“Rai Dire Nius” e il depauperamento senza senso della tv generalista

Gennaro Pesante di Gennaro Pesante, in Blog, del

Perfettamente in linea con le logiche antipolitiche e di depauperamento di tutto ciò che è pubblico sembra essere anche il programma di Raidue “Rai Dire Nius” della Gialappa’s Band. Ascolti a parte, e largamente deludenti rispetto alla corazzata – anche se sempre più monotona e copia sbiadita dei tempi che furono – di “Striscia la notizia”, lo spazio in “access prime time” della seconda rete Rai è una accozzaglia di cose viste e straviste, con l’aggravante dello “spaccio” di video pescati dal web che anche il meno assiduo frequentatore di social network ha visto più volte (e senza ridere). A questo si aggiunga il comico Michele Foresta, che forse faceva più ridere come “mago Forest” e l’incolpevole giornalista del tg Mia Ceran, messa lì chiaramente con il proposito più becero che si possa immaginare per la tv, ovvero quello di attirare ascolti in forza della sua bellezza. Insomma, il peggio assoluto.

Ora, che la dirigenza Rai abbia l’assillo del taglio dei costi è certamente un tema che può togliere il sonno. Ma che alla sottrazione di denari corrisponda anche il taglio assoluto della creatività, dopo che l’azienda era riuscita nella brillante operazione di spalmare il canone a macchia d’olio attraverso le bollette, il tutto comincia a essere un po’ antipatico. Stessa cosa dicasi rispetto al tema degli stipendi delle star cui è stato messo il tetto dei 240 mila euro che si usa per i dirigenti. Davvero tutto questo ha un senso? Davvero qualcuno pensa di salvare in questo modo la tv pubblica? Può darsi che tutto questo risani le casse, ma è possibile che uccida l’anima stessa della televisione. La Rai non è solo una partita iva e registri da tenere in ordine. Con tutto il rispetto per l’economia, la Rai fa informazione, cultura e intrattenimento. Deve, insomma, attirare pubblico e, possibilmente, offrirgli contenuti di qualità.

Anche sotto la dirigenza di Antonio Campo Dall’Orto, intrisa di proclami su innovazione-web-social-digitale e quant’altro, il programma di maggiore successo di Raiuno continua a essere il Festival di Sanremo, cioè uno dei programmi più “vecchi” – sia come format che come data di nascita – di tutta la tv italiana.

Cosa resterà, dunque, dell’azione dell’attuale dirigenza e dei palinsesti di questi ultimi anni? Probabilmente la stessa cosa che rimaneva negli anni settanta, ottanta e novanta: Sanremo, Domenica In, le polemiche politiche sull’informazione e la lottizzazione. Si direbbe che si salvano le fiction, spesso di buona fattura e di successo (negli ascolti), ma se si pensa al fuoco di fila di Sky Atlantic e dei canali Fox che sfornano una nuova serie tv praticamente ogni settimana rispetto ai tempi biblici di viale Mazzini viene di affidare il proprio tempo, e le proprie serata, alla pay-tv in modo permanente. Come, del resto, gli italiani fanno sempre di più.

Gennaro Pesante

Gennaro Pesante

Gennaro Pesante, nato a Manfredonia nel 1974. Giornalista professionista, vive a Roma dove lavora come responsabile dei canali satellitare e youtube, e come addetto stampa, presso la Camera dei deputati.

  • Andrea Mestriner

    Leggendo questo articolo ho impiegato un po’ a capire se era un pezzo giornalistico o una pubblicità gratuita fatta da un fan delle pay-tv, molto intrigante e sottile.

  • nikos sherat

    L’idea, all’inizio, non era male. Sì, è vero, poco originalità, però riusciva a intrattenere: appariva interessante soprattutto il contrasto tra Mia Ceran e i quattro ad afffiancarla. Successivamente, tuttavia, la qualità peggiorava sera dopo sera, fino a rasentare la demenzialità con la “trovata” degli inviati subreali o con altre mal riuscite scimmiottature di Striscia; e nel frattempo… la Ceran sempre più presa di mira dagli irrispettosi commenti del Forest e della Band. La trasmissione ha raggiunto il fondo ieri sera, 8 marzo, giornata internazionale dei diritti della donna: sessismo e bullismo contro la Ceran e contro il mondo delle donne, già gravi come fatti in sé, con l’aggravante che è successo in TV, e nella TV di stato, e proprio quel giorno, e dopo che il TG delle 10.30 aveva dedicato l’intera edizione alle conquiste e ai successi dell’intelletto e della forza femminili.
    Alle brime battute contro Mia Ceran, la giornalista ha cercato, com’è nel suo stile, di stare al gioco e sorriderci sopra, ma era abbastanza evidente la sua disapprovazione. Il gioco di Forest si è però spinto oltre, e stavolta Mia ha chiaramente manifestato il proprio sdegno. Si è però perseverato in quell’assurda gag da galera, diseducativa e disgustosa e ai limiti della legalità. E si è perseverato anche dopo che il “mago” aveva chiesto scusa (fintamente scusa), e a quel punto, mentre anche il mio sdegno per quelle immagini ignobili raggiungeva il suo picco massimo, Mia raccoglie i fogli e difende la propria dignità, annuncia la propria assenza per la prossima puntata, quindi abbandona lo studio qualche secondo prima della trasmissione. Spero che anche questo non sia da copione, lo spero più che altro per la sua buona immagine e il suo buon nome e per il rispetto verso tutte le donne, perché ieri sera non è stata solo lei ad essere lesa. Mi stupisce però il fatto che oggi sull’accaduto nessuna notizia né commento si trova in rete. Non mi rimane allora che aspettare la puntata di stasera. Ne guarderò solo l’inizio, perché ovunque sarà stata la decisione di Mia, il programma di per sé non merita più di essere visto. E se la giornalista sarà ancora lì, stavolta sarà lei a dover vergognarsi e a chiedere scusa a tutte le donne.

  • Freedom83

    Sinceramente non condivido questo giudizio spietato su “rai dire nius”. Vero che molti video sono visto e stravisti, ma è anche vero che il programma si rivolge al pubblico televiso, spesso lontano da youtube e piattaforme social.
    Sinceramente, dopo 30 minuti di cronaca, attualità, esteri, economia e il loro carico di cattive nuove, 15 minuti di irriverenza rilassata li guardo volentieri. La Gialappa’s inizialmente sembrava aver perso quella verve che li ha caratterizzati negli anni di Mediaset, ma con l’andare delle puntate sembrano essere tornati in forma. Dal canto suo Forest ha un umorismo pungente e a tratti demenziale che ben contrasta con la professionalità e serietà della Ceran.

Cultora © 2017, Tutti i diritti riservati | Historica di Francesco Giubilei - Via P.V. da Sarsina, 320 - Cesena (FC) - P.I. 04217570409
Privacy Policy