doccia ai guardoni di turno che spiano dal buco della serratura. La liceale non ebbe soltanto sequel ma pure spudorate imitazioni. Uno dei film di maggior successo della Guida è stato L’infermiera di notte di Mariano Laurenti. Ricordiamo la scena dell’infermiera in calore che apre il camice bianco provocando l’eccitazione del malato che sta sorvegliando (Mario Carotenuto) ma anche di un allupato Lino Banfi.

Dopo l’incontro d’amore con Johnny Dorelli sul set di Bollenti spiriti (1981) e il matrimonio tra i due attori, la Guida abbandona il cinema dedicandosi al marito e alla figlia Guendalina (che adesso le ha dato una nipotina!). Gli ultimi film sono: La casa stregata (1982), Sesso e volentieri (1988) e il televisivo Festa di compleanno (1988). Johnny Dorelli ha rapito il sogno biondo della mia generazione, che per alcuni anni ha fatto teatro con il marito, poi è scomparsa. Peccato. Gloria Guida non era soltanto bella, era una buona attrice, lo ha dimostrato nei film sexy accanto ad attori importanti della commedia nostrana, per fortuna rivalutati dalla critica, gente come Renzo Montagnani, Lino Banfi e Gianfranco D’Angelo, ma pure in pellicole di maggior impegno come la disturbante e persino eccessiva (si veda la tagliatissima sequenza finale) Avere vent’anni di Ferdinando di Leo, il re del cinema nero.

Noi però la ricordiamo come la liceale più sexy della storia del cinema italiano, dove in precedenza aveva regnato sovrana Edwige Fenech con la mitica interpretazione della professoressa che seduce innocenti ragazzini. Sino a La liceale il sogno proibito del sedicenne era quello di portarsi a letto l’insegnante, magari la supplente o la giovane docente che veniva a casa per impartire lezioni di italiano o di matematica. Gloria Guida irrompe sullo schermo con una ventata di maliziosa sensualità dando corpo al sogno erotico della compagna di banco disinibita e provocante. Lei è la ripetente che strizza l’occhio al preside, la ragazzina ingenua e maliziosa che si fa accarezzare sotto il banco o che amoreggia nell’aula di scienze naturali. E non è soltanto nelle aule scolastiche che Gloria Guida contende il regno a Edwige Fenech. Nelle corsie degli ospedali, se la bella franco-algerina è la dottoressa, la bionda meranese è infermiera di notte. Se la Fenech è la donna esperta e matura che turba i sogni degli studenti, la Guida incarna la freschezza e il candore di una ragazzina consapevole di possedere grande carica erotica. Ricordiamo che nell’intervista rilasciata a Manlio Gomarasca e Davide Pulici per “99 Donne” Gloria Guida disse: “Certo, mi spoglio, ma quasi mai sono stata vista nuda nell’atto dell’amplesso. Mi si vede attraverso il buco della serratura, sotto la doccia, in bagno. Non è colpa mia se anche nel cinema ci sono i guardoni. Il filone sexy di bassa lega non piace neppure a me. I miei film hanno un significato anche nelle scene che vengono incriminate o giudicate malamente”.

Negli anni della contestazione femminista per contrasto ci fu un’ondata di “lolite” che si presero il compito di far sognare gli italiani. Le ragazze che sfilavano nei cortei brandivano un esplicito simbolo triangolare e gridavano: “L’utero è mio e lo gestisco io!”. Non solo, indossavano quasi sempre un eskimo poco attraente, jeans larghi e scuciti, Clarcks basse e sporche. Giocavano ad apparire brutte e poco femminili, pure se erano carine. La bellezza diventava un difetto per la vera femminista che doveva essere giudicata per il cervello e non dalle apparenze.

Fu così che il cinema si prese la briga di fornire i modelli femminili capaci di far sognare i ragazzi degli anni Settanta, frustrati da donne sempre pronte a scendere in piazza a dire che non volevano essere considerati oggetti. Ricordo i sit in di femministe impazzite davanti al cinema della mia città volti a impedire spettacoli di cinema erotico e spogliarelli di provincia. Una delle occasioni per contestare fu la proiezione di un film innocente come Quell’età maliziosa che per le femministe locali aveva l’aggravante di essere stato girato nella nostra zona (Piombino e Isola d’Elba). Le stesse femministe fecero il bis in occasione di Peccati di gioventù, una torbida storia di amori omosessuali al femminile con la bella meranese e Dagmar Lassander. Gloria Guida rappresenta uno dei più riusciti modelli di riferimento di bellezza femminile. Niente a che vedere con acide femministe votate alla zitellaggine. Lei è la bionda adolescente dal volto d’angelo, bella e impossibile, il sogno della fidanzata ideale da presentare ai genitori. Ma è pure la lolita ingenua che fa perdere la testa a parenti, genitori dei coetanei e amici di famiglia. Perfetta nelle parti della timida novizia che seduce ragazzi e vecchi parenti, ma anche della prostituta che fa perdere la testa agli spasimanti. Ma il suo ruolo per antonomasia, quello in cui tutti la ricordiamo è la bella studentessa disponibile, ambita da adulti e coetanei, immagine di sensualità che popola i sogni erotici di compagni e professori.

L’ideale femminile dei ragazzi anni Settanta è una donna bella, spregiudicata, interessata all’aspetto erotico della vita, senza tanti grilli per la testa. Alla base dei film della commedia sexy c’è un mix di sesso e comicità, le storie raccontano la vita senza fermarsi troppo a commentare rivoluzioni sessuali, ansie giovanili, ribellioni studentesche del Sessantotto e del Settantacinque. Tutte cose che non interessano. Per contrasto con la realtà contemporanea, forse. Sono film che fanno sognare in un periodo storico in cui la censura (un film innocente come La ragazzina di Mario Imperoli fu ritirato dalla circolazione) rendeva la vita molto difficile. L’Italia democristiana, bigotta e baciapile subì lo scandalo incalzante della commedia sexy e delle nuove lolite che si chiamavano Gloria Guida, Laura Antonelli e Ornella Muti. Per tacere di tutte le altre che per un intero decennio si contesero la palma dell’attrice più sexy e desiderata dai ragazzi italiani.

Gloria Guida in tempi recenti ha ricordato i film del passato e si è detta felice che in Iraq, in una sala di Baghdad aperta dopo i bombardamenti, abbiano fatto la ressa per vedere La liceale. Sulla rivalutazione della commedia sexy da parte della critica ha detto: “Era tempo che arrivasse un riconoscimento. Sono film che, visti adesso, sono per educande. Puliti, rilassanti. Allora forse erano più provocanti. Del resto con le scene di sesso che girano in questi anni, tutto il passato assume toni più leggeri”. Non possiamo darle torto perché ho visto molti film della cosiddetta commedia sexy in compagnia di mio figlio quando aveva solo sette anni e si è divertito come un matto a sentir parlare Lino Banfi in pugliese e a vedere le pernacchie e le smorfie di Alvaro Vitali. “Quando Totò girava i suoi film era quasi snobbato, solo più tardi ha avuto il successo che meritava”, ha detto la Guida. Per Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Mario Bava, Lucio Fulci, Joe D’Amato e molti altri vale lo stesso discorso, aggiungiamo noi. L’attrice ha concluso l’intervista dicendo che di recente ha visto Peccati di gioventù e certe scene le hanno fatto tenerezza, era così giovane…

Gloria Guida è rientrata nel mondo della televisione nel 2008, ha partecipato a diverse interviste, l’abbiamo vista da Fabio Fabio a Che tempo che fa dove ha accettato di raccontare con ironia il suo passato cinematografico, ma anche a Domenica In da Pippo Baudo. Gloria Guida ha regalato partecipazioni speciali durante show del sabato sera, infine è tornata a fare l’attrice nel 2010 nella fiction televisiva Fratelli Benvenuti di Paolo Castella. Purtroppo il film è andato in onda per le prime quattro puntate – dal 21 al 24 marzo – su Canale 5 ma non ha avuto un gran successo registrando share molto bassi (13,82 per finire con 9,18).

Gloria Guida ha continuato a lavorare in televisione: Io canto  (2010), Lasciatemi cantare! (2011) e adesso in Tale e Quale Show (2012) – talent show di Rai Uno presentato da Carlo Conti –  dove ha imitato Patty Pravo, Raffaella Carrà (ottima la sua performance cantando Rumore), Arisa e Noemi. Possiamo dire che Gloria Guida è tornata al canto, il primo amore che la vide debuttare negli anni Settanta e che non ha mai abbandonato, visto che nel corso della sua carriera ha inciso alcuni dischi, spesso con brani cantati all’interno di pellicole come L’infermiera di notte. La sua prima canzone è L’uomo alla donna non può dire no, presentata nel 1972 a Un disco per l’estate e incisa alcuni anni dopo. Gloria Guida si è ripresentata al pubblico televisivo bella come sempre, spiritosa, simpatica, sembra che il tempo non sia passato, nonostante i 56 anni compiuti. Ha rilasciato interviste per affermare che vorrebbe lavorare ancora in teatro con il marito Johnny Dorelli, “un po’ pigro e troppo perfezionista per lanciarsi in nuove avventure”. Gloria Guida è diventata nonna, la figlia Guendalina ha messo al mondo Ginevra, ma potrebbe essere eletta nonna sexy d’Italia, se esistesse un simile concorso. I suoi fan rimpiangono non poco il tempo sottratto quando decise di lasciare le scene.

Gloria Guida rientrerebbe volentieri nel mondo del cinema, accetterebbe anche una parte erotica, se la storia fosse interessante. In tempi recenti è stata lanciata anche l’idea – forse una boutade – di un film con protagoniste Gloria Guida e Edwige Fenech, le due rivali d’un tempo. In ogni caso se Gloria Guida vuol tornare a fare cinema, speriamo che non scelga una storia di sesso, perché i ricordi di adolescente cadrebbero come foglie al vento e l’immagine della bionda liceale svanirebbe nella memoria. Non erano certo roventi storie erotiche le commedie sexy e i melodrammi giovanili degli anni Settanta – Ottanta, ma soltanto film ingenui che rappresentavano uno spaccato della nostra vita, raccontavano le emozioni di ragazzini che sognavano di diventare grandi, svelavano i nostri sogni a occhi aperti. Tutto questo Gloria Guida lo deve mettere in conto. Gli occhi verdi sono sempre gli stessi, un sorriso malizioso ha attraversato indenne la sfida del tempo e la magia del ricordo l’ha reso indelebile nei sogni dei ragazzini d’un tempo. Per i sedicenni del 1976 Gloria Guida resterà la liceale da conquistare, la compagna di banco dal sorriso aperto che prende per mano e la lolita che ti attende in un cinema affollato per realizzare i tuoi sogni.

Non è cosa da poco…

FILMOGRAFIA

1974

La ragazzina di Mario Imperoli

La minorenne di Silvio Amadi

1975

La novizia di Piergiorgio Ferretti

Quell’età maliziosa di Silvio Amadio

Peccati di gioventù di Silvio Amadio

Blue Jeans di Mario Imperoli

Il gatto mammone di Nando Cicero

Il solco di pesca di Maurizio Liverani

1976

La liceale di Michele Massimo Tarantini

Il medico… la studentessa di Silvio Amadio

La ragazza alla pari di Mino Guerrini

L’affittacamere di Mariano Laurenti

Scandalo in Famiglia – Grazie Zio di Marcello Andrei

1977

Maschio latino cercasi di Giovanni Narzisi

Orazi e Curiazi tre a due di Giorgio Mariuzzo

Il triangolo delle Bermuda di René Cardona Jr.

1978

La liceale nella classe dei ripetenti di Mariano Laurenti

L’infermiera di notte di Mariano Laurenti

Avere vent’anni di Ferdinando Di Leo

Travolto dagli affetti familiari di Mauro Severino

1979

La liceale seduce i professori di Mariano Laurenti

La liceale, il diavolo e l’acquasanta di Nando Cicero

Indagine su un delitto perfetto di Giuseppe Rosati e Giuseppe Pulieri

1980

Fico d’India di Carlo Vanzina

1981

Bollenti spiriti di Giorgio Capitani

1982

La casa stregata di Bruno Corbucci

Sesso e volentieri di Dino Risi

1988

Festa di Capodanno di Piero Schivazzappa

2010

Fratelli Benvenuti di Paolo Castella (TV)

Nota: Alla bionda attrice ho dedicato l’e-book (con introduzione di Gloria Guida) Gloria Guida, la Marilyn Monroe degli anni Settanta (Il Foglio Letterario), disponibile su Amazon, che presto diventerà un libro cartaceo con la filmografia completa curata da Roberto Poppi.

Gordiano Lupi

Gordiano Lupi

Nel 1996 si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Pisa. Nel 1999 ha fondato, insieme a Maurizio Maggioni e Andrea Panerini, la casa editrice Il Foglio Letterario. Esperto di cultura cubana, nel 2000 ha cominciato a tradurre i romanzi di Alejandro Torreguitart Ruiz, successivamente nel 2009 ha cominciato a tradurre il blog di Yoani Sánchez, alcune opere di Félix Luís Viera (La patria è un'arancia), José Martì (Le fiabe de L’età d’oro, alcune poesie), Heberto Padilla (Fuori dal gioco), Virgilio Piñera (racconti da Cuentos completos e le poesie de Il peso di un'isola), Guillermo Cabrera Infante (La ninfa incostante). La sua attività giornalistica vede collaborazioni con le testate La Stampa, Futuro Europa e il Corriere Nazionale. L’altra sua attività è nel campo del cinema italiano. Ha scritto opere divulgative dedicate a personaggi del nostro panorama culturale come Federico Fellini, Joe d'Amato, Lucio Fulci, Ruggero Deodato, Tinto Brass, Enzo G. Castellari, così come divi e dive quali Tomas Milian, Gloria Guida ed Edwige Fenech. Dai suoi racconti Cappuccetto Rosso, Il prete e Gli scacchi della vita, il regista pugliese Stefano Simone ha tratto i lungometraggi Cappuccetto Rosso, Unfacebook e Gli scacchi della vita.

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