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Parco dei Murales: a Napoli la street art riqualifica la periferia

di Redazione Milano, in Arte, del

Tutto è iniziato nel 2015 nella periferia est di Napoli, quando lo street artist Jorit Agoch ha ritratto sulla facciata di un palazzo il volto di Ael, una bambina immaginaria il cui nome significa “colei che guarda il cielo”. L’immagine, che con i suoi oltre venti metri di altezza sovrasta il quartiere popolare di Ponticelli in cui anni fa venne dato alle fiamme un campo rom, porta significativamente il titolo di una famosa canzone di Enzo Avitabile: “Tutt’eguale song ‘e criature”. Jorit, artista dal volto coperto conosciuto ormai a livello internazionale, ha dichiarato di aver voluto così attivare un processo di riqualificazione della periferia napoletana: un’area difficile, in cui il tasso di disoccupazione e abbandono scolastico sono tra i più alti d’Italia. Il Parco Merola di Ponticelli è infatti un complesso residenziale nato dopo il terremoto del 1980 e che oggi accoglie centocinquanta famiglie. Luca Borriello, direttore della ricerca per INWARD, ha dichiarato che “l’obiettivo del nostro progetto è la riqualificazione sociale della zona, ma questa passa necessariamente attraverso una riqualificazione artistica. La mancanza del decoro urbano e d’identità disaffeziona al rapporto con il proprio contesto di vita quotidiana”.

Dopo il lavoro di Jorit, sono stati gli abitanti stessi a chiedere che prendesse forma un progetto più ampio. È quindi apparso, quasi immediatamente, un altro murales firmato da Zed1 (alias Marco Burresi) che, rappresentando un burattino aggrappato ad un joystick, si interroga simbolicamente sul rapporto tra tradizione e tecnologia nell’infanzia.  É stata poi la volta di Mattia Campo Dall’Orto che ha ritratto alcuni piccoli abitanti del complesso residenziale e di Rosk&Loste con il suo omaggio al gioco del calcio. Hanno infine contribuito La Fille Bertha, con una rivisitazione della Madonna della Misericordia dipinta da Piero della Francesca, e Daniele Hope Nitti che ha dipinto un’opera incentrata sul tema della solidarietà.

Sei murales in tutto quindi, a cui manca solo un ultimo intervento per completare il distretto di street art per il sociale. I promotori, dopo aver raccontato i valori di una comunità attraverso il potere visivo e sociale dell’arte, si auspicano di poter concludere il progetto con un’opera conclusiva firmata dall’artista napoletano Zeus40 e che dovrebbe avere come oggetto proprio “il senso della cura del proprio quartiere”.

Ancora per pochi giorni sarà possibile contribuire attraverso il crowdfunding promosso da INWARD sulla piattaforma Meridionare. Oltre alla produzione di una nuova identità visiva di quello che oggi è conosciuto come Parco dei Murales, i fondi raccolti serviranno anche a realizzare laboratori ludico-creativi, attività ed interventi sociali. Nell’ultimo anno, ad esempio, sono stati avviati “street art tour” per guidare visitatori incuriositi dalla nuova realtà di Ponticelli e, soprattutto, per sostenere la cooperativa Ariginalia che si occupa di creare occasioni di lavoro per i giovani di Napoli Est.

Può quindi l’arte contemporanea avere un concreto valore sociale? Sì, secondo INWARD. Consapevoli di non poter colmare tutte le mancanze di una periferia, l’associazione crede fortemente che l’arte possa “regalare ai residenti nuove opportunità di lettura del proprio futuro e nuovi strumenti, anche e soprattutto artistici o comunque creativi, per apprezzare il territorio in cui sono nati e soprattutto se stessi”. Perché la riqualificazione urbana passa anche attraverso la valorizzazione estetica.

Redazione Milano


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