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Un libro inedito di Giacomo Casanova riscoperto da Paolo Gambi che si racconta in un’intervista

Redazione di Redazione, in Interviste, Letteratura, del

A pochi giorni dalla conclusione della Fiera del Libro di Cervia, evento di successo organizzato da Historica Edizioni e Papel Communication, ci siamo trovati a scambiare due chiacchiere con il direttore artistico dell’evento, Paolo Gambi.

Ravennate, classe 1979, Gambi è giornalista, scrittore e mental coach. Con una ventina di libri all’attivo, vanta collaborazioni con il cardinal Tonini, Alessandro Cecchi Paone e Alessandro Meluzzi. Penna del giornalismo britannico (prima Financial Times, ora The Catholic Herald), ha ricevuto, nel 2012, il premio Guidarello per il Giornalismo d’Autore. Studioso di spiritualità e religione, è allo stesso tempo life coach e fondatore dell’associazione “Agape Coaching”. Nominato nel 2014 Testimonial del mese della cultura italiana nel Principato di Monaco dall’Ambasciatore italiano, ha come hobby il collezionismo di titoli accademici.

Conosciamo Paolo Gambi, scrittore, giornalista, life coach attivo su più fronti. Quale di queste attività senti più tua, ti appassiona di più?

Per quanto improbabile possa sembrare per me è tutto un’unica attività. Il giornalismo e la scrittura per me significano svelare un tratto di realtà, puntarci sopra i riflettori e attirare occhi, orecchie e attenzione. Fare coaching significa la stessa cosa: aiutare qualcuno ad entrare profondamente dentro di sé, a vedere parti sconosciute per poterne fare ciò che vuole o che può. Un’unica attività ma con strumenti diversi. Dovrei forse cercare di fondere il tutto e diventare una specie di “psicogiornalista”…

Ho visto che ti occupi anche di religione e spiritualità. Come nasce quest’interesse? Che valenza assume, nella società oggi, il fare ricerca su religione e spiritualità?

La spiritualità è la dimensione più profonda dell’essere umano. È quella parte di realtà talmente misteriosa ed intima che gli strumenti della ragione non sono capaci di comprendere. Dedicarsi alla spiritualità oggi significa andare decisamente controcorrente, in un mondo in cui sembra esistere solo ciò che può essere ricondotto agli schemi e alle dinamiche della razionalità. La religione invece è il contenitore della spiritualità, è l’insieme degli strumenti di cui l’essere umano si dota per vivere la sua dimensione più misteriosa. Mi sono sempre occupato di queste cose, studiando il diritto canonico, la psicologia, la comunicazione. Credo che tradurre questi argomenti, che di per sé non sono facili né leggeri, in una chiave più divulgativa faccia parte della mia identità più intima.

Sulla base della tua attività di mental coach, sapresti fare una “diagnosi della società”? Quali sono i fattori di malessere e le emozioni che predominano nelle persone che si rivolgono a te, e perché si impone, al giorno d’oggi, la necessità di lavorare su sé stessi, di riflettere sul nostro io?

Purtroppo è diffuso un grande analfabetismo emozionale. Moltissime persone non hanno idea di cosa siano le emozioni e non riescono quindi a viverle con serenità. Non è un caso che sia diffusissima l’ansia. La nostra intelligenza emotiva è lo strumento più efficace che abbiamo per relazionarci con la realtà. Imparare a conoscerlo ed utilizzarlo è una delle prime chiamate che abbiamo come esseri umani. Eppure nessuno ci insegna come funziona. Cresciamo in cultura, relazioni, capacità di fare cose. Ma con le emozioni spesso rimaniamo indietro. Ho conosciuto top manager con due lauree ma con la vita emotiva di un bambino di 7 anni… E ovviamente ciò che dentro di noi non conosciamo finisce per impadronirsi di noi.

Venendo a parlare del tuo nuovo libro Giacomo Casanova. Manuale per non finire tra le braccia di uno come me, ti chiederei di approfondire il rapporto sociale tra uomini e donne. Su quale principio si fonda? Esistono davvero un sesso forte e un sesso debole?

Certo che esiste un sesso forte: la donna. Solo che non sempre sa di esserlo. L’uomo vive particolarmente oggi la sua condizione di fragilità, è debole, smarrito, con una identità in trasparenza. Che la donna sia superiore all’uomo è considerazione oramai scontata. Eppure non sempre si rende conto di esserlo. La donna è un essere straordinario: capace di dare amore a tutti tranne che a sé stessa. Per questo la dinamica sociale l’ha nei secoli relegata a quello che apparentemente poteva sembrare un ruolo secondario. Casanova svela moltissimo di questa dinamica, portando la lettrice a sorprese che potrebbero lasciare a bocca aperta…

Spesso si parla delle differenze esistenti a livello intellettivo e caratteriale tra uomini e donne. È solo un luogo comune o, davvero, uomini e donne sono oggettivamente diversi per quanto riguarda il modo in cui affrontano determinate situazioni, gestiscono i sentimenti e le emozioni?

Grazie al Cielo uomini e donne sono estremamente diversi. La donna ha un’intelligenza emotiva potenzialmente molto più grande dell’uomo e in questo sta la grande differenza e quindi anche la grande difficoltà di comunicazione fra i due sessi. La donna vede i colori, l’uomo la struttura. Con il suo testo, Casanova vorrebbe proprio aiutare la donna a comprendere modi efficaci per superare questo limite e trovare una comunicazione efficace con l’altra metà del mondo.

È corretto dire che l’uomo ha condizionato il modo d’essere della donna e fatto di tutto per convincerla a essere ciò che lui voleva? 

Assolutamente. È dai tempi della costola di Adamo che la donna è ciò che l’uomo desidera. Non so se sia un meccanismo iscritto nelle dinamiche più profonde del rapporto uomo donna, o solo un processo sociale, ma ha sempre funzionato così. L’uomo ha desiderato una donna sottomessa, e per millenni tale è stata. Poi ha desiderato una donna lasciva, libera e trasgressiva, e il mondo si è riempito di queste. Oggi il vero problema è che l’uomo non sa più cosa desiderare, nella sua fragilità, e questo mette in crisi anche le donne.

Quali consigli ti senti di dare, in veste di coach, a una donna per ritrovare in primis sé stessa e poi l’uomo giusto?

Nessuno. Se non quello di attingere alla saggezza e alla conoscenza di Casanova per scoprire parti di sé a cui non aveva mai guardato.

Come nasce l’idea di scrivere un libro così e quali obiettivi ti eri prefissato? Quello di dispensare consigli o di aiutare chi legge a vedere le cose da un altro punto di vista?

Questo è il libro che ogni donna vorrebbe. Un libro che permette di trovare l’uomo giusto. Non un uomo qualsiasi. Quello giusto, che è un’altra faccenda. Ho trovato un manoscritto inedito di Giacomo Casanova. Il quale scrive, da anziano, ad una giovane marchesina francese che aveva perso la famiglia durante la rivoluzione. Lei vuole sposarsi, e lui le scrive come una specie di zio, svelandole i segreti degli uomini, per spiegarle come funzionano gli uomini e come fare a trovare quello giusto. Nel libro è contenuta una prima parte in cui Casanova conduce la lettrice a prendere coscienza di sé, della propria femminilità in modo compiuto. La seconda parte è invece un viaggio dentro la mascolinità, un tentativo di spiegare cosa realmente sia l’uomo. E la terza è piena di esercizi, pratiche e suggerimenti su come utilizzare la armi della propria femminilità. Ci sono molti episodi, sorprese, colpi di scena…

I destinatari ideali del libro sono le donne o una lettura approfondita servirebbe anche agli uomini?

Questo è un libro scritto apposta per le donne di ogni età. Un libro che parla il linguaggio delle donne e naviga nell’universo femminile. Ma ciò non toglie che la curiosità possa conquistare anche qualche uomo…

Giacomo Casanova. Manuale per non finire tra le braccia di uno come me, Giubilei Regnani

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