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Via libera per Google Libri: la Corte Suprema nega violazione del copyright

Luigi Caiafa di Luigi Caiafa, in Media, del

La Corte Suprema degli Stati Uniti respinge il ricorso dell’associazione Authors Guild. È stato quindi confermato il parere del giudice federale Denny Chin: il cosiddetto “Library Project” rientra nella categoria del fair use (uso lecito), ossia la presentazione a scopo didattico o di documentazione di materiale coperto da copyright. La vicenda è iniziata nel 2005, dopo la digitalizzazione da parte del gigante di internet di più di 20 milioni di libri. Google in quella occasione fu citata in giudizio per violazione del diritto d’autore sia dalla Authors Guild sia dalla Association of American Publishers, la più importante associazione di editori americana. Si conclude, dunque, una battaglia legale durata oltre dieci anni con una vittoria di Google.

“Il prodotto funziona come un catalogo a schede per l’era digitale, fornendo alle persone un nuovo modo per trovare e comprare libri, portando avanti allo stesso tempo gli interessi degli autori”, afferma entusiasta il colosso di Mountain View.

D’altro canto, Mary Rasenberger, direttore esecutivo dell’associazione Authors Guild, ha replicato: “La decisione, accecata dagli argomenti a favore del bene pubblico, ci dice che Google, e non gli autori, meriti di guadagnare profitti dalla digitalizzazione dei libri. In questo modo, viene fraintesa l’importanza dei mercati online emergenti. Il prezzo per questo beneficio pubblico ha provocato, e continuerà a provocare, un reale e potenziale danno a tutti gli autori”.

Luigi Caiafa

Luigi Caiafa

Luigi Caiafa nasce in Puglia nel 1985. Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Archeologia e Storia dell’arte antica presso la Sapienza, Università di Roma, inizia un percorso di formazione in ambito editoriale. Da gennaio 2016 collabora con la casa editrice Historica e la rivista online Cultora.

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