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Beasts of no Nation: così Netflix punta agli Oscar

Valeria Giuffrida di Valeria Giuffrida, in Cinema, Film in uscita, del

È il primo film interamente prodotto e distribuito da Netflix, e potrebbe essere l’ariete con cui la famosa piattaforma di streaming riuscirebbe ad entrare alle premiazioni degli Oscar. Parliamo di Beasts of no Nation, il film scritto e diretto da Cary Fukunaga, regista di Sin Nombre e Jane Eyre conosciuto soprattutto per la prima stagione della serie TV True Detective.

Basato sul romanzo Bestie senza una Patria dello scrittore americano di origine nigeriana Uzodinma Iweala, affronta il tema dei bambini soldato, una tragedia che ancora oggi secondo l’Unicef riguarda oltre 250.000 bambini in tutto il mondo.

Agu, interpretato dall’esordiente Abraham Attah, vive in un villaggio dell’Africa occidentale, all’interno di una delle cosiddette “zone cuscinetto”. Padre insegnante, madre che legge la Bibbia ai figli, la sua famiglia conduce un’esistenza serena. Ma tutto viene spazzato via dalla guerra. Agu assiste all’omicidio del padre e del fratello, mentre la madre e la sorellina riescono a fuggire. Nascosto in una baracca, viene trovato e costretto ad arruolarsi tra i ribelli del Comandante, interpretato da Idris Elba. Figura ambigua che si presenta come un salvatore, il Comandante abusa fisicamente e psicologicamente dei bambini, trasformandoli in assassini.

Un film crudo, scioccante, in cui la quantità di violenza è stata ponderata dal regista: “In un certo senso misuri la capacità del pubblico di accogliere gli eventi o di girarsi dall’altra parte“, ha detto Fukunaga, “e una o due scene potrebbero essere troppo forti e spingere la gente a smettere di guardare. Ma anche allora, la violenza che mostro è poca cosa rispetto a quanto la vera guerra sia raccapricciante“.

Beasts of no Nation non è stato un film facile da realizzare, e non solo dal punto di vista narrativo. Sul set sono sorti molti problemi: “Ho insistito per girare in Ghana, ma è un luogo in cui non ci sono infrastrutture“, ha continuato Fukunaga, “abbiamo dovuto negoziare costantemente con i lavoratori locali che, compreso quanto avessimo bisogno di loro, continuavano a chiedere soldi“. Inoltre, Fukunaga ed altri membri dello staff si sono ammalati di malaria.

Il regista ha poi raccontato di aver avuto subito chiaro chi voleva nel suo cast: “Tenevo d’occhio Idris Elba da molti anni, e visto la sua versatilità e le origini africane era l’uomo giusto“. Mentre il piccolo Abraham Attah è stato scovato dal direttore del casting in una scuola del Ghana e si è rivelato un vero talento, tanto da vincere al Festival di Venezia 2015 – in cui Beasts of no Nation è stato presentato in anteprima mondiale – il Premio Marcello Mastroianni al migliore attore emergente.

Un progetto molto ambizioso per Netflix, che dopo Venezia ha portato il suo film al TIFF di Toronto e punta ancora più in alto, prendendo tutti gli accorgimenti necessari perché possa essere candidato agli Oscar 2016. Ecco perché il 16 ottobre, oltre allo streaming on demand, uscirà nei cinema, condizione essenziale per entrare in gara. Non in tutti i cinema però, perché alcune grandi catene americane si sono rifiutate di proiettarlo, considerando questa scelta una violazione della regola non scritta che vuole novanta giorni di programmazione nelle sale prima della distribuzione per altre vie.

Fukunaga ha criticato l’azione dei cinema americani, sostenendo che i tempi cambiano e bisogna adeguarsi, e ha poi rimarcato l’importanza di vedere i film nelle sale: “Nessuno può dire che l’esperienza di guardare un film al cinema non sia superiore al guardarlo a casa“.

Valeria Giuffrida

Valeria Giuffrida

Valeria Giuffrida, nata a Catania. Ha studiato Lingue e Comunicazione. Blogger, appassionata di narrazione e mescolanza tra linguaggi comunicativi, ha frequentato diversi corsi nel settore del teatro, del cinema, della radio, della scrittura creativa. Ha collaborato per due anni con Step1 magazine, occupandosi di cultura, cronaca, interviste, video inchieste. Insieme ad un gruppo di studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania, ha fondato Smanews, progetto radiovisivo di informazione e satira.

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