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Il silent book “Il Balcone” di Kalina Muhova ispirato ai versi Atanas Dalchev

Avatar di Redazione Milano, in Letteratura, del

silent book il Balcone, pagine di un libro senza parole

È uscito il 21 marzo 2019, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, il silent book “Il Balcone” dell’illustratrice Kalina Muhova.
Un silent book, letteralmente “libro silenzioso”, è un libro in cui la narrazione si sviluppa attraverso immagini e illustrazioni senza l’uso del testo. “Il Balcone” si aggiunge alle proposte della casa editrice Tunuè, che dal 2004 pubblica graphic novel per ragazzi e per adulti, oltre a collane di saggistica dedicate al fumetto, all’animazione e ai fenomeni pop contemporanei.

A chi è rivolto un libro senza parole: il silent book “il balcone”

Un silent book, un libro fatto di sole immagini, ha una duplice utilità: è una storia rivolta anche a chi non sa ancora leggere, per esempio i bambini in età prescolare, che potranno scoprirla in completa autonomia; ed è un libro che supera le barriere culturali e può essere letto da persone che parlano lingue diverse.

Sarebbe però un grave errore considerare questi libri privi di spessore narrativo: le immagini, infatti, seguono una precisa sceneggiatura, quasi come in un film. E spesso, come in questo caso, possono essere tratte da opere di grande valore artistico.

La poesia di Atanas Dalchev dietro al silent book di Kalina Muhova

Kalina Muhova si è infatti ispirata a un componimento di Atanas Dalchev, poeta bulgaro della prima metà del ‘900, vincitore dell’Herder Prize.
Parlando della lirica dalla quale ha preso ispirazione, Kalina Muhova definisce Dalchev «una figura molto importante nell’ambito letterario in Bulgaria, perché uno dei pochi in quell’epoca ad aver affrontato tematiche legate al realismo e alla cosiddetta verità, in tutti i suoi aspetti, incluse le parti sgradevoli. Mi hanno colpita l’atmosfera cupa e quasi soprannaturale che avvolge tutte le sue poesie, pur raccontando vicende apparentemente banali che appartengono alla quotidianità».

Kalina Muhova: storia di un’illustratrice di talento

Kalina Muhova è bulgara ma vive in Italia da diversi anni. Ha frequentato l’Accademia Nazionale delle Belle Arti di Bologna e si è fatta conoscere nel 2018 con la graphic novel “Sofia dell’oceano”, scritto da Marco Nucci e pubblicato con Tunuè. Il suo talento di illustratrice non è passato in osservato, e con “Sofia dell’oceano” si è aggiudicata diversi premi: il Bartoli Award come giovane autore più promettente, conseguito in occasione del festival ARF di Roma; è arrivato secondo al Festival Balanska Smotra in Serbia, mentre in Italia, nell’ambito del Lucca Comics&Games 2018, il suo lavoro è stato nominato nella selezione del Gran Guinigi tra i migliori fumetti pubblicati in Italia.
Le sue opere, inoltre, sono state selezionate per la mostra internazionale della Children’s Book Fair di Bologna.

“Il Balcone”: la trama che (in silenzio) si svolge tra le pagine

Il libro, nato dalla collaborazione con Zornitsa Hristova, editor di Tochitza, la casa editrice bulgara per cui è uscito in origine “Il Balcone”, è un delicato spaccato di vita di una famiglia degli anni ’30.
Protagonista: una bambina che vive in un appartamento e che è appena stata messa in punizione dai propri genitori per fatto cadere un vaso, che si è rotto.
La bambina è in camera sua e non può far altro che fissare il muro. C’è stato un tempo in cui, sulla parete che sta fissando, si apriva una finestra che dava accesso al balcone (quello del titolo), ma è stata è murata. La bambina inizia a grattare la carta da parati, e continua finché non scopre un raggio luce filtra dall’esterno e illumina la stanza. Come andrà a finire lo racconteranno, silenziosamente, le ultime pagine del libro.

“Il Balcone” cattura il cuore del lettore, volgendo lo sguardo su tutto ciò che di fantastico accade nella vita.

Per concludere con le parole di Kalina Muhova la narrazione in questo, e in generale in ogni silent book «avviene attraverso la contemplazione lenta dei minuscoli dettagli che l’autore/illustratore ci ha lasciato da scoprire».

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