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Il Sole 24 Ore lancia lo scoop: “Elena Ferrante è Anita Raja, ecco le prove”

Redazione di Redazione, in Letteratura, Libri, del

Chi è Elena Ferrante, autrice della tetralogia “L’amica geniale” diventato ormai un bestseller mondiale? Il Domenical del Sole 24 Ore ne svela il nome dopo una lunga ricerca: dietro lo pseudonimo di Elena Ferrante si nasconde Anita Raja, moglie dello scrittore Domenico Starnone.

In un’inchiesta dettagliata, condotta insieme con la tedesca Faz, la New York Review of Books e i giornalisti francesi di Mediapart, la ‘Domenica’ del Sole analizza il boom di introiti registrato dalla casa editrice e/o – che ha pubblicato la tetralogia – e quelli della Raja, formalmente solo una traduttrice dal tedesco che lavora come freelance.

Il lungo articolo smentisce anche le malelingue secondo cui la vera mano dietro il successo planetario della Ferrante sarebbe quella dello stesso Starnone: negli anni il suo reddito non è cambiato in modo da giustificare le voci, mentre i compensi versati dalla casa editrice di Sandra Ozzola e Sandro Ferri alla Raja sono aumentati del 150 per cento in pochissimi anni.

Raja vive a Roma e non assomiglia alla figlia di una sarta napoletana descritta da Ferrante in La frantumaglia. Raja è figlia di un magistrato napoletano, Renato Raja, e di Golda Frieda Petzenbaum, un’insegnante di tedesco ebrea nata in Germania ma di origine polacca, sopravvissuta all’Olocausto (la sua storia e quella della sua famiglia sono state raccontate nel dettaglio da Claudio Gatti in un altro articolo pubblicato oggi). Gatti spiega che a differenza della Elena Ferrante descritta in La frantumaglia, Raja non ha tre sorelle, ma solo un fratello minore, e anche se è nata a Napoli ha vissuto a Roma dai 3 anni in poi. Raja è traduttrice dal tedesco: per E/O ha tradotto ad esempio alcuni romanzi della scrittrice tedesca Christa Wolf, perché è specializzata negli autori provenienti dall’ex Germania Est. Per un breve periodo negli anni Novanta ha curato la Collana degli Azzurri della casa editrice, in cui è stato pubblicato L’amore molesto.

La responsabile dell’ufficio stampa di E/O ha detto a Gatti che Raja non è mai stata dipendente dell’azienda, ma solo consulente, e secondo il giornalista questo non spiega per quale ragione i pagamenti fatti da E/O a Raja siano molto aumentati negli ultimi anni. Gatti ha anche scoperto che nel 2000 – quindi dopo che nel 1995 da L’amore molesto fu tratto l’omonimo film girato da Mario Martone – Raja acquistò a suo nome un appartamento di sette stanze a Villa Torlonia, un quartiere molto costoso di Roma, e che l’anno successivo comprò invece una piccola casa di campagna in Toscana. Ma è stato soprattutto dopo il successo internazionale dei romanzi di Ferrante – pubblicati in più di 40 paesi, e che hanno venduto circa un milione di copie in Italia e 2,6 milioni sul mercato in lingua inglese – che Raja ha cominciato a ricevere compensi giustificabili solo da un legame con i romanzi di Ferrante, secondo Gatti.

Gatti ha ottenuto informazioni sui compensi che Raja avrebbe ottenuto da E/O da una fonte anonima: secondo questa fonte nel 2014 Raja sarebbe stata pagata il 50 per cento in più rispetto all’anno precedente, e nel 2015 il 150 per cento in più rispetto al 2014. Secondo Gatti nessun altro dipendente o collaboratore della casa editrice ha ricevuto un tale aumento dei propri compensi negli ultimi anni e il lavoro di traduttrice, notoriamente pagato poco, non giustificherebbe i pagamenti a Raja. Starnone, che ha pubblicato dei libri con altre case editrici, non ha ricevuto nulla. Gatti dice però che nel giugno del 2016 Starnone ha acquistato un appartamento di 227 metri quadrati a Roma, vicino a quello già comprato dalla moglie e il cui valore di mercato si aggira tra 1,2 e 2 milioni di euro.

Oltre a queste informazioni relative alle finanze private di Raja e Starnone, Gatti dice che ci sono altre prove del fatto che Raja sia Ferrante, legate ai nomi e allo stile dei libri di Ferrante. Secondo Gatti il fatto che Ferrante, cioè Raja, abbia scelto il nome Elena sia per il suo pseudonimo sia per la protagonista di L’amica geniale, sarebbe dovuto all’affetto per una zia, Elena Raja, sorella del padre Renato. Il nome Nino, scelto invece per il personaggio di cui è innamorata l’Elena di L’amica geniale, sarebbe un riferimento a Starnone, chiamato appunto Nino in famiglia. Il collegamento con la Scuola Normale di Pisa – che Elena, il personaggio, ha frequentato – dipende secondo Gatti dal fatto che Viola Starnone, figlia di Raja, è stata una studentessa dell’istituto.

L’ultima prova, secondo Gatti, riguarda invece Christa Wolf, la scrittrice tedesca tradotta più volte da Raja e che strinse con lei un rapporto di amicizia. Secondo l’italianista della New York University Rebecca Falkoff, spiega Gatti, nei romanzi di Ferrante e in quelli di Wolf ci sono temi comuni. Il fisico dell’Università La Sapienza di Roma Vittorio Loreto aveva in passato trovato delle somiglianze tra i romanzi di Ferrante e quelli di Starnone (e per questo ipotizzò che potesse essere lui, Elena Ferrante). Secondo Gatti, invece, questa somiglianza potrebbe dipendere dall’influenza dell’opera di Wolf su Starnone, simile a quella avuta su Raja. Gatti ha contattato anche Jana Simon, nipote di Christa Wolf e giornalista tedesca: ha però risposto in maniera evasiva, e secondo Gatti questo sarebbe un’ulteriore prova.

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