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Sport… estremi

Avatar di eleonora della gatta, in Blog, del

È bello tenersi in forma, fare sport fa bene non solo alla salute ma anche all’umore. Dopo un periodo di pigra inattività in cui inventavo miliardi di scuse per non muovere un muscolo – fa caldo, mi sono lavata i capelli, c’è vento, c’è umido, ci sono le stelle cadenti, potrebbero rapirmi gli alieni – mi sono decisa a infilarmi le scarpe da ginnastica e andare a correre.

Certo che con il caldo degli ultimi mesi trovare un orario in cui non collassare dopo tre metri non è stato facile. Alla fine ho optato per un tardi-ma-non-troppo tra le 21:00 e le 21:30. Si sta più freschi – appena appena – non c’è il sole a picco sul cranio e via dicendo. Ieri sera, mentre ero intenta nella mia sessione di jogging, mi è capitato di guardarmi attorno e notare quanto fosse deserta la strada che stavo percorrendo.

Ora, vi devo una doverosa premessa: abito in un comprensorio di ville con tanto di sbarra e portineria 24h, alle porte di Roma. Un bel compromesso che mi permette di vivere in un posto tranquillo e circondato dal verde e avere San Pietro a quindici minuti di macchina (traffico permettendo). Facendo il periplo del comprensorio si attraversano circa sei chilometri di percorso tra viali alberati e prati verdi, senza lo strazio del traffico perché l’accesso è consentito ai soli residenti. Solitamente incontro sempre persone: cani e proprietari, signore che fanno sport come me, ragazzi in bicicletta e pattini e altri che prendono il fresco.

Ieri sera c’era il deserto dei Tartari, vuoi che era il week-end a cavallo del Ferragosto, vuoi che era domenica, ma non c’era anima viva. In linea del tutto teorica dovrebbe essere una zona tranquilla, certo sono capitati la scorsa estate furti nelle varie ville di quanti non avevano né allarme né grate, ma non aggressioni armate come accade nel nord Italia, dove bande di violenti assaltano, nel vero senso della parola, abitazioni desolate. Il comprensorio è illuminato, ma circondato da boschi e vallate avvolte nel buio, il tutto delimitato da una semplice rete di recinzione.

Ve lo confesso, ho avuto un po’ paura, mi è venuto in mente che, se fossi stata aggredita da qualcuno appostato, probabilmente nessuno sarebbe intervenuto in mio soccorso. Dopo i primi attimi di paura però un altro sentimento mi è montato prepotente: la rabbia. Ma tu guarda se devo sentirmi in pericolo alle nove di sera sotto casa! mi sono detta. Non è giusto, non dovrebbe accadere, tutti dovremmo sentirci tranquilli, soprattutto noi donne che invece ci ritroviamo a pensare a come parcheggiare il più possibile vicino a casa, non addentrarci in vicoli bui soprattutto se con tacchi e gonna, non andare in metropolitana vestite in modo scollacciato perché altrimenti te la vai a cercare, non frequentare zone a rischio, non dare confidenza a nessuno… una politica del terrore insomma.

Ho ripensato allora al mio soggiorno a Bucarest, in Romania. Ci sono stata per periodi abbastanza lunghi e ho avuto modo di vedere come funzionano le cose. Una donna della mia età mi disse che lei andava tranquillamente a correre nel parco pubblico anche con il buio perché non c’era il minimo pericolo. Ho vissuto al piano terra senza cancelletti o allarmi perché non esiste che ti entrano in casa armati. Perché? Perché le forze dell’ordine lì tutelano davvero i cittadini, perché al minimo sgarro, anche il furto di una caciotta, ecco che scattano pene severe e immediate. Le carceri degli altri Paesi sono l’inferno al cui confronto le nostre, seppur sovraffollate, sembrano quasi di lusso.

Parliamoci chiaro, le grandi metropoli soffrono tutte criminalità e delinquenza, in effetti ci sono delle accortezze che bisogna mettere in atto: se vai a Central Park di notte sei consapevole di correre un rischio. Però, in linea di massima, almeno avere la sicurezza di un pronto intervento e di pene sì commisurate al reato ma rigide e inflessibili. No che se ti beccano a rubare ti tengono in fermo una o due notti e poi ti rilasciano, che se il ladro ti entra in casa e gli fai del male per difesa i guai li passi tu. No che se chiami le forze dell’ordine ti dicono “Non ci sono volanti, deve aspettare”. Io, cittadino onesto e ligio, ma per quale motivo non devo essere tutelato? Sta passando il messaggio che più sei una brava persona più te la passi male, lo trovo indecente.

Non mi voglio mettere a fare discorsi politici e puntare il dito, sentenziare se si tratti o meno di un problema di destra, sinistra, moderati o liberali, leghisti o democratici. Arrivati a questo punto mi permetto di dire che è colpa di tutti, di chi c’è stato e di chi c’è. Le grandi città sono diventate il Far West… tra un po’ gireremo armati e faremo le rese dei conti in piazza?

Ci sarà la speranza di ritrovare un ordine e arginare questa decadenza diffusa? Lo spero, lo spero tanto.

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eleonora della gatta

Nata nel 1980 quando c’erano ancora le lire, il Telegattone, Bim Bum Bam e le targhe con il nome della città. Scrittrice inde-fessa, editor, copywriter, blogger, coltiva speranze nell’orto della felicità e ha un debole per le melanzane… È molto "social", tanto che la trovate su Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram e pure Youtube. Pare si aggiri per il web anche con lo pseudonimo Aristogatta. Il suo blog è: https://eleonoradellagatta.wordpress.com/

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