Il triste destino dei cinema indipendenti di Bari, tra demolizioni e tentativi di rinascita

di Federica Crisci, in Cinema, del

Le realtà imprenditoriali indipendenti in Italia soffrono la competizione con le grandi catene nazionali o multinazionali. E spesso non riescono a uscirne fuori indenni. La cosa vale anche per le sale cinematografiche. La notizia della futura demolizione dell’Ambasciatori, cinema indipentente di vecchia data di Bari, non è che uno dei numerosi episodi che si potrebbero portare come esempio.

Lo storico cinema del quartiere di San Pasquale non è il primo del capoluogo barese a essere chiuso e raso al suolo. Poco più di un anno fa, la stessa sorte era toccata  all’Armenise, multisala aperto nel 1954 e diventato, nel corso degli anni, un punto di riferimento del quartiere periferico Carrassi. Le mobilitazione degli abitanti della zona avevano portato solo alla promessa di ricavare dalla nuova struttura abbastanza spazio per istituire un cinema d’essai. Promessa che non è stata mantenuta nel tempo, apparentemente per la mancanza di enti culturali interessati alla realizzazione e al mantenimento del progetto.

A febbraio di quest’anno aveva chiuso i battenti l’Odeon, l’unico cinema a luci rosse del barese. C’è chi non l’ha ritenuta una grande perdita culturale, ma anche questa sala cinematografica vantava diversi anni di storia alle spalle. L’Odeon, dopo essere nato negli anni Trenta come cinema all’aperto, era stato ristrutturato ed era diventato un cineteatro dove si sono esibiti molti artisti nazionali fra cui Domenico Modugno e i Pooh.

La chiusura dell’attività è toccata anche al Kursaal, all’Orfeo, al Carella, al Royal, al Nuovo Palazzo. Tutti cinema indipendenti che sono stati costretti a lasciare spazio alle catene di multisala. Ma se per alcuni cinema la chiusura non ha impedito un tentativo di rinascita culturale (come per il Royal e il Nuovo Palazzo che sono diventati rispettivamente sala polifunzionale e teatro), la maggior parte è destinata a essere abbattuta per lasciar spazio a palazzi e nuovi esercizi commerciali. L’Ambasciatori, ad esempio, diventerà una palazzina di 6 piani con 16 appartamenti. Inoltre, saranno aperti due negozi. La ditta che ha acquisito l’ex cinema indipendente è la stessa che ha curato i lavori di demolizione e ricostruzione dell’Armenise.

Di certo non è una delle cose che si potevano sperare per questi punti di riferimento storici della cultura cinefila di Bari.

Federica Crisci


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