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Un pacifista che esagerava con la violenza: addio a Romero, mago del cinema horror

di Federica Crisci, in Cinema, del

È morto il papà degli zombie. George Romero si è spento all’età di 77 anni nel sonno a causa di un cancro ai polmoni contro cui stava combattendo da alcuni mesi. Ci lascia così una delle figure più importanti del cinema horror, un maestro che ha saputo trasformare un genere d’intrattenimento in un’importante metafora sociale e politica.

Era il 1968 quando Romero, insieme agli amici John Russo e Russel Steiner, decise di girare un film low budget di cui Romero avrebbe curato la produzione, la sceneggiatura, la fotografia, il montaggio, la colonna sonora e (ovviamente) la direzione. Il genere horror fu scelto perché più facile da vendere alle case di distribuzione. Con soli 114 mila dollari fu così realizzato il lungometraggio che ha decretato il successo degli zombie nel mondo del cinema: La notte dei morti viventi.

Nonostante sia nato come film commerciale il cui obiettivo era solo quello di esagerare con la violenza, La notte dei morti viventi è stato interpretato come una critica al capitalismo e alla politica guerrafondaia statunitense. Gli zombie rappresenterebbero i capitalisti che distruggono l’umanità per il desiderio del possesso. Ma sono anche un modo per descrivere gli orrori della guerra in Vietnam. Romero apprezzò la visione sociale della pellicola, tanto da tenerla in considerazione quando girava gli altri film della trilogia.

A Zombi (1978) e Il giorno degli zombi (1985) si sono uniti negli anni Duemila altri tre film: La terra dei morti viventi (2005), Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi (2007) e Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti (2009). Al secondo film della prima saga ha collaborato anche Dario Argento, un altro grande maestro del genere horror che di Romero è stato un grande amico.

Sui social sono presenti numerosi messaggi di commemorazione da parte di fan e di colleghi. Personalità come Guillermo del Toro, Eli Roth e Stephen King hanno dedicato un tweet a Romero ricordando la sua maestria e sottolineando la grave perdita del mondo del cinema.

La forza di volontà e la tenacia hanno permesso a questo regista di girare in maniera indipendente uno dei film che ha fatto la storia del cinema. Sperando che non sia entrato a far parte di un’orda di zombie (o magari sì, se avesse voluto questo), quel che è certo è che George Romero è ancora in vita- e lo sarà ancora a lungo- grazie ai suoi capolavori cinematografici.

Federica Crisci


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