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Re di bastoni in piedi, di Francesca Battistella

Beatrice Tiberi di Beatrice Tiberi, in Blog, del

Mi batto da un bel po’ di tempo contro il concetto che un libro possa avere una data di scadenza. Che sarebbe giusto se il libro altro non fosse che un prodotto. Ma per me i libri non possono e non devono essere dei prodotti. Quindi non possono e non devono scadere. Ne parlai qui: http://it.ibtimes.com/articles/69011/20140731/lilli-luini-la-cappella-dei-penitenti-grigi.htm

Il romanzo di cui parliamo oggi con l’autrice è uscito nel 2011 e sappiamo tutti, noi lettori, che quattro anni sono un eone in editoria. Invece le due editore di Scrittura&Scritture hanno voluto rieditarlo, regalandogli anche una bella copertina nuova.

copertina

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Una bella soddisfazione per l’autrice e per chi, sono stati in tantissimi, il romanzo lo hanno letto e apprezzato. Quindi lasciamo a lei la parola.

Il suo romanzo è un affresco che attraversa molti anni e molti temi sullo sfondo di Napoli. Perché si ha l’impressione che questa città, la sua città, renda più spontanea la narrazione?

Forse perché la spontaneità è un tratto del mio carattere che condivido con Napoli, la mia amata città di nascita e di vita per più di quarant’anni (i miei geni, ahimé, sono invece molto nordici). Napoli è una fonte perenne di ispirazione e basta lasciarsi andare sull’onda di pensieri e memorie perché ne esca un racconto. Senza fare resistenza, con infinito abbandono e mente sgombra. A Napoli torno sempre volentieri e con grandi aspettative. Lì ci sono amici carissimi, ricordi, luoghi che sento profondamente miei. Lì ci sono le mie editrici, Chantal e Eliana Corrado.

Una figura dei tarocchi, una donna che sa leggere le carte e interpretare le persone. Ha conosciuto persone così?

Quando Re di bastoni andava lentamente formandosi nella mia mente ho pensato a come avrei risolto il problema della lettura delle carte (carte napoletane, in questo caso). Così mi è venuta in mente l’amica di una vita che anni addietro aveva vaticinato, carte alla mano, il mio incontro con l’uomo che da vent’anni è il mio compagno. Ricordo che allora risi di cuore mentre lei mi spiegava dove, come e quando sarebbe successo, non volevo crederci e invece… Non è stata l’unica volta. Tempo prima, un’altra amica mi aveva trascinata al Vomero alto per un’esperienza analoga. Rammento la casa dove andammo, disordinata e modesta, ma la signora era bravissima e azzeccò diverse cose che mi riguardavano. Dicono che Napoli sia il regno del possibile, di quelli che parlano con i morti, di Virgilio mago. Io ritengo che vivere in una città tanto difficile e complessa renda più acute le menti dei suoi abitanti, le predisponga a percezioni un filo paranormali. Magari non è vero, ma come il grande Eduardo, io ci credo.

Lei accosta un mondo duro e feroce, quello della criminalità organizzata, con un tema che ancora oggi incontra resistenze: l’omosessualità.

Per costruire la figura di Vittorio Amitrano e darle credibilità ho letto parecchi libri che raccontavano storie di capi camorra nei diversi quartieri della città. E’ un universo davvero variegato che passa dai trucidi illetterati a persone che nella vita avrebbero potuto fare ben altro. Ecco, questo mi interessava: ci si può liberare dal circolo vizioso? C’è una qualche possibilità di riscatto? Oppure è tutto pre-determinato e non ci sono vie di fuga? Aggiungere a questo il tema dell’omosessualità mi permetteva, da un lato, di dire la mia nel merito, mi auguro con garbo e amore, perché di amore si parla; dall’altro diventava il collante della storia e la giustificazione per le scelte di alcuni personaggi.

I suoi personaggi, Maricò, la zia Cettina, le inquiline, don Cecè, Raoul, Vittorio Amitrano sono vivi, si staccano dalla pagina, hanno una credibilità. Si è ispirata a figure esistenti oppure, ancora una volta, è la ricchezza umana di Napoli a ispirarla?

I miei personaggi sono tutti di fantasia. Mi piace ripetere che sono dei ‘golem’, collage nati dai mille incontri fatti a Napoli, frutto della costante osservazione di scene di vita quotidiana, non importa dove si svolgessero. Il mio professore di Metodi della Ricerca Sociale, Domenico De Masi, sosteneva che i napoletani sono i migliori sociologi perché nulla gli sfugge. In questo sono molto napoletana e me ne vanto! Credo inoltre che a renderli credibili siano i sentimenti che esprimono, il modo in cui ho cercato di farli interagire fra loro. In questo, certo, la grande ricchezza umana di Napoli mi ha aiutata.

Un tema forte è quello legato a Carmela Amitrano, sorella del boss di camorra che, pur messa in guardia, si immola a un amore sbagliato, come purtroppo fanno molte donne vittime di femminicidio.

Anche Carmela è un personaggio di fantasia sebbene nasca da un modello reale: la sorella del boss Luigi Giuliano. Il resto è un parto della mia mente. Carmela è forte, determinata, indomita. A ben vedere sono tutte qualità, ma nel suo caso si trasformano nell’incapacità di arrendersi di fronte al fatto di aver scelto l’uomo sbagliato, sia perché appartiene ai nemici, sia perché per lei non prova alcun sentimento. Carmela, annoiata da una vita che le va stretta, si lascia travolgere dalla passione, una passione accecante e dalle tinte fosche che la condurrà a una fine orribile. Non è un personaggio simpatico. E’ viziata, egocentrica, ma mentre ne scrivevo provavo pietà per lei e per le donne, tante, che l’amore rende cieche e incapaci di ribellarsi.

I personaggi di Re di bastoni, in piedi lasciano la voglia di leggere ancora. Nella sua produzione successiva sono tornati?

In molti mi hanno chiesto un seguito, ma non credo ce ne sarà uno. Vedremo.

I libri, oggi, hanno una vita media di pochi mesi. Invece il suo romanzo approda a una riedizione, con nuova copertina, a distanza di anni dalla prima uscita. Allora si può fare, si può restare nel cuore dei lettori e degli editori?

Sicuro che si può e che sia accaduto al mio Re di bastoni mi rende immensamente felice. Ho creduto in questo romanzo con tutta me stessa. Mi è successo di rado nella vita di essere convinta di aver scritto qualcosa di meritevole, in genere sono molto critica verso i miei prodotti. Ma la cosa più bella è che ci abbiano creduto le mie editrici di Scrittura&Scritture. E’ con questo libro che abbiamo cominciato, quasi cinque anni fa, la nostra collaborazione che dura ancora. Ricordo la prima presentazione alla Feltrinelli di via Roma, a Napoli, inclusiva di minaccia del piccolo camorrista di turno. Sgradevole. Ma la sala era piena di amici e sconosciuti. Un bel successo replicato da tutte le altre presentazioni sia al Sud che al Nord.

Un libro che sta leggendo.

Purtroppo non leggo mai un libro alla volta. Al momento sto finendo per la seconda volta Madame Bovary e Delitto e Castigo. Accanto al letto invece c’è Spillover di Quammen, un testo interessante e inquietante sulle cause e lo sviluppo delle grandi malattie epidemiche tipo Ebola, Marburg, malaria eccetera.

Un libro che le ha lasciato dentro una traccia.

L’avversario di Emmanuel Carrère. Per come è scritto, per la storia che racconta, per la profondità dell’indagine umana e psicologica di cui l’autore è capace. Magnifico.

Un progetto per il futuro.

Mi piacerebbe che Re di bastoni, in piedi diventasse un film. Lo so che è banale e che lo dicono tutti gli autori, però è anche vero che nel 2011 ci eravamo quasi riuscite. Il libro era stato selezionato, dopo durissime eliminatorie, per una sceneggiatura nell’ambito di un progetto del Torino Film Festival. Purtroppo non è andata come volevamo e non solo per noi. Non importa. La lotta continua.

Ci regala una citazione dal suo Re di bastoni, in piedi?

Scelgo un pensiero di Raoul che è diventato un motto per me e le mie editrici:

“Raoul ricominciò a leggere e a prendere appunti. Un’altra giornata di lavoro, un altro piccolo tassello da inserire in quel complicato puzzle per arrivare alla verità. Sarebbe servito a qualcosa? Non bisognava chiederselo. Mai.”

Beatrice Tiberi

p.s. Questo blog aderisce all’iniziativa #ioleggodifferente che trovate spiegata nell’omonimo gruppo su Facebook.

Beatrice Tiberi

Beatrice Tiberi

Ho scritto di vip, di spettacolo, di cronaca. Adesso intervisto scrittori e scrivo di libri

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