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Perché i classici non passano mai di moda

Redazione di Redazione, in Letteratura, Libri, del

Tra gli innumerevoli generi letterari che persistono o nascono ogni anno, ce n’è uno che, nonostante il passare delle mode, continua ad occupare invariabilmente il suo posto nelle grandi librerie: i classici.
Questa categoria comprende al suo interno svariati generi, dalla narrativa, ai romanzi rosa, dai gialli al fantascientifico.
Con “classici” intendiamo tutti quei libri che, in un modo o nell’altro, continuano ad emozionare i Lettori di ogni epoca.
Italo Calvino a proposito del quesito “perché continuare a leggere classici quando abbiamo milioni di nuovi libri da leggere?” ha risposto dicendo che “un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.”
In pratica, quello che sosteneva, era che nonostante il passare del tempo, i libri classici riesco a rimanere sorprendentemente attuali. Prendiamo 1984 di Orwell, scritto nel 1949. Se lo prendeste in mano ora e lo leggeste fino alla fine vi stupireste di quanto lo scritto di Orwell appaia pertinente alla nostra realtà. Nonostante sia stato scritto più di cinquant’anni fa, nonostante parli di una realtà dispotica, chi lo legge non può fare a meno di pensare “sembra che stia parlando di noi”.
Lo stesso vale per Orgoglio pregiudizio, Jane Eyre, Cime tempestose, sebbene sia cambiata la società con i suoi modi di fare e i suoi costumi, i lettori di oggi li trovarono ancora meravigliosamente emozionanti. Nonostante quel modo di esprimersi tipico dei libri dell’ottocento, elegante ed elaborato, i lettori non trovano difficile immedesimarsi nelle storie ed appassionarsi come a qualsiasi altro romanzo moderno, anzi, forse i romanzi di oggi hanno perso un po’ della classe e dello charme delle vecchie storie d’amore di un tempo.
Non nego, però, che alcuni classici siano più complessi di altri. Prendiamo ad esempio la nostra Divina Commedia, non sono molti coloro che sono riusciti a portare a termine questa lettura non proprio leggera! Poi Shakespeare con le sue parole ricercate dai doppi sensi, o Il Signore degli Anelli con le sue mille e più pagine, richiede costanza e una certa dose di pazienza.
Insomma, i classici hanno i loro punti di forza, ma anche qualche debolezza, ma se chiedete ai Lettori di tutti i giorni (come ho fatto io con i miei lettori su Facebook) un motivo per leggere un libro classico, anziché uno di recente pubblicazione, loro vi daranno decine di risposte, dalle più intellettuali, alle più simpatiche, come quella di Cinzia che dice che vale la pena leggere i classici “perché non ci sono più gli uomini di una volta” o quella di Tatiana che sostiene che se il libro in questione “è un classico…ci sarà pure un perché.”
Ho letto anche di strane ma simpatiche associazioni, come quella di Debora che dice che “un classico è un sempreverde, è una di quelle cose che a stento la prendi, ma quando lo provi la prima volta non lo molli più. Come un arbre magic”.
C’è chi invece è categorico, come Elisa, che afferma che “un classico è eterno” o Paola che dice che è tutta “questione di…stile”.
Alcuni Lettori più filosofici, pensano che i classici siano porte temporali che ci permettono di riscoprire un passato ormai andato perduto, tra questi Noemi che spiega che “la lettura implica anche un confronto e leggendo un classico hai la possibilità di relazionarti con un contesto e un modo di pensare chiaramente diverso dai tuoi canoni. Dal confronto può scaturirne una lezione di vita…o una conferma che il tuo modo di vedere le cose è esatto.”
Pensate che alcuni sono dipendenti da questi libri come lo si può essere del cioccolato, come Carla che dice “non si può vivere senza”.
Infine, ci sono i romantici, come Elena che pensa che “un classico è come un buon amico che ha sempre una parola per te, anche se gli telefoni a notte fonda.”
Oppure ascoltate il consiglio deciso e molto chiaro di Ashley, che ci consiglia di leggere i classici “perché dovremmo imparare dalle abitudini del passato e dalla forza che avevano i personaggi di una volta. Loro avevano le palle!”
Se tutti questi pareri non sono stati sufficienti per convincervi a leggere uno dei tanti classici che continuano ad essere amati anche oggi, non mi rimane che rilanciarvi la risposta di Giuseppina: “E perché no?” Perché non leggerli?

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