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Giangiacomo Feltrinelli: l’attivista intellettuale

Sergio Mario Ottaiano di Sergio Mario Ottaiano, in Letteratura, del

feltrinelli

Una buona fetta di popolazione italiana, amante dei libri, provvede a rifornirsi di materiale culturale, presso il megastore, gigante dell’editoria: Feltrinelli. La maggior parte di coloro che scelgono questo nome per i loro acquisti, purtroppo, non conosce la storia del suo fondatore e gli albori di questa casa editrice che oggi, forse, ha deviato dal cammino originario.

Giangiacomo Feltrinelli, nato nel 19 giugno 1926 a Milano da una delle più ricche famiglie italiane, fu partigiano durante la seconda guerra mondiale, e antifascista. Dopo la guerra, nel ’45, aderì al PC e nel ’48, mentre l’Europa era devastata dalla guerra, innamorato delle idee illuministe, iniziò a raccogliere documenti sulla storia del movimento operaio, in tal modo gettava già le basi per quella che sarebbe stata la biblioteca di uno dei più importanti istituti di ricerca sulla storia sociale.

Nasce così a Milano la Biblioteca Feltrinelli. Nel 1954 fu fondatore della casa editrice Giangiacomo Feltrinelli Editore, riuscendo a pubblicare già negli anni ’50 bestseller di grande rilievo come Il dottor Zivago di Boris Pasternak e Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.
Il caso Pasternak, che riceverà il Premio Nobel nel 1958 grazie al dottor Zivago, mostra fin da subito l’elevato spirito contro corrente che ha sempre caratterizzato l’editore; infatti, il libro fu causa di forti pressioni subite da Feltrinelli da parte dell’Unione Sovietica, che pure in quei tempi sosteneva il PC, e dal partito stesso nella figura di Pietro Secchia.
La sua amicizia con Fidel Castro, stretta nel ’64, gli permette di far sì che il leader della rivoluzione gli affidi l’opera di Che Guevara, Diario in Bolivia, che diventerà uno dei principali best-seller della casa milanese. Il caso non fu isolato, era risaputo che Feltrinelli viaggiasse spesso in giro per l’Europa e l’Italia alla ricerca di testi e di autori che gli altri editori rifiutavano di pubblicare.
Nel ’68, ispirato dall’esperienza di Fidel Castro e di Che Guevara, portò avanti il progetto di trasformare la Sardegna in una Cuba del mediterraneo, manovra però presto fallita.
Uomo di cultura manzoniana, scaltro, intelligente e vivace, quasi come un moderno Marinetti, fu un elemento chiave durante la stagione di nascita del terrorismo italiano. Fondò e finanziò i Gap (Gruppi di azione partigiana), che si muovevano nell’ombra, nascosti agli occhi dello stato, allo scopo di alimentare focolai di guerriglia in tutto il paese.
Giangiacomo Feltrinelli morì il 14 marzo 1972, il suo corpo fu rinvenuto dilaniato da un’esplosione. Alcuni sostengono che stava preparando un’azione di sabotaggio, altri sostengono che sia stata opera della CIA in accordo con i servizi segreti italiani.
Sulla morte dell’editore dunque aleggia un fitto mistero non ancora sciolto del tutto.
Sovversivo, controcorrente, “terrorista”, attivista, Feltrinelli fu un intellettuale che ha lasciato una grande eredità ai suoi successori: una testimonianza che però, presto, si è allontanata, non di poco, dal suo percorso originario.

Cosa resta oggi del lavoro di quest’uomo? Una casa editrice che si avvale di punti vendita sparsi in tutta Italia, oramai più simili a centri commerciali che a librerie, dove si può trovare di tutto, dal cibo biologico alle cover per iPhone, dai biglietti da regalo ai videogiochi; dove ci si reca principalmente per il grande nome del colosso editoriale pur non conoscendo affatto l’ideologia del personaggio che l’ha fondata. Sembra strano che l’eredità di un attivista politico, fondatore di gruppi di azione partigiana, di un uomo di tale cultura e di tale ideologia di estrema sinistra, oggigiorno sia ridotta ad una catena di shop che rendono la cultura e i libri elementi di secondaria importanza e che fanno della logica del mercato l’unica via da seguire e osannare. Sembra quasi che i gestori di Feltrinelli abbiano dimenticato da dove vengono. Se non è questa una contraddizione, allora cosa lo è?

Fonti:

L’uomo morto sul traliccio è Feltrinelli, L’Unità, 1972
Aldo Grandi, Giangiacomo Feltrinelli. La dinastia, il rivoluzionario, Dalai Editore, 2000
Claire Starling, La trama del terrore. La guerra segreta del terrorismo internazionale, Mondadori, 1981
Dizionario Biografico degli italiani, Treccani

Sergio Mario Ottaiano

Sergio Mario Ottaiano

Sergio Mario Ottaiano, classe '93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Bassista, scout, autore di canzoni, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica e Cultora. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo "Un'Ucronìa" Il 1/4/2014.www.terredicampania.it Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo "Un'Ucronìa" Il 1/4/2014.

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