Roma, incontro con Mario Tozzi vietato a chi non ha acquistato il libro

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L’Istituto d’istruzione superiore Leon Battista Alberti di Roma, zona Eur, che prepara figure professionali quali geometri e periti aziendali, promuove un interessante evento, previsto per il prossimo 21 Marzo, che permette agli studenti di incontrare Mario Tozzi, autore del libro “Tecnobarocco”, edito da Einaudi, per una conferenza con lo scrittore sull’attualissimo tema della tecnologia e del suo peso sul nostro stile di vita, sulla nostra formazione e sulla nostra quotidianità ma non tutti gli studenti sono invitati a partecipare. Infatti, una circolare pubblicata sul sito ufficiale dell’Istituto dice che: “solo ed esclusivamente gli studenti che hanno acquistato il saggio sono invitati a partecipare al confronto con l’autore”. Firmato: il dirigente scolastico Carolina Guardiani. Tutti gli studenti che non parteciperanno all’evento rimarranno in classe a seguire le regolari lezioni.

I genitori degli alunni accusano la preside di discriminazione nei confronti dei propri figli, ritenendo un atto gravissimo quello di utilizzare parole come solo ed esclusivamente, in riferimento ad un’iniziativa organizzata da una scuola pubblica. Ovviamente la preside ha prontamente risposto alle accuse, sostenendo che l’incontro rientra in un progetto di lettura che da anni si fa nella sua scuola ed è un’attività extracurriculare e facoltativa per gli studenti che, dopo aver discusso del libro letto con i loro insegnanti, vogliono confrontarsi anche con l’autore. Inoltre alla lista delle giustificazione aggiunge il fatto che l’aula magna della scuola è molto piccola, ha una capienza di soli 70 posti, quindi è giusto privilegiare chi è interessato e ha letto il libro. La professoressa sottolinea anche che, essendo un progetto scolastico, le copie del libro erano scontate a 12 euro, un prezzo, secondo lei. accessibile a tutti gli studenti, senza beneficio del dubbio. Secondo la preside tutto è avvenuto in modo molto sereno, in un contesto di pacifico dialogo con i propri studenti ma non sono della stessa opinione gli studenti esclusi e i loro genitori, alquanto irritati dal provvedimento.

L’autore del libro, Mario Tozzi, ribadisce la sua totale estraneità al provvedimento, affermando: “Io non ho dato alcuna indicazione, nelle scuole si va per creare dibattito e non per vendere i libri, sono argomenti che prescindono”.

È certamente deprimente pensare che la scuola pubblica, luogo di libero accesso alla cultura per eccellenza, che non dovrebbe giudicare sulla base di nessuna discriminante i propri alunni, privi gli studenti di un’occasione costruttiva, come il dibattito e il libero scambio di opinioni con un autore, tipo di attività alla quale, magari, non tutti accederebbero al di fuori di un contesto scolastico: è bene che la scuola favorisca la nascita di sani interessi, sensibilizzi i giovani e offra agli studenti queste occasioni di crescita personale.

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Redazione

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