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Sony Leaks: la Corea del Nord non perdona

Michela Conoscitore di Michela Conoscitore, in Cinema, del

Si fanno chiamare Guardians of Peace, i guardiani della pace, ma a giudicare dal polverone che hanno sollevato, le loro intenzioni sono decisamente bellicose. Tutto inizia il 24 novembre scorso, quando dai computer della Sony Pictures vengono sottratti parecchi terabyte di informazioni riservate, sceneggiature di film ma, soprattutto, la corrispondenza privata della co-presidente della major, Amy Pascal, con produttori e addetti ai lavori. La Sony ammette il furto digitale, e chiede agli organi di stampa, tramite i suoi avvocati, di interrompere la pubblicazione delle informazioni private, rubate dalla banda di hacker. Troppo tardi. Il giornalismo contemporaneo si ciba di internet, e questo i Guardians of Peace lo sanno benissimo.

Si è scoperto che all’origine di tutto c’è il nuovo film di James Franco e Seth Rogen, The Interview, prodotto da Sony. In uscita nelle sale, la commedia del duo comico statunitense sbeffeggia il regime dittatoriale di Kim Jong-un. Gli hacker nordcoreani non l’hanno presa bene, tanto da decidere di punire Sony Pictures. Venerdì sera è giunta la conferma, da parte dell’FBI, del coinvolgimento del governo nordcoreano in veste di mandante. Messa alle strette, la major, dopo l’annuncio di attentati che avrebbero colpito le sale in cui sarebbe stato proiettato il film, ha anche dovuto annullare la release di The Interview. Qualche giorno fa, una nuova email del gruppo ha annunciato che è in arrivo un regalo di Natale “che metterà Sony nella peggior situazione possibile”. Difficile da credere, dopo aver letto le esternazioni della Pascal su numerosi divi e, addirittura, sul presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Amy Pascal, considerata tra le ventotto donne più influenti del mondo secondo la rivista Forbes, si è affrettata a scusarsi pubblicamente: “Ho mancato sicuramente di sensibilità, ma il contenuto di quelle mail non corrisponde a quello che io sono nella realtà”.

Dovrei chiedergli se gli è piaciuto Django Unchained”. I toni sarcastici, nello scambio di email tra la Pascal e il produttore Scott Rudin, si colorano di tinte razziste quando i due parlano del presidente Obama. Eppure, Amy Pascal è stata una delle maggiori finanziatrici della sua rielezione. Sempre Rudin, invia alla Pascal una descrizione al veleno di Angelina Jolie, definendola: “una mocciosa viziata e senza talento”. Mentre, Leonardo DiCaprio, dopo aver rinunciato al biopic su Steve Jobs, è stato definito, sempre dalla Pascal, spregevole. Se la famiglia di Will Smith deve essere allontanata dalla Sony, perché “i due figli studiano a casa”, George Clooney, dopo l’uscita del suo Monuments Men ammette: “ho perso il tocco e non me ne sono reso conto. Non capiterà più. Non dormo da trenta ore, ho bisogno di protezione dalle critiche”. La co-presidente di Sony lo rassicura, dicendogli che: “Ti proteggeremo incassando. È la miglior vendetta“.

Non solo tirate al vetriolo, ma anche anticipazioni sui film in uscita del colosso cinematografico, alcuni di questi già in lavorazione come il nuovo James Bond, Spectre. Il regista Sam Mendes, però, ha rassicurato i fan dicendo che quella trafugata è la prima stesura della sceneggiatura del film. Inoltre, si apprende che sono in arrivo, nel 2016 e nel 2017, i film della saga di Uomini che odiano le donne, sempre con Daniel Craig. Nel nuovo Ghostbusters, quasi tutto al femminile, probabilmente oltre ad Emma Stone e Jennifer Lawrence, si aggiungerà al cast Ryan Gosling. Alla Sony lo adorano e, a quanto pare, la cosa è reciproca: “Ryan vi adora. Ha provato a lavorare con altri in una sorta di speed dating, ma adesso pensa al matrimonio. Vuole davvero fare qualcosa con voi”, ha scritto l’agente di Gosling alla Pascal.

Un enorme danno d’immagine e perdita di credibilità non solo per Sony, ma soprattutto per Amy Pascal. Intanto, due giorni fa l’attore Steve Carell si è visto annullare dalla major un film ambientato proprio in Corea del Nord. Su Twitter ha postato un’immagine di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore, scrivendo: “Un triste giorno per l’espressione creativa”.

Michela Conoscitore

Michela Conoscitore

Pugliese, classe 1985. Laureata in Lettere Moderne, con un master in giornalismo cartaceo e radiotelevisivo. Ha collaborato, nel settore Cultura e Società, in una redazione giornalistica della provincia di Foggia. Da sempre, esprime l'amore per la scrittura, raccontando storie e descrivendo avvenimenti. La semplicità è il suo principale obiettivo, che cerca di perseguire affinché, ciò che scrive, arrivi a tutti. Grande appassionata di cinema e serie TV, da due anni posta recensioni sul suo blog, Incursioni Cinemaniache. Ma non si ferma qui, perché il vero giornalista è un curioso a tutto tondo.

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