Spielberg sfida Abrams. Tra “Il ponte delle spie” e “Star Wars” non c’è partita

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Nel Nord-Est della Germania, tra Potsdam e Berlino, c’è un ponte a putrelle in acciaio costruito più di un secolo fa. Se la cittadina brandeburghese e la capitale teutonica sono state teatri di alcune delle fasi decisive del Secondo Conflitto Mondiale, un ponte che le collega entrambe non può non avere qualche storia affascinante da raccontare. Per ironia della sorte però, il ponte di Glienicke è divenuto celebre solo dopo, in piena Guerra fredda, quando Potsdam era sotto il controllo sovietico e comunicava con la parte di Berlino in mano agli Alleati.

Sospesi sul fiume Havel, americani e sovietici si incontravano per trattare scambi di spie cadute nelle mani dei dirimpettai. Per questo motivo è passato alla storia, ovviamente, col nome di “ponte delle spie”. Da qui prende il titolo il nuovo film di Steven Spielberg, che per il suo ritorno in sala in grande stile dopo Lincoln (10 candidature agli Oscar nel 2012 e due statuette portate a casa), sceglie un weekend di uscita non proprio privo di grosse sorprese. Il 16 dicembre è arrivato in sala in contemporanea con tale Star Wars, di cui forse qualcuno avrà sentito parlare.

Ma Spielberg è Spielberg, e il ruolo della comparsa proprio non lo sa recitare. Così ha sfidato J.J. Abrams mettendo insieme una squadretta per il torneo di bridge del quartiere composta dai fratelli Coen, che hanno scritto la sceneggiatura, e Tom Hanks come attore protagonista. Quest’ultimo è per Spielberg un po’ quello che Di Caprio è per Scorsese. Hanno lavorato insieme in Salvate il soldato Ryan, Prova a prendermi e The Terminal, tutte pellicole di “discreto” successo. Nonostante il dream team però Il ponte delle spie, non avendo tra le fila dei promoter il presidente Obama, è passato un po’ in secondo piano, anche se come pellicola merita parecchio. Un film “classico”, elegante, ben girato e di qualità.

Le premesse essenziali del film e della vicenda storica – nota negli Stati Uniti come il “1960 U-2 incident” – sono queste: gli Stati Uniti hanno una spia sovietica e l’Unione Sovietica ha un pilota militare statunitense. Donovan, che continua a essere un avvocato e per molti anni della sua vita è stato un avvocato assicurativo, si trova in mezzo a un complicato e rischioso meccanismo di contrattazioni e mediazioni: gli capiterà, tra le altre cose, di andare a Berlino e provare a trattare con i sovietici.

Sia Spielberg che Hanks sono sembrati parecchio in forma. Se il regista è riuscito a mettere insieme una storia ragionata, con i giusti tempi, belle ambientazioni e una trama intrigante, Hanks è riuscito a fare quello che gli riesce meglio: praticare “l’understatement” (la “minimizzazione”). Secondo la maggior parte dei critici cinematografici Hanks è bravo nell’interpretare l’uomo apparentemente normale che si trova in un caso ben più grande di lui, e nella sua recitazione riesce a essere essenziale e proprio per questo efficace e credibile.

Il mix è scientifico, intelligente e studiato. La trama, in quanto vera, è già di per sé ricca di fascino, oltre che al sicuro dagli spoiler. Sfidare Star Wars magari non è stata la mossa più azzeccata del mondo (The Revenant non a caso uscirà solo nel nuovo anno), ma ragazzi, è uno Spielberg.

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Daniele Dell

Daniele Dell’Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria nel medesimo ateneo. Caporedattore del sito Ciaocinema.it dal 2011 al 2013 e direttore editoriale del sito letterario Scrivendovolo.com, da febbraio 2015 è collaboratore del quotidiano Libero, oltre a scrivere per diversi giornali e siti internet come La Voce di Romagna e Sporteconomy.it. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e, sempre per Historica, l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana”, scritto in collaborazione con MariaGiovanna Luini e Francesco Giubilei. Assieme a Francesco Giubilei, per Giubilei Regnani Editore, ha scritto il pamphlet “La rinascita della cultura”. Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.