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Google e diritto all’oblio: oltre 340.000 le richieste di rimozione

Vincenzo Tiani di Vincenzo Tiani, in Viaggio, del

google

E’ di ieri l’ultimo aggiornamento ufficiale di Google sulle richieste di rimozione di link dal proprio motore di ricerca nel rispetto del diritto all’oblio.

La sentenza della Corte di Giustizia Europea e il diritto all’oblio

Con la sentenza del maggio 2014, dove Big G perdeva contro il ricorso del cittadino Mario Costeja González, la Corte di giustizia dell’Unione europea sanciva il diritto all’oblio dei cittadini europei, right to be forgotten.

Da allora i cittadini europei che lo desiderino, possono chiedere la rimozione dei link che li riguardano qualora tali informazioni procurino loro un danno. La procedura non è automatica, viene infatti valutata dal team legale di Google caso per caso.

C’è un importante bilanciamento da farsi tra il diritto di cronaca e il diritto alla riservatezza. Solo in vista di “un interesse pubblico che ne giustifichi la visualizzazione” si potrà negare la rimozione.
Si ricorda infine che Google non può rimuovere gli articoli originali, ma solo i link agli stessi. Questo a bilanciare il diritto di cronaca con quello alla riservatezza.

Per arrivare a stabilire il modus operandi e delle norme condivisibili in Europa, nel corso del 2014 è stato formato un board speciale di esperti. Il board, tra cui spiccano Shmidt, ex ceo di Google, e Jimmy Wales di Wikipedia, si è confrontato con gli esperti di ogni Paese Europeo e ha redatto a gennaio una relazione finale.

I numeri europei

europa google dati

Dai risultati emerge che il 42% delle richieste sono state accolte su un totale di oltre 340.000 ricevute e oltre 1.200.000 url esaminati. Tra i siti che spiccano per la richiesta di rimozione di contenuti facebook è sul podio con oltre 10.000 richieste di rimozione, seguito più avanti dalle 5300 richieste per youtube, le 4400 per badoo, popolare sito di incontri, e le 3800 di twitter.

Non stupiscono questi dati visto che facebook è il primo social al mondo per numero di utenti ed è facile che le impostazioni di privacy non siano ben settate. Se i post sono pubblici infatti, essi saranno reperibili come un qualsiasi sito internet, andando a recuperare pensieri e post anche lontani negli anni.

I numeri italiani
italia google copia

Per quanto riguarda l’Italia, le richieste sono state oltre 26.000 per un totale di oltre 85.000 url esaminati. Di queste domande solo il 29,7% sono state accolte.

Vengono anche riportati alcuni esempi. Una donna vittima di stupro ha richiesto al rimozione del link alla notizia che risultava dalla ricerca del suo nome sul popolare motore di ricerca e Google l’ha accolta (Germania). Non è stata accolta invece una richiesta italiana per rimozione di link di notizie che riportavano l’arresto per reati di natura finanziaria. Richiesta che invece veniva accolta in un altro caso quando in Appello l’indagato veniva assolto.
Quando si tratta di reati, il pubblico interesse alla conoscenza dei fatti è superiore a quello alla riservatezza solo nel caso in cui l’indagato si riveli colpevole.

Se anche voi volete chiedere la rimozione di uno o più link che vi riguardano, potete compilare il form QUI.

Vincenzo Tiani

Vincenzo Tiani

Diviso tra copyright e copywrite, seguo le tematiche del diritto di internet e della comunicazione online. Ora a Bruxelles per un Master Avanzato in Proprietà Intellettuale e Diritto dell'ICT. A Whead.it mi occupo di Digital Communication, l'altra mia grande passione.

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