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La mappa di Chagall

Francesca Mazzucato di Francesca Mazzucato, in Blog, del

Chagall ha tirato fuori, dai visceri, il paradisco che gli apparteneva. Possiamo persino odorarlo, sa di cuoio, sa di lucerna, sa di pane, sa di panni lungamente lavati. Non è un paradiso di angeli con trombe e spade, non è un Aldilà trionfante..è un Aldiqua che raccoglie i simulacri della vita, è un luogo fisico che diventa metafisico proprio perché noi tutti l’abbiamo ucciso durante la vita quotidiana. Una casa coi tetti di legno a Vitebsk e poi una soffitta a Parigi sono il mondo intero, sono il massimo paradiso posibile, la felicità e la malinconia immedicabile, il vero e il sognato, ciò che è e ciò che  passato, e sempre senza rimedio

Giovanni  Arpino.

Queste parole appaiono nella quarta di copertina de “La mia vita” scritto da Marc Chagall in lingua russa tra il 1921 e il 1922, poco prima di lasciare definitivamente Mosca dopo l’esperienza della Rivoluzione. Nello stesso periodo compose i disegni che accompagnano il testo. L’opera, tradotta in francese dalla moglie, Bella Chagall, apparve a Parigi nel 1931 con il titolo “Ma vie” e venne ristampata nel 1957 con lievi modifiche e integrazioni dell’artista. Io ho la bella edizione italiana SE del 1998, un libro magico su luoghi fisici, della memoria, dell’anima e della fantasia, sul rimpianto e la memoria, sul gioco e la luce, il sacro e il profano. Un magico speciale,  una mappa.

[stasera parto per Parigi e lo porto con me, le mappe sono fondamentali quando si viaggia, e ognuno ha mappe personalissime e diverse ]

Francesca Mazzucato

Francesca Mazzucato

Scrittrice, traduttrice, consulente per case editrici italiane e straniere, dirige la collana dei Cahier di viaggio per Historica edizioni, è co-fondatrice della casa editrice digitale internazionale Errant Editions, tiene corsi di scrittura creativa, educazione alla lettura e di inglese per bambini. Ha collaborato a progetti con teatri e centri culturali italiani e stranieri sulla scrittura delle donne. Tradotta in Europa, USA e UK, collabora a magazine e riviste letterarie. Sulla sua opera sono state scritte alcune tesi di laurea. Ama Beckett, Marsiglia, Baremboim, tutti i romanzi di Harold Brodkey, la pioggia di Parigi, la Kunsthaus di Zurigo.

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