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Il ruolo del gioco d’azzardo al centro della cultura statunitense

di Redazione, in Viaggio, Videogiochi, del

Un legame speciale ha sempre legato la canzone statunitense d’autore e il tavolo da gioco. Non è un caso se alcuni autori di canzoni, in particolare country sono stati ritratti in spesso in copertina del disco mentre stavano giocando d’azzardo. Tutto questo probabilmente risale addirittura ai tempi dei pionieri, dei primi insediamenti in regioni meno sviluppate e abitate degli Stati Uniti. Si tratta in effetti di un vero e proprio stilema classico della cultura legata al concetto dell’Old West che vede la figura del cowboy andare di pari passo con quella del biscazziere. Il Rambling Gambling, cantato in molte ballate, e che divenne una delle figure centrali per canzoni epiche come quelle di Bob Dylan e di Bob Seger, due cantori della vera America, e quindi anche del gioco del poker, fulcro ed epicentro dello stile di vita heartland rock. Nella cultura popolare statunitense la figura del giocatore professionista è entrata di diritto nella letteratura e nel cinema, mutuata in qualche modo anche dal romanzo russo e francese dell’Ottocento. Nella costruzione delle ferrovie il gioco d’azzardo, le donne e l’alcool hanno fatto da compendio; non è un caso che molti brani di tipo tradizionale sono dedicati al poker, così come alla figura del giocatore, solitario, volitivo e sfuggente.

Con http://www.vogliadicasino.it/promozioni/ possiamo oggi rivivere appieno l’atmosfera del west e della figura del gambler. Le stesse che sono state celebrate tra gli altri anche da Bob Dylan nel brano tradizionale House of the rising sun, che nel corso della sua carriera si è esibito più volte a Las Vegas e non ha avuto problemi nel farsi ritrarre in scatti che lo vedono intento a giocare a poker con amici o componenti della sua band. C’è in particolare uno scatto recente che lo vede impegnato a giocare una mano di poker nella sua variante del Texas Hold’Em. In tempi più recenti anche Mark Knopfler con il suo disco Get Lucky si è divertito a portare in campo una riuscita metafora che paragona il casinò e quindi anche il tavolo da poker con il vivere da musicista e artista. La confezione di questo disco ricorda infatti un mazzo di carte da poker e il disco è fatto come se fosse una fiche. Al centro dei testi di questo disco emerge la necessità di andare a Las Vegas, puntare tutto sul rosso e capire se la buona fortuna è davvero dalla sua parte.

La figura del giocatore è stata celebrata spesso anche al cinema, con film che spesso hanno trattato il tema del tavolo da poker in maniera trasversale, o centrale, restituendo spesso l’emozione vera, il brivido del gioco, così come effettivamente è. Nel film Hi Lo Country interpretato da Woody Harrelson, una sfortunata partita di poker, dà il via ad un crescendo drammatico ed epico. Il fascino di personaggi quasi romantici, antieroi e maverick è da sempre al centro della cosiddetta mitologia del west. Si tratta di un mito senza tempo che resiste nonostante oggi la gente usi giocare e comunicare maggiormente attraverso smartphone e dispositivi mobili. Malgrado questo, però, la cultura del gioco e quella del biscazziere continuano ad affascinare e a conquistare quel pubblico più duro a morire che vede tutto questo con romanticismo e una punta di nostalgia, forse.

Redazione

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