• 21/06 @ 14:54, @SopravviviMi @MediasetTgcom24 @laurabusn Grazie mille!
  • 21/06 @ 14:54, RT @SopravviviMi: I consigli del libraio di Giugno! Su Letti a Letto @MediasetTgcom24 @laurabusn della Libreria Cultora di #Milano @culto…
  • 09/03 @ 15:51, La direzione di #HistoricaEdizioni saluta dal proprio stand un tempo nuovo, un #tempodilibri e di #cultura. In fot… https://t.co/JzpN8XKnCN
  • 09/03 @ 14:02, Oggi c’è aria di #ribellione a #tempodilibri. https://t.co/XZYA5tEy1E #Copertina a cura di Giulia Capitani… https://t.co/4f2XDrOzQp
  • 09/03 @ 11:57, Perché esiste #gendergap nel mondo della scrittura? A #tempodilibri, l’incontro “Leggere è femminile, scrivere è m… https://t.co/vWprmOGtSI
  • 08/03 @ 18:09, #8marzo, #tempodilibri ma anche tempo di #donne. Marta Meli, giornalista SkyTg24, apre il confronto su donne e scie… https://t.co/9QWlTubM97

Tre storie misteriose…

Avatar di eleonora della gatta, in Blog, del

Ci siamo, Halloween è alle porte e, che ci crediate o meno che lo festeggiate o meno, in questo clima di mistero e terrore, volevo condividere con voi tre storie da brivido.

La prima ci porta nel lontano 1817, negli Stati Uniti d’America. È la storia che vede protagonista la leggendaria strega di Bell, tratta dal folklore nord americano e così popolare in tutti gli Stati Uniti da aver ispirato vari film, tra cui The Blair Witch Project.

Dean2HeadedDog

Tutto ebbe inizio quando John William Bell, nel corso di una passeggiata nel proprio campo di mais, nella Contea di Robertson, incrociò un bizzarro e inquietante animale. In base alla dettagliata descrizione fornita dall’uomo, pare si trattasse di un essere con il corpo di un cane ma con la testa di un coniglio. L’uomo, imbracciato il suo fucile, sparò alcuni colpi in direzione della bestia che però, con estrema agilità, riuscì a fuggire nel folto della boscaglia, sparendo nel nulla. Verso sera iniziarono ad accadere strani fenomeni all’interno della proprietà dei Bell: suoni, rumori, colpi alle pareti che crescevano d’intensità durante le ore notturne.

Nei giorni seguenti all’avvistamento della misteriosa creatura, tali rumori forti e continui furono avvertiti anche nelle vicinanze dell’abitazione. Pochi giorni dopo, i figli dell’uomo percepirono una strana presenza che minacciava l’abitazione: rumori di topi che rosicchiavano il legno, coperte tirate via con forza, cuscini scagliati in aria come proiettili, lamenti di una donna che sembrava intonare una sorta di angosciante litania.

Betsy, la figlia più piccola dei coniugi William e Lucy Bell, dichiarò di aver subito un’aggressione introno alle tre di notte, nella sua stanza da letto, da un essere invisibile contro il quale non era stata in grado di opporre resistenza. La povera Betsy diventò il bersaglio preferito dell’entità: schiaffi violenti, capelli strappati, segni di frustate sul corpo. Anche i Johnston, i vicini dei Bell, divennero testimoni degli avvenimenti inquietanti, James tentò addirittura di mettersi in contatto con l’entità, spronandola a lasciare in pace la povera famiglia. La presenza malefica parve tranquillizzarsi per qualche periodo, limitandosi a cantare e recitare, nelle ore notturne, alcuni versi della Bibbia.

Perfino il futuro presidente degli Stati Uniti, l’allora generale Andrew Jackson, fece visita all’uomo con un gruppo di militari al seguito, incuriosito dalle voci che ormai si erano sparse fino alla città di Nashville. Seguiranno numerosi contatti con quella che verrà definita la strega di Bell, a volte contatti pacifici altre volte violenti e perfino mortali. In seguito al decesso di William Bell nel 1820, le apparizioni della strega cominciarono a diminuire, fino a scomparire del tutto dal 1828. Pare sia però tornata nella casa esattamente nel 1937, secondo i nativi del luogo la strega vivrebbe ancora nella tenuta Bell. Passando per la fattoria abbandonata pare, infatti, si possano sentire strani rumori e sussurri angoscianti.

La seconda e non meno inquietante storia ci porta nella zona centro meridionale della Francia. Anche questi eventi hanno ispirato un ben noto film: Il patto dei lupi. Si tratta di fatti realmente accaduti tra il 1764 e il 1767 nella zona del Gévaudan. Tutto ebbe inizio nel giugno del 1764, data del primo attacco della temibile belva: una ragazza fu assalita alle porte di un villaggio nei pressi di Langogne; riuscì a salvarsi la vita solo grazie all’intervento della mandria di buoi che stava portando al pascolo, i quali prontamente si frapposero tra lei e la belva, scacciando quest’ultima.

Di seguito la descrizione della stessa vittima: Grande come un vitello con un petto molto largo, testa e collo grosso, orecchie corte e dritte, il muso come quello di un levriero, la bocca nera e due denti molto lunghi ed affilati con un manto nero della cima della testa all’estremità della coda, procede a balzi di oltre 9 metri, dotata di grandi ed affilati artigli.”

Il secondo attacco della belva non perdonò: il 30 giugno una ragazzina venne divorata, il corpo ritrovato dilaniato, gli organi interni mancanti. Nei mesi successivi una vera e propria carneficina si consumò nelle tranquille valli del Gévaudan, numerosi i cadaveri di donne e bambini rinvenuti mutilati nei boschi e nei pascoli. Le descrizioni macabre dei pochi fortunati scampati all’attacco dell’implacabile mostro non fecero altro che alimentare una sorta di aura leggendaria attorno alla sua figura.

bestia

Il governo francese, sollecitato dai numerosi decessi, inviò nella zona uno squadrone di 56 dragoni, archibugieri a cavallo del XV secolo, comandati dal capitano Jean Boulanger Duhamel che, oltre al suo reggimento, ebbe a disposizione 400 miliziani dei Volontari di Clermont. Duhamel organizzò una serie di battute di caccia, una più infruttuosa dell’altra; né l’esperienza del comandante né quella del suo squadrone furono in grado di tener testa all’abilità quasi sovrannaturale della creatura. Duhamel, che più volte l’aveva vista e più volte le aveva sparato una raffica di colpi, la descrisse come un ibrido mostruoso, metà lupo metà tigre. Il mito dell’ibrido raggiunse l’Inghilterra, la Germania e la Spagna, la bestia non attaccava con le stesse modalità di un qualunque lupo ma decapitava le sue vittime, ne beveva il sangue e divorava gli organi interni.

Re Luigi XV, nel gennaio 1765, emanò un editto con il quale prometteva una taglia di ben 6000 livres a chiunque avesse ucciso il mostro. L’impresa fu affidata al nobile normanno d’Enneval, un famoso e stimato cacciatore di lupi. Nemmeno l’abilità del cacciatore normanno poté qualcosa contro l’ira assassina della belva del Gévaudan, le vittime si susseguirono a ritmo vertiginoso, la creatura sembrava dotata di un’intelligenza umana, veloce, rapida, incredibilmente forte tanto che, nonostante d’Enneval e i suoi uomini riuscirono a spararle, i proiettili non sembrarono in grado fermarla. A d’Enneval subentrò allora de Beauterne il quale, assieme ad altri abili tiratori, il 18 luglio 1865 uccise un’enorme bestia di oltre 60 kg.

Purtroppo, l’animale ucciso non era la vera bestia del Gévaudan; il 2 dicembre 1765 il mostro ricomparve facendo un’altra vittima. Molti altri avventurieri impavidi si mobilitarono per trovarla, molti altri animali d’insolite dimensioni furono uccisi a distanza di pochi giorni, ma nessuno di essi sembrava essere la tanto temuta creatura. Le aggressioni, però, cessarono definitivamente nell’inverno del 1766, quando ormai il mostro sanguinario aveva mietuto circa 170 vittime. Luigi XV decise di emanare un ordine di censura sull’intera vicenda e sugli stessi atti di morte stilati dai curati del luogo. Cosa era successo veramente alla bestia? Era morta oppure era migrata in qualche altro luogo? Ma, soprattutto, di quale animale si era trattato? D’illazioni ne vennero fatte a bizzeffe, le persone di scienza furono portate a dare una spiegazione razionale: un lupo antropofago forse, un ibrido tra un lupo e una pantera/lince/licaone fuggito da qualche circo errante. Per altri si trattò invece di un serial killer psicopatico che uccideva travestendosi con una pelliccia di lupo, ma la maggior parte delle persone furono fermamente convinte che il responsabile dei brutali omicidi fosse stato un lupo mannaro.

L’ultima notizia macabra ci fa fare un salto temporale più vicino ai giorni nostri ed è stato ribattezzato il mistero di Point Pleasant: ricordate quel film del 2002 interpretato da Richard Gere, The mothman prophecies? Forse non tutti sanno che si basa su fatti realmente accaduti tra il 1966 e il 1967 nella cittadina di Point Pleasant, West Virginia. Per esser precisi, tutto iniziò il 15 novembre del 1966 quando quattro amici, durante un giro in auto, decisero di spingersi nei pressi di una fabbrica abbandonata dalla seconda guerra mondiale.

Appena sceso dalla vettura, uno dei ragazzi notò due strani luci rosse di forte intensità proprio nel mezzo del cortile della fabbrica. Arrivati a una distanza ravvicinata, il gruppetto di amici si accorse che non si trattava di luci ma di una sorta di bagliore proveniente dagli occhi di una grossa creatura: “Dalla forma semi umana con grandi ali ripiegate sulla schiena”, secondo le testimonianze. I ragazzi scapparono terrorizzati diretti dallo sceriffo Halstead, inseguiti fino alle porte del centro cittadino dall’inquietante apparizione. Questo il primo incontro dell’Uomo Falena, così ribattezzato da un cronista locale che intervistò gli sventurati. A seguito del primo avvistamento ne seguirono a raffica altri, segnalati da quasi tutti gli abitanti di Point Pleasant. Il clamore della vicenda attirò, nella remota cittadina, una trentina di “uomini in nero”, forse federali o agenti della Cia.

Dibujo-de-Mothman

Non si qualificarono mai e, a detta di molti, i loro modi di trattare con le persone erano freddi e brutali. Ogni scienziato o curioso o giornalista che s’interessasse all’Uomo Falena veniva poi perseguitato e minacciato proprio dai ruvidi Men in Black. Una serie incredibile di catastrofi si susseguì nei mesi successivi: a seguito dell’avvistamento di Mothman molte persone persero la vita, due aerei si schiantarono nella zona, un uragano distrusse parecchie abitazioni, ma il peggiore degli incidenti fu senz’altro il crollo del ponte Silver Bridge, il 19 dicembre 1967, in cui ben 46 persone persero la vita.

Chi era dunque l’Uomo Falena e in che modo erano collegati a lui gli Uomini in Nero? Anche in questo caso, di speculazioni ne sono state fatte a centinaia: allucinazioni di massa, UFO e alieni, complotti politici, esperimenti militari. Tra tutte queste teorie quella che sembra aver avuto più credito, almeno tra gli abitanti testimoni dei tragici avvenimenti, fu quella del giornalista John Keel che, dopo aver raccolto e studiato attentamente tutte le dichiarazioni degli avvistamenti, giunse alla conclusione che l’Uomo Falena tentasse in qualche modo di avvisare le persone dell’imminente catastrofe che si sarebbe, di lì a breve, abbattuta su di loro e che gli Uomini in Nero volessero impedire tale cosa.

Dopo il crollo del Silver Bridge di Mothman, almeno in West Virginia, non si ebbero più notizie. Solo nel 1985 un nuovo avvistamento della creatura fu registrato: a Città del Messico durante il terribile terremoto che flagellò la città e nel 1986 in concomitanza con il disastro nucleare di Chernobyl. C’è perfino chi giura di averlo visto l’11 settembre 2001, durante il crollo delle Twin Towers.

Si è trattato solo di una serie di bufale? Di isteria di massa? Allucinazioni collettive? A voi il compito di trarre le conclusioni… e buon Halloween a tutti!

 

Avatar

eleonora della gatta

Nata nel 1980 quando c’erano ancora le lire, il Telegattone, Bim Bum Bam e le targhe con il nome della città. Scrittrice inde-fessa, editor, copywriter, blogger, coltiva speranze nell’orto della felicità e ha un debole per le melanzane… È molto "social", tanto che la trovate su Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram e pure Youtube. Pare si aggiri per il web anche con lo pseudonimo Aristogatta. Il suo blog è: https://eleonoradellagatta.wordpress.com/

Cultora © 2020, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy