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Ho visto le 6 stagioni di Lost tutte d’un fiato. Parla di un disastro aereo

Gennaro Pesante di Gennaro Pesante, in Blog, Serie tv, del

Questa estate ho visto le sei stagioni di “Lost” tutte d’un fiato. È una serie tv che parla di un disastro aereo. Citazione* di Woody Allen a parte, ho visto davvero Lost tutta d’uno fiato ed è, come tutti sanno, molto più che un telefilm su un disastro aereo. Se n’è parlato per anni, e sui social c’è chi ancora lo fa, tant’è vero che esiste un profilo Facebook ufficiale dedicato su cui vengono lanciati film e serie tv più o meno assimilabili al contenuto della più celebre serie tv degli ultimi ventanni.

Cosa si può scrivere su Lost che non sia già stato scritto? Probabilmente nulla, se non il punto di vista del tutto soggettivo di chi l’ha vista per la prima volta. Proprio così. Dunque dopo aver visto numerosi altri progetti dello stesso creatore della serie, ovvero il geniale JJ Abrams che ha firmato, tra le altre cose, “Alias”, “Mission Impossible III” e Star Wars: Il risveglio della forza”.

Ebbene, Lost è un capolavoro insuperato negli anni. Non risulta ci siano al momento serie tv che stiano avendo lo stesso impatto sul pubblico o che stiano facendo proselitismo nello stesso modo. Perché il successo di Lost è soprattutto qui: nell’immedesimazione che ha creato nei telespettatori. Nel fatto che pur essendo il tutto ambientato, apparentemente, a margine di un incidente aereo, scatta sin da subito la necessità di capire cosa stia accadendo realmente e, soprattutto, cosa accadrà alla fine. Ecco, a proposito del finale: pur avendo “orecchiato” nel corso degli anni quello che sarebbe l’epilogo delle serie, e quindi avendone già idea, ho preferito assecondare chi mi ha spronato a non pensarci troppo perché il finale non è scontato anche conoscendolo. Mi sono fidato e così è stato. Il finale di Lost arriva davvero negli ultimi minuti e non è per nulla scontato. Ed è pur vero che arrivano le risposte a tante domande, quanto è vero che alcune domande restano senza risposta.

Gli autori hanno confessato che nel corso delle stagioni si sarebbero anche un po’ “arrampicati sugli specchi” – non bisognerebbe mai farli parlare, gli autori – ma senza conoscere ulteriori e dissacranti dettagli è impossibile non riconoscere a Lost una sorta di unicità nel genere. Intanto perché è un progetto che, pur dopo 6 stagioni, ha avuto una fine. Non ci hanno ancora fatto né un lungometraggio né un reboot. Anche se non escluderei che prima o poi qualcosa possa avvenire. Sarebbero in tanti a volerlo, ma i rischi di un flop sarebbero decisamente alti.

Va rimarcato che rispetto al 2010, anno in cui è andata in onda la stagione conclusiva, sono cambiate diverse cose nel mondo della tv. Le serie proliferano e negli Usa i prodotti eccellenti sono davvero tanti. Anche se nessuno somiglia nemmeno lontanamente a Lost, che può piacere ancora oggi proprio per il fatto di essere qualcosa di diverso da tutto il resto. E quindi, anche per questo motivo, impossibile da replicare. Ora, la tentazione di citazioni è molto forte ma sarà meglio astenersi, anche se “si vive insieme, si muore soli” e tutta la fenomenologia del personaggio di John Locke – che peraltro è il nome del filosofo – varrebbero da soli l’apertura di simposi espressamente dedicati. Non a caso esiste “la mitologia di Lost” su cui ci si può tranquillamente scervellare anche senza rivedersi le puntate.

Al momento sembra non esserci nulla all’orizzonte che presagisca un ritorno di Lost in una qualche forma. E forse sarà meglio così. Sembra, però, che da qualche parte negli Usa un giornale abbia pubblicato un annuncio attraverso il quale è possibile candidarsi a partecipare a un sedicente “progetto Dharma”. Magari è solo uno scherzo… .

 

*Per completezza, ecco la famosa battuta di Woody Allen: “Ho fatto un corso di lettura veloce, ho imparato a leggere a piombo, traversalmente la pagina, e ho potuto leggere Guerra e Pace in venti minuti. Parlava della Russia.”

Gennaro Pesante

Gennaro Pesante

Gennaro Pesante, nato a Manfredonia nel 1974. Giornalista professionista, vive a Roma dove lavora come responsabile dei canali satellitare e youtube, e come addetto stampa, presso la Camera dei deputati.

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