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“This is MINE”: in un libro i registi del film si raccontano e svelano tutti i retroscena

Redazione di Redazione, in Cinema, Libri, del

L’autorevole critico Gianni Canova definisce il film “Una sorpresa inattesa e confortante nell’anno del ritorno ai generi del cinema italiano”, mentre Nocturno, il mensile che da oltre venti anni si dedica alla settima arte, riconosce che i suoi registi “Dispiegano un impressionante lavoro registico e immaginifico che sembra arrivare da altri tempi, da altri concetti di cinema”. Oltreoceano il Los Angeles Times lo recensisce come “Una meraviglia di ingegnosità visiva e narrativa”, mentre l’Hollywood Reporter lo ritiene “Un thriller confezionato con eleganza”.

Di cosa stiamo parlando? Del film MINE, produzione indipendente italiana che in pochi mesi ha fatto il giro delle sale cinematografiche del mondo, colpendo pubblico e critica. La fatica di un progetto così ambizioso, realizzato con collaborazioni internazionali e capitali statunitensi (gli americani vedono lungo… ), va agli sceneggiatori e registi milanesi Fabio Guaglione e Fabio Resinaro. Beninteso, i due non sono nuovi dell’ambiente: da diciassette anni sfornano piccole perle di cortometraggi, che hanno sbancato i maggiori concorsi internazionali di settore. MINE è però il loro primo lungometraggio, 106 minuti di suspense, adrenalina e riflessioni. Tante.

Mike e Tommy, due tiratori scelti americani, sono appostati nel deserto in attesa di avere nel mirino un terrorista arabo. La missione, però, fallisce, e i marines sono costretti a fuggire tra le dune. A causa di una tempesta di sabbia perdono il contatto con il comando, e si ritrovano nel mezzo di un’area minata. Quando Mike calpesta una mina, si innesca il contatto a pressione e un’attesa di due giorni e due notti per l’arrivo dei soccorsi; 48 ore di immobilità totale che faranno riemergere nel soldato i suoi trascorsi personali contro i quali dovrà combattere per riuscire a sopravvivere.

Candidato a due David di Donatello, per la migliore regia esordiente ed effetti speciali, vanta un cast di tutto rispetto, che trova come protagonista Armie Hammer accompagnato da Annabelle Wallis.

L’idea viene dal profondo, sepolta sotto la sabbia come la mina. Fabio&Fabio, infatti, spiegano: «Quella di un uomo bloccato in condizioni di sopravvivenza al limite, e impossibilitato a proseguire nel suo percorso, è in qualche modo metafora della nostra condizione nel periodo in cui abbiamo iniziato a pensare a questa storia».

Il successo mediatico dell’opera ha spinto la casa editrice Undici Edizioni di Giuseppe Celestino e Maurizio Roccato a sviluppare un prodotto editoriale con i registi. Una collaborazione importante, che i due editori e i loro Writing Planners vanno ad aggiungere alle altre già in corso con altri autori. “This is MINE” sarà il titolo del libro in uscita il prossimo ottobre, nel quale i due cineasti si racconteranno e spiegheranno, con tante immagini inedite, la nascita della loro opera con i retroscena, i simboli nascosti, gli eventi e alcuni momenti particolari che li hanno coinvolti dal concepimento dell’idea, alle riprese, all’arrivo nelle sale del film. Senza dimenticare il loro passato professionale e soprattutto i fan, che a breve saranno protagonisti di un contest lanciato sui social network che permetterà loro di diventare parte del libro.

«Questo volume non solo racconterà la storia di un importante evento cinematografico per la nostra bandiera» spiegano gli editori «ma come la pellicola stessa rappresenterà un messaggio, una spinta per coloro che hanno un sogno e desiderano realizzarlo. Vale a dire tutti noi. L’idea del film, del libro, il coraggio di superare le rispettive difficoltà di realizzazione, si accompagnano a quelle che sia gli artisti – soprattutto i giovani – sia la gente comune devono affrontare quotidianamente in ogni ambito. Prendere decisioni, fare cioè metaforicamente dei passi, che spesso richiedono molto eroismo. La vita come è un campo minato, e non ci sono mai garanzie di vittoria; ma chi non ci prova ha comunque già perso. Fabio&Fabio sono la dimostrazione che impegno e passione sono indispensabili per superare quelle barriere mentali con le quali, quasi sempre, siamo noi stessi a circondarci e frenarci».

E la sinergia tra i registi di un film indipendente di successo e una casa editrice in forte crescita lo dimostrano.

Redazione

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