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Raffaella Silvestri: scrittrice grazie al talent Masterpiece

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Che cos’è Masterpiece? È il primo talent show letterario in cui ci si aggiudica la pubblicazione del proprio romanzo edito Bompiani in 100.000 copie. Il programma è andato in onda nel 2013 nella seconda serata domenicale di Rai3.

Con “La distanza da Helsinki” l’aspirante scrittrice Raffaella Silvestri si è aggiudicata il secondo posto e il suo libro è stato successivamente pubblicato come quello di altri concorrenti che sono riusciti ad accedere alla prova finale dopo aver superato una serie di prove di scrittura creativa.

La storia di Raffaella ha stupito particolarmente, poiché ha lasciato un lavoro sicuro per dedicarsi totalmente alla scrittura. “Ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo molto presto, ma non riuscivo a finirlo perché avevo un lavoro molto impegnativo – racconta – e mi sentivo frustrata. Così ho pensato di prendermi un anno per finirlo. Poi è successo di tutto: sono riuscita a finirlo, ho conosciuto il mio primo editore ed il libro è andato bene.”

In un’intervista rilasciata su “IO donna” il 31 luglio 2014 parla del suo romanzo e del programma che le ha permesso di realizzare il suo sogno. “ «io devo moltissimo a quel programma, che ha avuto il grande merito, malgrado tutte le critiche, di fare un tentativo importante per il nostro Paese, dove si legge pochissimo: quello di portare la letteratura dove di solito non arriva. Però lì dovevo interpretare un ruolo, quello della giovane ex manager milanese, sofisticata e un po’ snob. E non credo di essere esattamente così».

Il suo primo romanzo, La distanza da Helsinki, pubblicato da Bompiani e frutto del secondo posto al primo talent show letterario della televisione italiana, appunto Masterpiece. È la storia di due ragazzi che si sviluppa nell’arco di 16 anni. La milanese Viola e il finlandese Kimi si incontrano da adolescenti durante una vacanza studio a Londra e tra loro nasce qualcosa di indefinibile. Un legame che scaturisce dalla profonda differenza – estroversa, aperta e anche un po’ opportunista lei, chiuso, ombroso, a volte irraggiungibile anche perché affetto da una sindrome autistica lui – ma forse è un’attrazione dovuta anche alla sensazione di sentirsi simili. Simili nella solitudine, simili nell’incapacità di trovare il coraggio di una scelta definitiva, simili nella costante ricerca di qualcosa che, in fondo, li possa portare lontani da loro stessi. 

Sempre in questo articolo su IO donna Raffaella dice «È un romanzo sul tempo che passa e sulle porte che si chiudono al termine di ogni fase della vita»  «In questi quattro mesi è cambiato molto nella mia vita. Mi emoziono vedendo sconosciuti che in spiaggia leggono il mio romanzo, ed è stato quasi surreale trovarmi a una cena con dei surfisti e sentire uno di loro parlarne con entusiasmo senza sapere che fossi io ad averlo scritto. Ma soprattutto ho capito che quello che per me era solo un sogno oggi è diventata una strada vera e propria e che la scrittura non sarà più una parte marginale delle mie giornate ma diventerà il centro di tutto». 

Nel 2017 Raffaella pubblica il suo secondo romanzo “La fragilità delle certezze”, edito da Garzanti.

Il romanzo parla di un tema molto attuale: la generazione dei trentenni e la loro difficoltà a relazionarsi con un mondo che sta cambiando.

Un messaggio pessimistico ? Assolutamente no. Lei stessa rilascia in un’intervista “ Le certezze che avevamo si infrangono ma non per lasciare un panorama apocalittico, bensì per aprire altri scenari. Forse, e lo dico anche come autocritica, dovremmo smetterla di lamentarci e ribellarci di più pretendendo che ci sia dato lo spazio che si deve dare a persone che in realtà sono adulte, perché non siamo più ragazzini, solo in italia siamo considerati “giovani”. Forse occorre meno rassegnazione e più inventiva, più praticità”.

Bianca Quaglierini

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Redazione Milano


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