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Si apre a Iași in Romania il Festival Internazionale di Letteratura e Traduzione

Anita Bernacchia di Anita Bernacchia, in Blog, Editoria, Letteratura, Libri, del

Sta per cominciare il festival FILIT, manifestazione quasi unica nel suo genere in Europa, che unisce finalmente letteratura e traduzione in un binomio inscindibile. Poco oltre i nostri confini c’è Babel, a Bellinzona, mentre in Italia una rassegna del genere deve ancora vedere i suoi giorni. A parlarci di FILIT è la nostra ospite Monica Salvan, giornalista e traduttrice, che partecipa all’organizzazione del festival per il Museo Nazionale della Letteratura Romena di Iași.

Il Festival Internazionale di Letteratura e Traduzione (FILIT), organizzato dal Museo Nazionale della Letteratura Romena di Iași, si svolge quest’anno tra il 26 e il 30 ottobre. Giunto alla quarta edizione, FILIT si è proposto sin dagli inizi come un evento di rilievo, con una lista di invitati ambiziosa, un numero sorprendente di incontri all’insegna della qualità e una partecipazione dello stesso tenore. Nei primi anni, la manifestazione ha attratto un pubblico di quasi 30.000 spettatori nel corso di cinque giorni.

Cos’ha di diverso FILIT? In un paese dall’amministrazione centralizzata, dove le iniziative “periferiche” possono soccombere sul nascere, lo spostamento, pur se temporaneo, del centro, è un elemento chiave per il cambiamento. Senza attendere che qualcosa o qualcuno le conferisca questo titolo, grazie a FILIT la città di Iași si riveste una volta l’anno dello splendore proprio di una capitale culturale. Un effetto, questo, che viene sicuramente amplificato dalla presenza dinamica della casa editrice Polirom, ma anche da una gloriosa eredità storica e letteraria: già capitale della regione della Moldavia, Iași è anche la culla della letteratura romena classica. La Casa “Vasile Pogor”, luogo di incontro dei membri della società letteraria Junimea nel XIX secolo, è oggi sede del Museo Nazionale della Letteratura Romena di Iași. Gli scrittori o i traduttori che vengono a trascorrere un periodo nelle residenze FILIT, rimangono spesso affascinati dal Parco della Lettura antistante alla Casa Pogor; alcuni di loro, trovandosi tête-à-tête con le statue, osservano con rinnovato stupore quanto breve fu la vita di autori come Eminescu e Creangă, finanche del “vecchio” Caragiale… Non lontano sorge il parco Copou, con il famoso “tiglio di Eminescu”, dove è possibile visitare un memoriale dedicato al poeta. Nella visione dello scrittore Dan Lungu, direttore del festival, uno degli obiettivi di FILIT è mettere in risalto il patrimonio del museo della letteratura. L’edizione 2015 è stata l’occasione per inaugurare un punto museale dedicato allo scrittore Cezar Petrescu a Cotnari, località nota più per l’ottimo vino moldavo che per la letteratura. Quest’anno, a Târgu Frumos, verrà inaugurato uno spazio intitolato a Garabet Ibrăileanu, autore di origine armena, molto influente nella Romania dei primi del Novecento. In un contesto in cui vediamo gli istituti culturali chiudere le loro porte al pubblico, ecco che FILIT ridà nuova vita ai luoghi sacri della letteratura.

Come ogni altro festival letterario, FILIT vuole essere una festa della letteratura e degli scrittori, ma anche celebrare l’incontro di questi ultimi con il pubblico. Qui è importante sottolineare una differenza, ovvero lo spostamento dell’attenzione sui lettori. Buona parte della magia del festival è il risultato del coinvolgimento della comunità locale in questo evento. Gli scrittori vanno a leggere nei licei, e gli studenti sono una presenza costante dietro le quinte del festival (la concorrenza per diventare volontario FILIT è grande) e assegnano persino un premio al libro più amato dell’anno. La letteratura è una presenza viva, che ispira un interesse e un entusiasmo contagiosi. La prova più tangibile di tale entusiasmo è il fatto che gli anfiteatri universitari e la sala del Teatro Nazionale “Vasile Alecsandri” di Iași sono sempre pieni, anche se sul palco gli unici effetti speciali sono riconducibili alla voce e all’immaginazione degli autori invitati. Il pubblico di Iași, che ha avuto l’opportunità di ascoltare nelle scorse edizioni Herta Müller, David Lodge, Norman Manea, Mircea Cărtărescu, Guillermo Arriaga, François Weyergans, Horia-Roman Patapievici, quest’anno potrà godersi un incontro con il premio Goncourt Jean Rouaud, romanziere francese, che dialogherà con Nicolas Cavaillès, scrittore e traduttore, anch’egli premiato con il Goncourt per la novella nel 2014. Il dialogo verrà moderato dal giornalista e manager culturale cisalpino Pascal Jourdana.

Il festival ha il merito di proporre in maniera programmatica una doppia apertura, un respiro, che promana dal mondo verso la Romania e dalla Romania verso il mondo. Come in altri festival internazionali, gli autori stranieri hanno l’occasione di incontrare il pubblico romeno, ma anche i loro omologhi, gli scrittori romeni. Ma quel che rende FILIT davvero particolare è la maniera in cui vengono valorizzati i traduttori di letteratura romena, coloro che danno voce agli autori romeni, classici o contemporanei, sui mercati editoriali esteri.

Ma FILIT è molto più di un festival, è una manifestazione che si reinventa annualmente e che è diventata nel giro di quattro anni un vero e proprio programma culturale. Il luccichio dei giorni di festival rappresenta solo la parte più visibile della manifestazione. Ce n’è un’altra un po’ meno spettacolare, ma non meno efficiente, una piattaforma culturale la cui azione stimolante e partecipativa avrà di sicuro effetti positivi: si tratta delle residenze letterarie per gli scrittori romeni, le sole esistenti in Romania al momento, e delle residenze per i traduttori di letteratura romena.

Paradossalmente, pur vivendo in una cultura in cerca di riconoscimento internazionale, lo sforzo dei traduttori, che volens nolens sono dei veri e propri manager letterari, non viene incoraggiato e sostenuto adeguatamente dalle istituzioni romene. Va da sé che la promozione di una cultura sui mercati esteri non può essere lasciata in mano a sparute iniziative private, alle passioni individuali di pochi. Il coraggio (o persino la follia, come affermano alcuni) di scegliere la letteratura romena deve essere riconosciuto e sostenuto a livello istituzionale, affinché possa dare frutti nel lungo periodo. Pertanto, il Museo Nazionale della Letteratura Romena di Iași intraprende, mediante FILIT, un’azione culturale essenziale. Gli atelier FILIT per traduttori ospitati dal Memoriale di Ipotești sono un luogo di incontro per chi ha scelto di fare della letteratura romena un’attività professionale. Giunti già alla seconda edizione, hanno beneficiato sin dall’inizio dell’esperienza di interlocutori come Florin Bican e Monica Joița (già direttrice dell’IRCRU di Venezia), iniziatori e coordinatori di programmi simili presso l’Istituto Culturale Romeno nel periodo 2006-2012. Durante gli atelier, si crea un piccolo miracolo: per dieci giorni, persone di tanti paesi diversi ricorrono al romeno come unica lingua di comunicazione.

Aggiungiamo poi che FILIT è il sogno divenuto realtà di tre scrittori originari di Iași e pubblicati dall’editrice Polirom. Dan Lungu, Florin Lăzărescu, Lucian Dan Teodorovici riescono a raggiungere risultati eccellenti in numerosi campi. Tradotti in molte lingue, con opere che hanno talvolta ispirato produzioni cinematografiche (è il caso di Dan Lungu con Sono una vecchia comunista!), hanno firmato anche sceneggiature di successo, come Florin Lăzărescu, co-sceneggiatore di Aferim!, film vincitore dell’Orso d’Argento a Berlino. Il Festival può essere compreso anche come una forma di riconoscenza da parte dei tre fondatori nei confronti della città in cui vivono e si sono formati. Nel 2016, il Festival Internazionale di Letteratura e Traduzione di Iași aspira ancora a trovare continuità e stabilità, qualità così necessarie ad una strategia culturale che dimostri coerenza. Quest’anno, la reazione che abbiamo ricevuto più spesso dagli invitati a FILIT è stata: “Che gioia, il festival continua allora!”. E sempre da parte degli invitati abbiamo appreso con piacere che uno degli atout che caratterizza FILIT è il fatto di riuscire a portare nomi di spicco ad un festival senza pretese. Un altro paradosso? Forse no.

In bocca al lupo, FILIT!

Questo articolo è apparso in romeno sul periodico letterario Observator Cultural e in versione francese su Courrier International. Traduzione in italiano a cura di Anita Bernacchia.

Anita Bernacchia

Anita Bernacchia

Scrivo e traduco tra Roma, Trieste, Bruxelles e Bucarest.

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