• 21/06 @ 14:54, @SopravviviMi @MediasetTgcom24 @laurabusn Grazie mille!
  • 21/06 @ 14:54, RT @SopravviviMi: I consigli del libraio di Giugno! Su Letti a Letto @MediasetTgcom24 @laurabusn della Libreria Cultora di #Milano @culto…
  • 09/03 @ 15:51, La direzione di #HistoricaEdizioni saluta dal proprio stand un tempo nuovo, un #tempodilibri e di #cultura. In fot… https://t.co/JzpN8XKnCN
  • 09/03 @ 14:02, Oggi c’è aria di #ribellione a #tempodilibri. https://t.co/XZYA5tEy1E #Copertina a cura di Giulia Capitani… https://t.co/4f2XDrOzQp
  • 09/03 @ 11:57, Perché esiste #gendergap nel mondo della scrittura? A #tempodilibri, l’incontro “Leggere è femminile, scrivere è m… https://t.co/vWprmOGtSI
  • 08/03 @ 18:09, #8marzo, #tempodilibri ma anche tempo di #donne. Marta Meli, giornalista SkyTg24, apre il confronto su donne e scie… https://t.co/9QWlTubM97

Romania: 12 considerazioni sulla manifestazione del 10 agosto

Anita Bernacchia di Anita Bernacchia, in Blog, Letteratura, del

 

Radu Vancu, poeta, critico letterario, docente di letteratura e leader del movimento civico romeno Vă vedem din Sibiu, interviene a freddo sulla manifestazione del 10 agosto a Bucarest, nella quale 452 persone sono rimaste ferite a seguito degli scontri tra polizia e manifestanti.

 

  1. Ieri sera eravamo in tanti. Oltre 100.000, forse persino il doppio. È stata la manifestazione che ha unito il paese: i romeni di Romania e quelli della diaspora, uniti nella protesta per una Romania europea.
  2. Di questo avevano paura: che saremmo stati in tanti. E che la nostra unione sarebbe stata chiara e visibile. E che avremmo chiesto loro con una sola voce di andarsene.
  1. Hanno cercato di sabotare la nostra unione di massa in due modi: a. Fermando coloro che si dirigevano verso Bucarest (vedi i treni e gli autoveicoli fermati), chiudendo la fermata metro di Piazza Victoriei ecc. b. Pianificando in anticipo di disperdere la protesta con la forza.
  1. Una reazione di tale portata e violenza da parte dei gendarmi avviene solo per ordini ricevuti dall’alto.
  1. Il regime di Dragnea ha capito di aver perso la battaglia in Parlamento – ha capito che le riforme della giustizia e del codice penale non avrebbero avuto il destino che loro avevano pianificato – e ha scelto  di diventare, da un regime di abusi, un regime di repressione.
  1. Da oggi, essere membro del PSD vuol dire avallare la repressione.
  1. Le immagini e i video di ieri sono a disposizione delle autorità. Grazie ad esse, tutti gli autori delle violenze possono essere identificati e puniti.
  1. Le immagini e i video di ieri circoleranno per giorni, mesi, anni. Nulla danneggerà il PSD più di questo. E allo stesso tempo nulla cancellerà l’impressione spaventosa che tutto questo lascerà all’Europa: che il PSD ha trasformato la Romania in uno stato repressivo.
  1. Per questo il PSD deve lasciare il governo. Perché nell’Unione europea non possono esistere governi repressivi.
  1. Solo le proteste di piazza salveranno la Romania.
  1. Non ci hanno spaventato: ci hanno spinto ancora di più alla lotta. D’ora in poi, diventa imprescindibile scendere in piazza, fino alla fine. Sera dopo sera.
  1. E il nostro unico orizzonte è l’Europa.

 

Traduzione dal romeno di Anita Bernacchia.

Articolo in lingua originale su Contributors.ro

Foto: Daniel Mihailescu/AFP/Getty Images

 

 

Anita Bernacchia

Anita Bernacchia

Scrivo e traduco tra Roma, Trieste, Bruxelles e Bucarest.

Cultora © 2018, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy