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Musei 2.0, la rivoluzione ha inizio

Simone Giallonardo di Simone Giallonardo, in Viaggio, del

musei 2.0

La rivoluzione 2.0 dei musei d’Italia è iniziata. Pian piano si sta tornando ad avere la consapevolezza che siamo un grande Paese e dal punto di vista dell’arte e della cultura siamo sempre stati avanti a chiunque altro. Ma ci stiamo rendendo conto anche del problema della fruibilità del nostro Tesoro Italia. Un patrimonio inestimabile di opere che troppe volte restano difficili da raggiungere da parte del visitatore.
Bisogna cambiare, sfruttando la tecnologia che pure ha eccellenze in Italia che anche esse restano nell’oblio.

Su tutto ciò si sta concentrando il progetto Digital Think-In, La voce digitale dei musei, che ha come punto di propulsione il Maxxi, museo delle arti del XXI secolo di Roma. La prima edizione di una giornata di ricerca dedicata all’innovazione digitale e tecnologica in ambito museale per addetti ai lavori e autentici appassionati che si svolge il 4 novembre.

Ricerca, promozione, attività culturali, tutto condito dal tech made in Italy. Pensato e curato da Prisca Cupellini, responsabile digitale del Maxxi, il lungo appuntamento si articolerà in una serie di presentazioni, tavole rotonde e workshop con relatori da ogni parte del mondo che racconteranno le loro esperienze, le buone pratiche in campo culturale e le loro visioni per il futuro.

Si inizia con la Museum Hits, dedicata alle eccellenze nazionali e internazionali nel settore espositivo. Per le eccellenze italiane ci sono: il Museo archeologico multimediale eretino di Monterotondo (RM), il  Digital Engagement Platform del Duomo di Milano, Virgil il robot a servizio del Real Castello di Racconigi in Piemonte, Suoni per Vedere del Comune di Bolzano, le Impronte Sonore della Fondazione Donizetti e il nuovo sito web del MAXXI.

I progetti sono stati premiati già il 23 ottobre e saranno presentati dalla commissione di esperti composta da Alessandro Bollo, responsabile ricerca e consulenza della Fondazione Fitzcarraldo, Michele Trimarchi, presidente di Tools for Culture e Roberto Vicentini, direttore divisione Telco & Media Engineering.

Seguono i confronti tra esperti, con tavole rotonde a cui parteciperanno fra gli altri Carlo Infante, presidente di Urban Experience, Federico Ferrazza, direttore Wired Italia e Simona Cardinali, project manager del gruppo Museo digitale al Ministero dei Beni culturali.

Successivamente sono previste le presentazioni dei nuovi social media e di innovazioni tecnologiche recenti.

Soddisfatto dell’iniziativa e in particolare della premiazione del Museo eretino da lui promosso, il Vicesindaco della Città metropolitana di Roma Capitale, Mauro Alessandri, commenta: «Abbiamo sempre rifiutato l’idea che la cultura sia un servizio accessorio e inutile in un periodo di crisi come questo, scommettendo, al contrario, sul ruolo che questa può avere in termini di sviluppo e crescita alternativa. I risultati che stiamo cogliendo e che coglieremo nel prossimo futuro attestano che l’intuizione era giusta, che quelli nel settore delle infrastrutture culturali sono stati investimenti importanti, utili e significativi per lo sviluppo dell’hinterland romano».

Una semplice manifestazione per addetti ai lavori dunque? Pare di no. Lo spirito dell’iniziativa sembra, invece, quello di creare un pungolo per tutti i sistemi museali del Bel Paese al fine di migliorarsi, informatizzarsi e rendersi più appetibile a generazioni che sono allergiche a vecchi stanzoni ammuffiti e polverosi, ma che sono certamente più avvezze a luci, colori e interattività digitale. L’obiettivo sono i musei 2.0.

Simone Giallonardo

Simone Giallonardo

Simone Giallonardo è nato nel 1993. Ha conseguito la maturità classica. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi Roma Tre. Collabora con alcuni giornali locali. Attivo da sempre nel sociale, dal 2011 è Presidente del Consiglio Comunale dei Giovani di Capena (Rm).

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