Il teaser trailer di House of Cards 3 è un nuovo successo per Netflix ma non l’unico

House of Cards_3_trailer

Pochi giorni fa, sull’account Twitter di House of Cards, è apparsa una breaking news: “Il presidente Underwood e la First Lady faranno un annuncio oggi alle 11.00”. Poche ore dopo, le parole “A special message from the White House” sono seguire da un teaser trailer in cui la coppia sale sull’Air Force One. Inquadrato attraverso un oblò dell’aereo, Frank guarda dritto verso l’obiettivo.

Con questo breve video, Netflix ha fissato per il 27 febbraio 2015 la data di lancio della terza stagione della serie, 13 episodi pubblicati in un’unica soluzione che seguiranno il protagonista durante la sua presidenza degli Stati Uniti.

House of Cards è uno dei serial di maggior successo di questi anni. I fan ne avranno già individuato i motivi. Innanzitutto la matrice shakespeariana esasperata con moderno cinismo e spregiudicatezza. Francis J. Underwood non è solo uno squalo affamato di potere, sa anche essere un magnetico comunicatore, affabile, elegante, privo di scrupoli. E pragmatico, quando batte le nocche sui tavoli, pronto all’azione, o quando si rivolge alla macchina da presa e racconta agli spettatori i meccanismi della politica, le sue teorie, e soprattutto le sue verità: Underwood, infatti, è un politico che parla ai cittadinima con sincerità. Gli attori protagonisti fanno il resto. Kevin Spacey è perfetto, con la sua voce che raramente si lascia andare a variazioni ma che è sempre incisiva e con quel sarcasmo sottile come la lama di un bisturi. La Claire di Robin Wright è sofisticata e asettica, ambiziosa quasi più del marito.

Tutto questo ha reso House of Cards il contenuto più visto dagli utenti di Netflix e ne costituisce l’ariete con cui ha abbattuto le regole della fruizione televisiva. Con produzioni sempre più seguite e amate, l’azienda americana ha raggiunto in pochi anni i livelli dei grandi network, sia realizzando serie originali – come Orange Is the New Black – sia riprendendone alcune cancellate da altre TV. Un caso famoso è quello di Arrested Development (Ti presento i miei) in onda dal 2003 al 2006 sul canale Fox e poi chiusa nonostante le proteste dei fan. Netflix l’ha “resuscitata” producendo quest’anno la quarta stagione e rinnovandola per una quinta. Ma non solo serie e miniserie. Anche film, come The Square (che ha ottenuto una nomination agli Oscar), il progetto del sequel di La Tigre e il Dragone e, notizia di queste ore, un documentario su Nina Simone.

Netflix però non è fruibile in Italia. Almeno per ora. Problemi di mercato hanno escluso il nostro paese dalla distribuzione. E se le prime due stagioni di House of Cards sono andate in onda su Sky Atlantic a pochi mesi di distanza, per la terza si dovrà aspettare ben oltre la data di lancio americana. Entro comunque la fine del 2015, periodo in cui – secondo i rumors – la Telecom porterà da noi questo nuovo modo di fare TV.

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Valeria Giuffrida

Valeria Giuffrida, nata a Catania. Ha studiato Lingue e Comunicazione. Blogger, appassionata di narrazione e mescolanza tra linguaggi comunicativi, ha frequentato diversi corsi nel settore del teatro, del cinema, della radio, della scrittura creativa. Ha collaborato per due anni con Step1 magazine, occupandosi di cultura, cronaca, interviste, video inchieste. Insieme ad un gruppo di studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, ha fondato Smanews, progetto radiovisivo di informazione e satira.