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Salone del Libro a Milano? I piccoli editori vogliono restare sotto la Mole

Redazione di Redazione, in Editoria, Media, del

In programma oggi a Milano una delicata riunione degli organi direttivi dell’Aie, dove si discuterà ampiamente il tema “Salone del Libro” e il suo eventuale cambio di location da Torino alla città meneghina. Vista la situazione di stallo, però, non si prevede nulla di risolutivo, anzi. Gli editori si dichiarano pronti a valutare qualunque progetto, e lo stesso fa Fiera Milano, secondo le indiscrezioni probabile partner dell’iniziativa, che, tuttavia, dice di non aver ricevuto alcun concept.

Torino si muove compatta a difesa del “suo” Salone, soprattutto con i soci della Fondazione per il Libro, la Musica, la Cultura (Comune, Regione a cui si sono aggiunti quest’anno Mibact, Miur e Intesa Sanpaolo). Dopo il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, dopo il nuovo sindaco M5S Chiara Appendino e il presidente della Regione Sergio Chiamparino, ieri è toccato alla ministra dell’Istruzione Stefania Giannini ribadire che Torino è la città del Salone e che «duplicare e frammentare non è mai una politica di rafforzamento».

Agli editori in realtà la location interessa poco, e gli schieramenti a questo proposito sono i medesimi: da una parte grandi contro piccoli, dall’altra milanesi contro romani.  Secondo Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale di La Nave di Teseo, «il Salone del Libro che tutti abbiamo in mente è quello di Torino. Farlo a Milano vuol dire fare un’altra cosa. Non sono contraria, ma sono per sommare le iniziative e razionalmente distribuirle durante l’anno. Se Milano vuole un suo spazio, che sia non oltre il mese di febbraio».

Più polemico Elido Fazi, che dell’Aie non fa più parte e che addirittura invita gli editori a boicottare l’associazione («andrebbe ripensata se no è un giochino nelle mani degli oligopoli editoriali») e propone, se proprio si deve cambiare sede, di farla a Roma. Polemico con l’Aie anche Sandro Ferri di e/o, contrario allo spostamento: «Se l’Aie ha spinto per farlo a Milano protesterò perché nessuno di noi è stato interpellato».

Duplicare l’evento avrebbe dei pro e dei contro, ovviamente. Certo, per Fiera Milano sarebbe un trofeo prestigioso da esibire accanto al Miart, la fiera di arte contemporanea, e al Salone del Mobile. Una Salone del libro è il fiore mancante nel bouquet culturale, un evento che nella città dell’editoria farebbe piacere a molti, come dimostra il grande successo di BookCity.

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