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Alla scoperta del vorace lettore di audiolibri, chi è e cosa legge

di Redazione Milano, in Libri, del

La richiesta imperante al mondo dell’editoria è di riuscire di fare della lettura, attività che di questi tempi è soggetta a un elevato grado di frammentazione, un’attività da svolgere in mobilità e la risposta a questa domanda è certamente l’audiolibro.

C’è chi però afferma che la lettura di un libro debba essere considerata un’esperienza più aulica e complessa rispetto a quella del mero ascolto dello stesso.

L’audiolibro diventa lo strumento di chi non vuole fare la fatica di leggere, se di fatica si tratta, e quindi ascoltare un audiolibro equivale un po’ a “barare”. L’audiolettore, passatemi il termine, è quindi un imbroglione.

Se tentassimo di generare il profilo dell’audiolettore, questo sarebbe quello di un  giovane, età compresa tra 14 ai 35 anni, uomo, che ama svolgere questa attività in modalità multitasking: mentre viaggia o rientra in auto dal lavoro, mentre pratica un’attività sportiva oppure svolge i lavori domestici.

Le sue scelte letterarie cadono sulla narrativa, ma accanto ai romanzi abbiamo letture di manualistica, storia e self-help e si avvale soprattutto di smartphone per il loro ascolto.

Non è invece ancora ben chiara la sua scelta in fatto di acquisti, vi è comunque una tendenza ad abbandonare l’acquisto “à la carte” per un “all you can eat”: non sceglie di acquistare un singolo audiobook ma preferisce un abbonamento che permetta l’ascolto di un ampio panorama di titoli.

Ma è davvero un impostore?

Per uscire da questo impasse ci viene in aiuto Daniel Willingham, docente di psicologia cognitiva dell’Università della Virginia, che si è sempre occupato di lettura.

Egli sostiene che, dal punto di vista dei processi mentali,  non ci sono reali differenze tra la lettura e l’ascolto. Quando leggiamo sono due i fondamentali processi che entrano in gioco: la decodificazione e la comprensione. Se da un lato trasformiamo segni grafici in parole di senso compiuto, dall’altro, simultaneamente, comprendiamo la storia che ci viene raccontata con un insieme di frasi associate da sistassi.

Durante l’ascolto non decodifichiamo nulla ma sicuramente la comprensione non può essere un’attività opzionale, molte volte ci capita di udire ma non di ascoltare. Quando udiamo ma non ascoltiamo, siamo costretti a  chiedere al nostro interlocutore di ripeterci il messaggio.

Test di comprensione del testo fatti su ragazzi a cui veniva proposto uno scritto, comparati a quelli fatti su gli stessi ragazzi a cui veniva fatto ascoltare un brano, non hanno prodotto sostanziali differenze di punteggio.

Leggere e ascoltare sono entrambe delle attività che necessitano l’atto fondamentale del comprendere.

Durante la lettura, si può scegliere ritmo e intonazione, mentre in un audiolibro si “subiscono” entrambe perché scelti da qualcun altro; grazie alle capacità di un lettore professionista, la comprensione del testo viene facilitata, ma questa facilitazione è apprezzabile solo per testi poetici. Gli audiolibri sono in genere di narrativa.

Lo stesso Willingham ci dice che comparare l’ascolto di un audio libro ad un imbroglio è alquanto pretenzioso, equivale ad incontrare un amico a Disneyland e dirgli: “Sei venuto qui con il bus ? Io ci sono venuto da solo: sei un imbroglione!“ .

L’unico imbroglio che possiamo fare durante l’ascolto di un romanzo è quello interpretarlo in modo differente da quello voluto dall’autore.

I comportamenti di lettura degli italiani si fanno sempre più articolati e sempre più “imbroglioni” si palesano : il 62% di chi si definisce lettore legge libri cartacei, il 27% ebook e l’11% legge audiolibri.

Di seguito alcune cifre.

Nel 2017, accanto alla crescita del mercato editoriale in generale, si è assistito a una crescita del mercato di e-book e audiolibri, che ha raggiunto in Italia quota 64 milioni di euro nel 2017, registrando un +3.2% sul 2016.

Secondo quanto dichiarato dalla Apa ( Audiobook Publisher Association ), il settore degli audiolibri è in rapidissima crescita, basti pensare che negli Stati Uniti, dove un americano su quattro dichiara di aver letto almeno un audiolibro negli ultimi 12 mesi, si è passati da una spesa complessiva di 2.1 miliardi di dollari del 2016 ai 2.5 miliardi di dollari spesi nel 2017 .

Anche in Europa il mercato è in netta crescita. L’Inghilterra rappresenta il primo mercato Europeo  registrando un incremento delle vendite del  18% rispetto allo scorso anno, seguita dalla Germania dove gli audiolibri stanno avendo risultati sempre più interessanti. Da uno studio condotto da Audible in collaborazione con l’istituto di ricerca Kantar EMNID, emerge che quest’anno in Germania 13 milioni di persone hanno ascoltato un audiolibro almeno una volta al mese e 9 milioni almeno una volta alla settimana.

In Spagna le vendite di audiolibri hanno registrato un aumento e non solo: l’offerta complessiva di titoli è aumentata del 33% dal 2016 al 2017.

Il primo a credere nel mercato degli audiolibri, in Italia, è stato Emons, che si rivela il maggiore editore italiano di audiolibri, con più di duecentocinquanta titoli al suo attivo. Le loro ultime novità sono: “Un calcio in bocca fa miracoli” di Marco Presta, “La briscola in cinque” di Marco Malvaldi  e “Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Daniel Glattauer. Alcuni autori “si leggono” da soli, come Marco Presta o Gianrico Carofiglio, altri si fanno leggere. Emons sceglie sempre delle grandi voci narranti, in catalogo infatti annoverano nomi del calibro di Claudia Pandolfi, Cecilia Dazzi, Paola Cortellesi, Pierfrancesco Favino, Pino Insegno.  Il progetto più folle è toccato a Anna Boniauto, che ha trascorso cento ore in sala di registrazione per leggere Anna Karenina.

Diventeremo tutti audiolettori? Ai posteri l’ardua sentenza

Elena Ruffato

Redazione Milano


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