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Dai Queen a Pavarotti il mondo della musica è contro Trump

Redazione di Redazione, in Musica, del

trump

Sembra una barzelletta quella che vede protagonisti Donald Trump, il candidato alla presidenza degli Stati Uniti più controverso degli ultimi anni, e l’intero mondo della musica.

Sembra che nessuno voglia che le proprie opere vengano associate alla campagna elettorale di Trump. Da qualche tempo i Queen si stanno opponendo con forza affinché il politico non usi i loro brani. Come riporta Rockol, già il 19 luglio la band con un tweet aveva espresso la propria contrarietà: «Si è verificato un utilizzo non autorizzato, durante la convention repubblicana, contro la nostra volontà», a cui è seguito un comunicato della Sony/ATV Music Publishing in cui si ribadisce che «i Queen non vogliono che la loro musica venga associata a qualsivoglia dibatitto politico in qualunque Paese. Né desiderano che We are the champions diventi un simbolo per Mr. Trump e le idee politiche del partito repubblicano».

Ma non sono i soli. Qualche mese fa, ad opporsi all’uso della propria musica nella campagna elettorale del repubblicano sono stati anche i Rolling Stones, Neil Young, i R.E.M e molti altri. E ora anche la famiglia di Luciano Pavarotti. Una volta appreso che Nessun Dorma è stata impiegata da Trump come colonna sonora della campagna politica, i Pavarotti non hanno perso tempo esprimendosi contrari pochi giorni fa: «Tocca a noi familiari ricordare che i valori di fratellanza e solidarietà che Luciano Pavarotti ha espresso nel corso della sua carriera artistica sono incompatibili con la visione del mondo proposta dal candidato Donald Trump».

In effetti quelli di Trump e Pavarotti sono due modi completamente diversi di vedere il mondo e la politica: se il primo si sta battendo con tutte le sue forze per combattere l’immigrazione, proponendo divieti e costruzione di muri, il secondo si è dimostrato, durante tutta la sua carriera, un sensibile sostenitore dei diritti umani e protettore dei rifugiati.

Sembra che Trump abbia un debole per le tournée politiche in stile rock’n’roll, ma qualunque brano utilizzi poco dopo si trova davanti a uno di quei muri di marginazione che disperatamente tenta di innalzare.

Redazione

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