• 21/06 @ 14:54, @SopravviviMi @MediasetTgcom24 @laurabusn Grazie mille!
  • 21/06 @ 14:54, RT @SopravviviMi: I consigli del libraio di Giugno! Su Letti a Letto @MediasetTgcom24 @laurabusn della Libreria Cultora di #Milano @culto…
  • 09/03 @ 15:51, La direzione di #HistoricaEdizioni saluta dal proprio stand un tempo nuovo, un #tempodilibri e di #cultura. In fot… https://t.co/JzpN8XKnCN
  • 09/03 @ 14:02, Oggi c’è aria di #ribellione a #tempodilibri. https://t.co/XZYA5tEy1E #Copertina a cura di Giulia Capitani… https://t.co/4f2XDrOzQp
  • 09/03 @ 11:57, Perché esiste #gendergap nel mondo della scrittura? A #tempodilibri, l’incontro “Leggere è femminile, scrivere è m… https://t.co/vWprmOGtSI
  • 08/03 @ 18:09, #8marzo, #tempodilibri ma anche tempo di #donne. Marta Meli, giornalista SkyTg24, apre il confronto su donne e scie… https://t.co/9QWlTubM97

Un viaggio nel mondo segreto delle riviste letterarie apre BookPride 2018

Avatar di Redazione Milano, in Letteratura, del

Una piccola libreria in centro, un aperitivo serale, le colonne di San Lorenzo sullo sfondo. E strane storie di riviste letterarie. Ha inizio così il BookPride, la fiera dell’editoria indipendente nella sua capitale italiana, Milano. Riviste in festa-OFF ha visto la partecipazione, presso la libreria Verso, in Corso di Porta Ticinese, dei direttori delle principali riviste letterarie italiane.

Tra questi, Francesco Sparacino, Colla, Matteo B. Bianchi, ’tina, Martin Hofer e Bernardo Anichini, L’inquieto, Dario De Cristofaro, Effe. A raccontare e farsi raccontare questo mondo fatto di numeri stampati di nascosto in ufficio, copertine ammiccanti e un amore irrazionale per la letteratura, Alessandro Beretta.
Cos’è una rivista letteraria? Non serve mostrare imbarazzo, se si solleva questa domanda. Nonostante la risposta possa risuonare intuitiva. In generale, una rivista letteraria è una raccolta di racconti di diversi autori che esce a cadenza periodica. A partire da qui, ogni variazione sul tema è possibile. Come scrive Matteo Bianchi sul sito della sua “rivistina”, “bella domanda. Non mi è facile, né lo è mai stato, spiegare veramente cos’è ‘tina”. Ciò su cui tutti sembrano concordare è il fatto che ogni rivista nasca in risposta a un’esigenza individuale, personale. Un bisogno, o forse una necessità cosmica. Così sembra, almeno, a chi ascolta e osserva nella saletta che straborda di libri e graphic novels.
Eppure, ognuna di queste riviste ha visto la luce in un’“era” diversa. Dagli anni ’90 di Matteo Bianchi al 2013, anno della prima pubblicazione dell’Inquieto, mutamenti epocali hanno scosso il mondo dell’editoria e del giornalismo. C’è chi è nato su carta, chi alla carta non ha mai sperato di arrivare, chi ha fatto passi indietro e poi è tornato in stampa. Anche le differenze stilistiche sono consistenti. Nulla potrebbe risultare più distante dallo stile allucinato delle copertine a cura di Anichini del mega santino di ‘tina.
In un web dominato da Wattpad e dal multiverso in continua espansione dei blog, ci si potrebbe interrogare sul perché di tutto questo. La risposta è sottesa alla domanda. Al di sopra di un insopprimibile rumore di fondo, le riviste, anche quando nascono come blog, si ergono a piccoli coraggiosi baluardi di qualità. Sia Dario De Cristofaro che Francesco Sparacino ammettono, tra i circa cinquecento racconti che ricevono per ogni numero, di selezionarne qualcosa intorno ai cinque. Esattamente l’un percento. C’è, dietro alla pubblicazione, un lavoro di selezione che (bisogna ammetterlo) non tutte le case editrici indipendenti fanno. E il criterio spesso (sempre) non ha nulla a che fare con le prospettive di vendita e ma tutto con il gusto personale – il gusto di un lettore e di un amante della letteratura, quella buona. Ci sono casi in cui la rivista, poi, i suoi autori “se li va a cercare”. Per seguire unicamente il proprio istinto e la propria linea editoriale, avulsa da qualsiasi logica di profitto.
Nonostante le apparenze, il mondo dell’editoria guarda ancora alle riviste. Queste, per quanto sconosciute tra i non addetti ai lavori, si fanno hub e filtro di passaggio fondamentale dal vasto sottobosco degli esordienti agli allori di una pubblicazione prestigiosa. Ecco perché è fondamentale, per un aspirante scrittore che muove i suoi primi passi incerti nella giungla editoriale, comprendere e riconoscere il loro valore.
Nel corso del dialogo, Alessandro Beretta lancia un’ultima provocazione: e il racconto? Non è quella cosa che si legge poco o non si legge affatto? Si tratta dell’unica forma letteraria congeniale, per sua natura, alla rivista. È vero, interrompere la lettura per ripartire con una nuova storia può non piacere a tutti. È da considerare anche che, se la soglia dell’attenzione è diminuita, tra trilli, notizie flash e bacheche che scorrono, quella del racconto può essere una riscoperta. A condizione che, recita il mantra delle riviste letterarie, il suo autore abbia davvero qualcosa da dire. Può essere, questo, l’inizio di un ritorno al secolo scorso, quando le riviste letterarie hanno permesso a nomi eminenti del panorama letterario italiano di “montare e smontare” interi libri a puntate, come suggerisce Beretta.
Non è detto che importi poi troppo, ai loro creatori, del chi legge le riviste. A questo punto si sarà capito, quello delle riviste letterarie è un buffo mondo. E al quesito fatale sui finanziamenti rispondono tutti con sorrisi e sarcasmo. Il direttore di Effe concede di riuscire a coprire i costi di stampa, grazie a una “tipografia consenziente”.
È davvero una festa, quella delle riviste letterarie che apre il BookPride. Un brindisi leggero a una consapevole incoscienza. Che anima tutti quelli che vogliono pagare alla vita un tributo di bellezza. A tutti noi non resta che applaudire e, perché no, iniziare una nuova collezione.

Carla Nassisi

Avatar

Redazione Milano


Cultora © 2019, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy