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#sveliamolarte, Emanuele Ricucci: “Riscoprire la Bellezza intorno a noi”

di Federica Colantoni, in Arte, Interviste, del

#sveliamolarte

Vivere l’arte di giorno in giorno, percepirla intorno a noi camminando per strada e renderla social. Sveliamo l’arte e la Bellezza italiana è l’iniziativa promossa da Il Giornale OFF che si inserisce in un contesto in cui l’arte e la cultura in generale soffrono dell’indifferenza degli italiani, ma con #sveliamolarte saranno proprio loro a riabilitarla. Ce ne parla Emanuele Ricucci, caporedattore de Il Giornale OFF.

“Sveliamo l’arte e la Bellezza italiana”, l’iniziativa con cui Il Giornale OFF risponde alla crisi culturale che recentemente si è manifestata con l’episodio delle statue velate. In cosa consiste?

#sveliamolarte è una dichiarazione d’amore verso la vera, grande Bellezza d’Italia: l’arte. Sempiterna. I nostri Beni Culturali, il nostro patrimonio è genesi della nostra identità ed è lì che affondano le radici e la coscienza d’Italia, oltre tutto. Chiediamo, in questa prima fase, di testimoniare la sconfinata Bellezza, ognuno condividendo sulla pagina Facebook dell’iniziativa, che si trasforma in uno scrigno, e all’hashtag #sveliamolarte, foto di opere d’arte, monumenti, libri e opere di artigianato che fanno parte della storia passata, presente e futura del genio italiano.

Avrà inizio il 20 febbraio, ma la pagina ufficale di Facebook ha già iniziato ad accogliere immagini. I presupposti per il successo ci sono tutti. Cosa vi aspettate da questo progetto? Quali le speranze?

L’iniziativa, prevista per il 20 febbraio, per i 107 anni del Manifesto Futurista, è letteralmente esplosa. Ci aspettiamo entusiasmo, senso di comunità e continuità. Ma anche serenità. Serenità nel poter, per una volta, trattare  comunemente, esprimersi collettivamente su un tema che costituisce il nostro patrio dna senza dover assistere, nuovamente, a sterilissime polemiche e strumentalizzazioni, fortunatamente, in questo caso, totalmente assenti.

Far uscire la cultura dalle mura dei musei, ma soprattutto rendere partecipi gli italiani, crede che sia la chiave per riabilitare la cultura in Italia?

La cultura, in Italia, è già fuori dai musei. È ovunque! Bisogna far uscire gli italiani dal museo mentale, dal concetto di museo come magazzino statico, di contenitore, di attività da fare la domenica: andare al museo a vedere l’arte, come fosse un fatto estraneo alla vita di tutti i giorni. Nei nostri borghi, nelle nostre città, nei capitelli e nelle piazze, da Viterbo a Roma, passando per Siena e Pienza, dall’estremo nord all’estremo sud. L’Italia è un museo a cielo aperto, bisogna solo accorgersene. Deve cambiare l’attitudine, l’approccio alla cultura, che deve essere abitudine e normalità. Tornare alla semplicità, capace di snodare il caos, passo dopo passo. La soluzione più semplice, probabilmente, è la vincente. L’arte deve uscire dai musei, rubata dagli occhi di chi la guarda e poi portata nella normalità. In tempi di abbrutimento, di statue coperte, di pavimentazioni storiche ricoperte dal bitume (vedi a Roma e a Catania), di crolli a Pompei, ma anche di un soffocante materialismo, occorrerebbe tornare a “dedicarsi la vita”, citando Marcello Veneziani, riscoprire la delicata dimensione di intimità che abita necessariamente in ognuno di noi. Lì, si nascondono gli strumenti per riabilitare davvero l’arte e la cultura in Italia, dentro di noi, oltre ogni iniziativa e provvedimento di Stato.

Sulla pagina appariranno molte opere classiche che sono il vanto del nostro Paese, sperate anche nella scoperta di qualche artista emergente?

Lo speriamo. Per noi de Il Giornale OFF, del resto, è una vera e propria missione quella di celebrare, anzitutto, gli artisti italiani che nessuno racconta.

Quale sarà il supporto de Il Giornale OFF, oltre alla gestione dell’iniziativa sui social network?

Il Giornale OFF ha un ruolo fondamentale; ospita l’iniziativa, ne ha visto il concepimento, il parto, ne segue e gestisce la crescita verso ogni direzione, curando i rapporti con i sostenitori − tra cui Vittorio Sgarbi che ha ricondiviso e sostenuto su Facebook l’iniziativa e che ringrazio fortemente − e facendosene portavoce
insieme ai promotori originari, Guerino Nuccio Bovalino, Andrea Barchetta, Vittorio Guastamacchia, Giovanni Lullo e Claudio Vernarelli; ma soprattutto Sveliamo l’arte e la Bellezza italiana, nasce dall’ispirazione e nel computo di “Cultura Identità”, l’iniziativa madre, nata per volontà di Edoardo Sylos Labini, che mira, tramite l’organizzazione di attività sempre diverse, a fare della cultura e del patrimonio italiano centralità assoluta nel nostro essere nazione e quotidianità. Una nuova rete politicamente trasversale con un obiettivo ambizioso: far ripartire l’Italia dai
suoi punti di forza. In primis la Cultura, appunto, scrigno di beni materiali e immateriali, giacimento di risorse ancora sottoutilizzate, che invece potrebbero costituire uno straordinario motore di sviluppo, decisivo per uscire dalla crisi. L’italia non sarebbe quello che è senza una Storia, nazionale e locale, che delinea la peculiare Identità del nostro paese.

Vi sono progetti che si svilupperanno parallelamente a #sveliamolarte, incontri, presentazioni, ecc?

Stiamo lavorando per costruire la “fase due”, che ci vedrà attivi sul web e, al contempo, concretamente in campo. Ne vedrete delle belle.

Una sua considerazione personale su come la cultura italiana sia percepita all’estero.

La nostra cultura, la nostra arte nazionale, all’estero, genera rispetto per l’Italia, oltre che una fiorente economia. Riesce a creare un rapporto di stima puro che, fortunatamente, supera figuri e figuracce, stereotipi e dicerie. Mostra l’Italia per ciò che è davvero, ad ogni latitudine.

Federica Colantoni

Federica Colantoni nasce a Milano nel 1989. Laureata in Sociologia all’Università Cattolica nel 2013, pochi mesi dopo inizia il percorso di formazione in ambito editoriale frequentando due corsi di editing. Da dicembre 2014 collabora con la rivista online Cultora della quale diventa caporedattrice. Parallelamente pubblica un articolo per il quotidiano online 2duerighe e due recensioni per la rivista bimestrale di cultura e costume La stanza di Virginia.

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