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Ritrovati due manoscritti inediti di Eugenio Montale

di Sabrina Amato, in Letteratura, del

Il 19 maggio, nell’ambito dell’assegnazione del Premio Montale Fuori di Casa 2018, Sezione Mediterraneo, vinto dalla giornalista Laura Tangherlini con il libro Matrimonio siriano, sono stati mostrati, per la prima volta in pubblico, due scritti inediti di Eugenio Montale.

Gli inediti si presentano in forma di due fogli di carta ed una busta ingialliti dal tempo e sono un’ode e una lettera che Montale scrisse a Giacomo Costa, compagno di scuola ed amico, con cui intrattenne un rapporto epistolare e condivise diverse passioni come la musica, il canto, l’opera lirica ed i concerti. La data riportata è quella dell’anno 1915 e la grafia è quella di un Montale ventenne.

A mostrarli al pubblico e a raccontare la genesi di questi scritti è stato Giacomo Costa Ardissone, presidente di Stazioni Marittime Genova – l’evento di premiazione si è svolto a bordo della nave da crociera MSC Opera – nipote del destinatario: «Montale le aveva scritte a mio nonno Giacomo I, Giacomone. Erano ventenni ed avevano una passione sfrenata per il canto, la musica, l’opera e quindi andavano insieme ai concerti. Erano compagni di scuola, un gruppo di appassionati di musica di cui faceva parte anche Esterina Rossi che poi è stata una musa per Montale: hanno fatto viaggi intorno al mondo insieme, crociere. Quando mi hanno proposto di presentare il premio mi è venuto in mente che in casa c’erano queste lettere, le ho cercate e mi ha fatto piacere condividerle. […] Nella lettera Montale si lamentava che il Carlo Felice fosse ancora chiuso. Era molto preoccupato e scriveva a mio nonno dicendo: “Comprendi tutto lo squallore di un inverno amusico? che ne sarà di noi?”. Ma in realtà il Carlo Felice ha aperto dopo poche settimane. Poi c’è l’ode in cui Montale declamava in versi l’amicizia e le caratteristiche di mio nonno come musico e come artista. E in un’altra lettera alla fine lo salutava dicendo: “all’uomo che va sicuro a sé stesso e agli altri amico”».

Come indirettamente esplicitato dallo stesso Costa, più vasto è il carteggio che ne coinvolse l’antenato assieme al Poeta.

Il Premio Montale Fuori di Casa nasce nel 1996 su iniziativa di Adriana Beverini, fondatrice in quell’anno del Parco Letterario Montale nelle Cinque Terre.

Era il centenario della nascita di Eugenio Montale e numerosi si susseguivano gli incontri, le conferenze sulla poesia del grande poeta ligure che nel 1975 aveva ottenuto il Premio Nobel per la Letteratura. Tuttavia, durante quei qualificati convegni, di rado si parlava del “Montale Giornalista”. Per questo motivo, proprio per ricordare il suo “secondo mestiere” – così Montale chiamava il suo lavoro al “Corriere della Sera” – nacque il Premio Montale Fuori di Casa, assegnato per la prima volta, nell’estate del 1997, al giornalista di “Repubblica” Stefano Malatesta.

Il Premio si divide attualmente in 7 sezioni: Sezione Giornalismo; Sezione Ligure; Sezione Mediterraneo; Sezione Montal/Arte; Sezione Narrativa, Saggistica, Poesia di Viaggio e Traduzione; Sezione Milano e il Senso Civico; Sezione Il Genio delle Donne.

Come si accennava, il Premio Montale Fuori di Casa 2018, Sezione Mediterraneo, è stato assegnato a Laura Tangherlini per l’opera letteraria Matrimonio siriano e poiché la premiazione si è svolta a Genova, a bordo della nave da crociera MSC, la presidentessa del Premio, Adriana Beverini, ha affermato: «È un connubio perfetto tra la sezione del premio che prende il nome dal poemetto Mediterraneo del Premio Nobel genovese e MSC Crociere, società crocieristica leader in Europa che porta ogni anno milioni di persone alla scoperta del Mediterraneo e ha stabilito a Genova il suo home port».

Oltre a MSC Crociere, dal 2018 anche Banca Carige ha deciso di sostenere questo riconoscimento nato in Liguria 22 anni fa e che prende il nome “Fuori di Casa”, dal volume pubblicato in prima edizione dall’editore Ricciardi nel 1969 e in seconda edizione da Mondadori nel 1975; nel quale sono raccolti i reportage di viaggio scritti da Montale per il “Corriere della Sera” su diversi paesi del mondo, tra cui, alcuni che si affacciano sul Mediterraneo.

Fra questi la Siria, purtroppo vittima in questi ultimi anni di guerre e distruzioni. E proprio alla Siria è dedicata quest’anno la Sezione Mediterraneo del Premio, un paese che Laura Tangherlini ben conosce e al quale ha dedicato tre libri, l’ultimo dei quali – Matrimonio siriano – si è dato come fine ultimo quello di aiutare i bambini siriani vittime di guerra.

 

Sabrina Amato


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