• 21/06 @ 14:54, @SopravviviMi @MediasetTgcom24 @laurabusn Grazie mille!
  • 21/06 @ 14:54, RT @SopravviviMi: I consigli del libraio di Giugno! Su Letti a Letto @MediasetTgcom24 @laurabusn della Libreria Cultora di #Milano @culto…
  • 09/03 @ 15:51, La direzione di #HistoricaEdizioni saluta dal proprio stand un tempo nuovo, un #tempodilibri e di #cultura. In fot… https://t.co/JzpN8XKnCN
  • 09/03 @ 14:02, Oggi c’è aria di #ribellione a #tempodilibri. https://t.co/XZYA5tEy1E #Copertina a cura di Giulia Capitani… https://t.co/4f2XDrOzQp
  • 09/03 @ 11:57, Perché esiste #gendergap nel mondo della scrittura? A #tempodilibri, l’incontro “Leggere è femminile, scrivere è m… https://t.co/vWprmOGtSI
  • 08/03 @ 18:09, #8marzo, #tempodilibri ma anche tempo di #donne. Marta Meli, giornalista SkyTg24, apre il confronto su donne e scie… https://t.co/9QWlTubM97

Cineteca Settanta: Orchidea De Santis

Gordiano Lupi di Gordiano Lupi, in Blog, del

Per parlare di Orchidea De Santis bisogna cominciare dalla filmografia che è davvero sterminata. La bella Orchidea ha fatto di tutto: commedia classica, cinema erotico e commedia sexy, genere molto gettonato negli anni Settanta. Fabio Melelli le ha dedicato un bel libro che se amate la bionda attrice vi consiglio di acquistare. Si intitola “Orchidea De Santis” e fa parte della Collana Attrici del Cinema Italiano della Casa Editrice Art Core di Perugia. Tra l’altro la sua filmografia non è completa perché mancano alcune pellicole girate in Germania, mai distribuite in Italia. La filmografia che citiamo è stata prelevata dal sito internet di Orchidea (http://www.orchidea.com), con la sua approvazione.

Queste pazze pazze donne di Marino Girolami, con Enrico Maria Salerno (1964)

Gli invincibili tre di Gianfranco Parolini, con Alan Steel e Mimmo Palmara (1964)

Kindar l’invulnerabile di Osvaldo Civirani, con Mark Forest, Mimmo Palmara e Rosalba Neri (1965)

ll nero di Giovanni Vento (1965)

La battaglia dei mods di Franco Montemurro, con Ricky Shayne, Joachim Fuchsberger ed Elga Andersen (1965)

Come imparai ad amare le donne di Luciano Salce, con Robert Hoffman, Michele Mercier ed Anita Ekberg (1965)

I due figli di Ringo di C. Simonelli, con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Gloria Paul (1966)

Nel labirinto del sesso di Alfonso Brescia, con Franco Ressel e Maria Pia Conte (1968)

Sigpress contro Scotland Yard di Guido Zurli, con George Martin, Klaus Kinsky e Paolo Carlini (1968)

Colpo di stato di Luciano Salce, con Steffen Zacharias e Dimitri Tavarov (1969)

L’invasione di Ives Allégret, con Lisa Gastoni e Michel Piccoli (1969)

Togli le gambe dal parabrezza di Massimo Franciosa, con Alberto Lionello, Carole André e Leopoldo Trieste (1970)

Il tuo dolce corpo da uccidere di Alfonso Brescia, con Giorgio Ardisson e Francoise Prevost (1970)

Una macchia rosa di Enzo Muzii, con Giancarlo Giannini e Valeria Morioni (1970)

Quelli belli… siamo noi di Giorgio Mariuzzo, con Maurizio, Carlo Dapporto e Ric & Gian (1970)

Concerto per pistola solista di Michele Lupo, con Anna Moffo, Evelyn Steward e Gaston Moschin (1970)

Ettore lo fusto di Enzo G. Castellari, con Vittorio De Sica, Vittorio Caprioli, Luciano Salce, Rosanna Schiaffino (1971)

La preda e l’avvoltoio di Rafael Romero Marchent, con Peter Lee Lawrence e Dada Gallotti (1972)

Sette cadaveri per Scotland Yard di José Luis Madrid, con Patricia Loran e Paul Naschy (1972)

Decamerone proibito di Carlo Infascelli, con Dado Crostarosa, Gabriella Giorgelli e Malisa Longo (1972)

Decameroticus di Piergiorgio Ferretti, con Pupo De Luca e Aldo Bufilandi (1972)

Le calde notti del Decameron di Giampaolo Callegari, con Don Backy e Femi Benussi (1972)

Anche se volessi lavorare che faccio? di Flavio Mogherini, con Enzo Cerusico e Adriana Asti (1972)

I giochi proibiti dell’Aretino Pietro di Piero Regnoli, con Femi Benussi e Tony Kendall (1972)

Il diavolo nel cervello di Sergio Sollima, con Stefania Sandrelli, Keir Dullea e Tino Buazzelli (1972)

Le mille e una notte all’italiana di Carlo Infascelli e Antonio Racioppi, con Maurizio Merli, Malisa Longo e Elio Provetto (1972)

Beffe, licenze et amori del Decamerone segretodi Walter Pisani (Giuseppe Vari), con Malisa Longo e Patrizia Viotti (1973)

Paolo il Caldo di Marco Vicario, con Giancarlo Giannini, Rossana Podestà e Ornella Muti (1973)

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno di Luciano Salce, con Paolo Villaggio e Eleonora Giorni (1974)

Amore e morte nel giardini degli dei di Sauro Scavolini, con Erika Blanc e Peter Lee Lawrence (1974)

Per amare Ofelia di Flavio Mogherini, con Francoise Fabian e Renato Pozzetto (1974)

Scusi, si potrebbe evitare il servizio militare?…No! di Luigi Petrini, con Renato Cecilia ed Erna Schurer (1974)

Provaci anche tu, Lionel di Roberto Montero, con Oreste Lionello e Ubaldo Lay (1974)

Prostituzione di Rino Di Silvestro, con Maria Fiore ed Elio Zamuto (1974)

La nipote di Nello Rossati, con Francesca Muzio, Daniel Vargas e Annie Edel (1974)

L’ingenua di Gianfranco Baldanello, con Giorgio Ardisson e Ilona Staller (1974)

Attenti… arrivano le collegiali di Gianni Miller, con Toni Ucci e Yvet Monet (1975)

Il vizio di famiglia di Mariano Laurenti, con Renzo Montagnani e Edwige Fenech (1975)

Le dolci zie di Mario Imperoli, con Femi Benussi, Marisa Merlini e Pascal Petit (1975)

Un attimo di vita di Dante Maracini, con Gabriele Tinti (1975)

Una bella governante di colore di Luigi Russo, con Renzo Montagnani e Ines Pellegrini (1976)

San Pasquale Bailonne, protettore delle donne di Luigi Filippo D’Amico, con Lando Buzzanca, Stella Carnicina e Gabriella Giorgelli (1976)

La dottoressa sotto il lenzuolo di Gianni Martucci, con Karin Schubert e Eligio Zamara e Alvaro Vitali (1976)

L’appuntamento (dove, come e quando) di Giuliano Biagetti, con Barbara Bouchet e Mario Carotenuto (1977)

Ride bene… chi ride ultimo di Marco Oleandri, con Pino Caruso, Gino Bramieri, Luciano Salce, Walter Chiari (1977)

Il signor ministro li pretese tutti e subito di Sergio Alessandrini, con Giorgio Ardisson e Daniele Vargas (1977)

Tanto va la gatta al lardo di Marco Oleandri, con Macha Meril e Aldo Maccione (1978)

René La Canne (Tre simpatiche carogne) di Francis Girod, con Gerard Depardieu e Michel Piccoli e Sylvia Kristel (1978)

Ridendo e scherzando di Marco Oleandri, con Gino Bramieri (1978)

Tre sotto il lenzuolo di Michele Massimo Tarantini, con Aldo Maccione e Sonia Viviani (1979)

Arrivano i gatti di Carlo Vanzina, con Gerry Calà, Franco Oppini, Ninì Salerno e Umberto Smaila (1979)

Tenerezza di Enzo Milioni, con Massimo Dapporto e Mattia Sbragia (1987)

Le amiche del cuore di Michele Placido, con Michele Placido, Claudia Pandolfi e Asia Argento (1992)

Il caso Redoli (film tv) di Massimo Martelli, con Claudia Pandolfi e Amedeo Letizia (1996)

Orchidea De Santis è un’attrice di cinema, teatro e televisione (che frequenta meno) dotata di grande simpatia e bellezza. Porta nei film che interpreta una grande presenza fisica unita a senso dell’umorismo e ironia. Nasce a Lecce nel 1948, si trasferisce a Roma da bambina con la famiglia, al seguito del padre ufficiale di Marina. Nel 1960 – giovanissima –  entra a far parte del coro delle voci bianche di Radio Rai diretto da Renata Cortiglioni. Si avvicina al cinema a metà degli anni Sessanta con piccole parti di contorno che poi diventano sempre più importanti. Nel cinema di genere comincia con le commedie all’italiana e con il comico puro interpretando diverse pellicole, le più significative sono I due figli di Ringo con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ed Ettore lo fusto di Enzo G. Castellari (1971). Pellicole dove la De Santis non è mai protagonista ma funge da spalla a una collega più quotata e famosa. Nei primi film recita a fianco di attrici del calibro di Rosalba Neri, Anita Ekberg, Gloria Paul, Maria Pia Conte, Lisa Gastoni, Carole André, Valeria Moriconi e Rosanna Schiaffino. Purtroppo il destino di non essere quasi mai la protagonista della pellicola accompagna Orchidea De Santis per tutta la vita artistica, salvo rare eccezioni. La bella attrice leccese si ritaglia un ruolo fondamentale nel decamerotico, sottogenere che la vede impegnata – nel corso del 1972 – sul set di ben cinque film, se contiamo anche Le mille e una notte all’italiana. Nel decamerotico, Orchidea è spesso accanto a Femi Benussi, Gabriella Giorgelli, Malisa Longo e Adriana Asti. Pure qui mai da sola e protagonista, ma sempre insieme ad altre, come se i registi pensassero che da sola non fosse in grado di attirare l’attenzione del pubblico maschile. Eppure Orchidea dispone di ottimi argomenti fisici e – cosa da non sottovalutare – sa pure recitare, a differenza di molte starlettes. La De Santis si afferma interpretando film che segnano l’inizio di alcuni filoni narrativi, come il thriller (Il tuo dolce corpo da uccidere – 1970), il poliziesco (Concerto per pistola solista – 1970), il satirico brillante (Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno – 1974) e soprattutto la commedia sexy. Sono molti i film significativi che la vedono impegnata, pure se in ruoli secondari: Colpo di stato di Luciano Salce (1969), Paolo il caldo di Marcello Vicario (1973), con Giancarlo Giannini, Rossana Podestà e Ornella Muti, ma anche Per amare Ofelia di Flavio Mogherini (1974), con Renato Pozzetto e Francoise Fabian. Noi la ricordiamo per la commedia sexy, soprattutto per La nipote di Nello Rossati (1974), una pellicola cult dove è protagonista indiscussa di un malizioso primo tempo. L’ingenua (1975), Il vizio di famiglia (1975), Le dolci zie (1975), Una bella governante di colore (1976), La dottoressa sotto il lenzuolo (1976) e Tre sotto il lenzuolo (1979) seguono lo stesso canovaccio. A partire dalla metà degli anni Ottanta le sue apparizioni cinematografiche si diradano. Lavora in teatro con Fiorenzo Fiorentini nelle commedie Morto un papa se ne fa un altro e StregaRoma di Ghigo De Chiara. Fa Chicchignola di Ettore Petrolini con Mario Scaccia. Partecipa a spettacoli come Sottoveste di Castellacci e Ventimiglia, Live and Life di Mike Immordino, La Bambola Orchidea di cui è anche autrice (musiche di Aldo Saitt), fa un secondo Chicchignola con Fiorenzo Fiorentini e infine nel 1998 – 1999 interpreta La cicogna si diverte, commedia teatrale diretta da Carlo Alighiero. Per Radio Rai interpreta sceneggiati radiofonici (BaroccoRoma e Racconto Italiano – fine anni Settanta), dal 1989 lavora al Notturno Italiano, AZ – per gli italiani all’estero, Italia canta, Itinerari italiani, Facile ascolto, L’Arca di Noè (1998) e L’Anello di Re Salomone. Per la televisione, prende parte come attrice in sceneggiati e cortometraggi, tra i quali: Roosvelt (Rai Tre, 1986); La Maga Circe e Lucrezia Borgia (Rai Uno, 1987) e Il caso Redoli, film Tv della serie I grandi processi (Rai Uno, 1996).

Alla fine degli anni Ottanta organizza e conduce programmi televisivi considerati sperimentali per l’epoca, volti all’informazione ed educazione in difesa dei diritti degli animali, presso alcune emittenti private romane come GBR, Video1 e T.R.E. Per tale materia realizza video didattici, destinati alle scuole. Collabora attivamente con diverse associazioni animaliste. Attualmente è delegata per Roma e il Lazio dell’Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali e organizza la manifestazione cinofila annuale Tali & Quali, gara di somiglianza tra cane e padrone. Orchidea De Santis è ancora una donna stupenda che lavora per la radio e in difesa degli animali, sua vera passione.

Faccio seguire al mio pezzo una lunga dichiarazione in forma di articolo che Orchidea De Santis mi ha rilasciato e che un giorno o l’altro utilizzerò come introduzione a un mio libro sulla commedia sexy. (Gordiano Lupi)

Io, il decamerotico e la commedia sexy

di Orchidea De Santis

Se da bambina sono stata colpita fortemente da un film di Federico Fellini come La Strada,  un altro film  credo che fu determinante nei miei progetti artistici infantili: La donna più bella del mondo, con un’incantevole Gina Lollobrigida nelle vesti di Lina Cavalieri, una canzonettista di caffè – concerto famosa in tutta Europa verso la fine del diciannovesimo secolo. L’essere così amata, apprezzata e con una vita così fuori dal comune furono i cardini su cui si posarono i miei  sogni che non abbandonai mai fino a quando non cominciarono a diventare realtà. Però nel frattempo mi nutrivo di altri film di quell’epoca: Poveri ma belli, Pane amore e fantasia, che già rientravano nel genere Commedia all’Italiana perché descrivevano fedelmente e con allegria gli amori, le delusioni, le speranze della società di quel tempo.

Molto spesso questo genere di film – proprio perché leggeri – non  incontrava i favori della critica, ma certamente il pubblico ha sempre mostrato interesse e gradimento per la Commedia all’Italiana, che insieme al neorealismo ci ha reso famosi in tutto il mondo.  Negli anni questo genere cinematografico ha sempre più fatto da specchio all’Italia con i suo vizi, virtù, ironia, cinismo e quant’altro a noi noto.    Dino Risi, Mario Monicelli, Ettore Scola… definiti come i grandi del genere, ma non dimentichiamo Mariano Laurenti, Nando Cicero, Umberto Lenzi, Michele Massimo Tarantino e molti altri, rivalutati oggi grazie a un nuovo apprezzamento di cultori, hanno portato tutti la loro visione del Paese e del tempo a esso collegato.

Io ho attraversato pienamente due decadi affermandomi principalmente nella Commedia all’Italiana che diventò, visto il periodo di rottura degli schemi tradizionali, la Commedia Sexy. Negli anni Settanta, definito il  periodo più fecondo del  cinema italiano, in concomitanza con i moti femministi e della liberazione dei costumi, si producono film come Malizia e Il Decamerone che saranno gli apripista per tutta quella serie di film cosiddetti “scollacciati”. Questi film, spesso fortemente e negativamente criticati, malvisti dai puritani ma anche dalle stesse femministe che indicavano soprattutto noi attrici come portatrici di volgarità e di messaggi negativi, furono invece molto graditi al grande pubblico che li accolsero come una sorta di liberazione da un certo moralismo. Erano film goliardici e  ingenui, almeno quelli in cui si vede la mia partecipazione, anche se devo riconoscere che spesso alcuni rasentavano la volgarità.

I Decamerotici e la Commedia Sexy coinvolsero moltissimi attori e attrici che come me iniziarono a partecipare perché comunque era il nostro lavoro, spesso i ruoli in altri più ambiti progetti non venivano fuori, e proprio perché il pubblico gradiva molto questo  genere, ci davano popolarità unita a un buon guadagno, anche perché se ne sfornavano in grande quantità.

Carlo Infascelli è stato il primo regista che mi ha traghettato ufficialmente in questo genere commerciale con Decamerone proibito. Dopo il successo del film era capace di girarne più d’uno quasi contemporaneamente. Due settimane, tre settimane, e si passava a un altro set.  Dopo aver partecipato a film diciamo più impegnativi, ma che al botteghino non erano andati molto bene, iniziano ad uscire nelle sale i decamerotici o film come La nipote, Le dolci zie, Il vizio di famiglia e altri che fanno scintille d’incassi.

Parliamo dei miei primi nudi. Nel  Decamerone Proibito non mi volevo neppure spogliare e Infascelli fece una gran fatica per persuadermi. In Colpo di Stato di Luciano Salce mi ero facilmente adattata alla scena di nudo nel finale (tagliata dalla censura e lo spezzone è in mio possesso perché Salce me l’ha regalato accompagnato da un commento ironico),  perché ero certa del buon gusto del regista che mi aveva già diretta e non feci storie. Quel film di  Carlo Infascelli, regista a me sconosciuto che si era presentato con quello strano stralcio di copione,  mi creava qualche problema. Fui rassicurata su come la scena sarebbe stata illuminata e come sarebbe stata l’inquadratura e acconsentii a sfilarmi una specie di sacco che copriva le mie fattezze. Devo dire che poi in seguito ogni volta che una scena di un film prevedeva un mio nudo totale o parziale, mi ero creata una sorta di stile per fare in modo di non essere mai volgare o che quel nudo fosse in un contesto inappropriato, ma mi spogliavo con leggerezza e divertimento. Vedere anche le maestranze che fingevano di non farci caso mentre invece….. era proprio divertente.

Una volta venne a prendermi un amico fraterno sul set de Le dolci zie – eravamo in interno alla De Paolis – e chiese a qualcuno delle maestranze dove fossi. Un operatore con aria sorniona gli rispose: “Sta lì dentro e se sta a da’ da fa sopra de uno”.

Ho dei bei ricordi di quel fervido periodo! Come dimenticare le bellissime località che ci hanno ospitato per le riprese! A San Gimignano pernottavamo in un convento di frati, ma noi giovanissimi attori non eravamo molto rispettosi della vita monastica e avevamo trasformato le celle in cui dormivamo in night club, tanto che il  produttore fu invitato a intervenire. Ricordo che ci disse: “Ragazzi calmatevi, un po’ di pudore! Le celle so’ piccole e rimbomba tutto”.

Le calde notti del Decamerone lo girammo totalmente in un bellissimo castello nelle vicinanze di Roma. Il mio partner era Don Backy che per me era un mito come cantante, ma fu una sorpresa scoprire quanto fosse gradevole e simpatico. Peccato non aver mai visto questo film. Non capisco perché non ne abbiano ancora pubblicato un DVD! Forse a causa dei soliti diritti.

San Pasquale Baylonne protettore delle donne, interpretato da Lando Buzzanca e diretto da Luigi Filippo D’Amico, che può rientrare nel genere decamerotico alto, mi ha lasciato ricordi piacevoli, anche se girato su set impervi e inospitali per il freddo delle grotte nelle montagne intorno a Frosinone. La  scena in cui mi spogliavo e restavo con  delle  poco sexy mutande di lana in quella grotta con il freddo  tremendo, mi ha fatto sempre pensare  a quanto il fisico di un attore può essere paragonato a quello di uno sportivo. Ma ancor peggio è capitato a Giuliana De Sio, credo alla sua prima apparizione in un film, perché la poveretta ha dovuto fare il bagno in un torrente tutta nuda. Come era incavolata!

Tra un decamerotico e un altro si inserivano le commedie sexy e qui il vero protagonista per noi attori era il contesto che ci ospitava, come le splendide ville venete de La nipote, L’ingenua o quella di Tirrenia dove girammo Il vizio di famiglia. Set fantastici con  padroni di casa molto carini e ospitali con i quali spesso si finiva per entrare in amicizia. Mi piace ricordare la gradevole atmosfera che si creava anche fuori dalla scena e questo soprattutto grazie alla presenza di attori come Renzo Montagnani, Gigi Ballista, Daniele Vargas e altri che animavano il set ma non si risparmiavano neanche durante le serate in compagnia. Ma anche con le colleghe come Femi Benussi, Gabriella Giorgelli, Macha Meril, Barbara Bouchet, Erica Blank, Juliette Meniel, le prime che mi vengono in mente perché sono quelle con cui sono stata più in contatto anche fuori dal set. Persone simpatiche, divertenti e scanzonate con le quali ho avuto dei bei momenti extra riprese, anche perché spesso le scene ci vedevano separate.  Non mi piace normalmente rievocare i tempi passati con quel certo senso di romantica nostalgia, sarebbe troppo semplice e scontato, ma al termine di una rievocazione come questa mi piace dire che è stato bello partecipare.

Gordiano Lupi

Gordiano Lupi

Nel 1996 si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Pisa. Nel 1999 ha fondato, insieme a Maurizio Maggioni e Andrea Panerini, la casa editrice Il Foglio Letterario. Esperto di cultura cubana, nel 2000 ha cominciato a tradurre i romanzi di Alejandro Torreguitart Ruiz, successivamente nel 2009 ha cominciato a tradurre il blog di Yoani Sánchez, alcune opere di Félix Luís Viera (La patria è un'arancia), José Martì (Le fiabe de L’età d’oro, alcune poesie), Heberto Padilla (Fuori dal gioco), Virgilio Piñera (racconti da Cuentos completos e le poesie de Il peso di un'isola), Guillermo Cabrera Infante (La ninfa incostante). La sua attività giornalistica vede collaborazioni con le testate La Stampa, Futuro Europa e il Corriere Nazionale. L’altra sua attività è nel campo del cinema italiano. Ha scritto opere divulgative dedicate a personaggi del nostro panorama culturale come Federico Fellini, Joe d'Amato, Lucio Fulci, Ruggero Deodato, Tinto Brass, Enzo G. Castellari, così come divi e dive quali Tomas Milian, Gloria Guida ed Edwige Fenech. Dai suoi racconti Cappuccetto Rosso, Il prete e Gli scacchi della vita, il regista pugliese Stefano Simone ha tratto i lungometraggi Cappuccetto Rosso, Unfacebook e Gli scacchi della vita.

Cultora © 2019, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy