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L’Oasi di Ninfa e l’incantevole bellezza di un giardino da sogno

Alice Baldelli di Alice Baldelli, in Viaggio, del

Esistono luoghi spesso dimenticati, riposti nella memoria e nel cuore di chi vi ha vissuto, realtà apparentemente fragili che tentano con tutte le proprie forze di conservare in sé l’antico splendore.

Il giardino di Ninfa è uno di questi luoghi, patrimonio naturale italiano di cui innumerevoli abitanti della penisola ignorano ingenuamente l’esistenza. Il parco, confinante con Norma e Sermoneta, è situato nel comune di Cisterna di Latina, un piccolo paese laziale a cui i residenti sono particolarmente affezionati. Visite guidate organizzate dalla Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta (che da svariati anni si occupa del mantenimento del giardino) permettono di rievocare dal passato quest’antica città morta, che risorge negli animi di chi ha il desiderio di riscoprirne nuovamente gli odori e i colori, i suoni e le sensazioni. Passeggiando attraverso le sue splendide fioriture stagionali, i ragazzi e le ragazze che lavorano per la Fondazione accompagnano i visitatori narrando loro la storia che avvolge quest’oasi millenaria.

Ninfa originariamente vantava attorno a sé l’esistenza di un vero e proprio centro agricolo. Fin dall’VIII secolo divenne proprietà dello Stato Pontificio, che la ricevette in dono dall’imperatore bizantino Costantino V. Grazie ai traffici commerciali in quella zona e con l’imposizione di un pedaggio per transitarvi, Ninfa si trasformò negli anni in un piccolo centro urbano dotato di case e numerose Chiese. Nel 1297 la città venne acquistata dal nobile italiano Pietro Caetani e in quei decenni conobbe un periodo di massimo splendore. La famiglia Caetani si occupò del rinforzo delle mura, dell’ampliamento del castello e dei palazzi circostanti, contribuendo inoltre al risanamento della palude limitrofa. Nel corso dei secoli successivi, per via di rivendicazioni territoriali e di deleterie lotte nobiliari, Ninfa venne saccheggiata e distrutta più volte. Nonostante i vari tentativi di ristrutturazione e ricostruzione, di lei non rimase altro che un vago ricordo. Solo nel 1921 gli eredi della famiglia Caetani, che ne avevano perso la proprietà nel XIV secolo, avviarono la bonifica del territorio e il restauro di alcuni ruderi. I lavori vennero successivamente portati a termine da Roffredo Caetani, dalla moglie Marguerite Chapin e dalla figlia Lelia: fu soprattutto la principessa, di cui si narra sopravviva lo spirito tra le notti stellate del giardino, a occuparsi di esso e fu proprio lei a dar vita, nel 1977, alla Fondazione Caetani.

Il parco, della grandezza di otto ettari, presenta la struttura di un giardino all’inglese e ospita al suo interno oltre un migliaio di piante importate da tutto il mondo: un noce americano, un acero giapponese, banani, pini dall’Himalaya e dal Messico, bambù dalla Cina, rampicanti e lavande, ciliegi e melograni ornano il fragile ecosistema attraversato dal fiume Ninfa e dai suoi numerosi ruscelli. Animali quali uccelli di vario tipo e altre specie notturne abitano il giardino, attratti anche loro dall’estrema cura con cui sei giardinieri si occupano ogni giorno di esso. Camminando tra faggi e aceri, tra roseti e cipressi, tra resti di vecchie Chiese e ruderi antichi si ha l’impressione di tornare indietro nel tempo e di poter afferrare l’essenza che un tempo costituiva il fulcro portante della città. Un viaggio a ritroso nei secoli, scandito da un’aria fiabesca e da un’immersione totale  nella natura.

Il territorio ha finalmente riacquistato il valore inestimabile che merita e oggi è considerato area protetta dal WWF. Alcuni giovani di Cisterna raccontano di aver passato le nottate migliori della loro adolescenza osservando il parco da lontano, circondati dalla brezza estiva e dall’atmosfera ovattata che Ninfa trasmette anche a distanza. Lo diceva Italo Calvino nelle sue Città invisibili: “Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere. L’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti”. Basta solo chiudere per un attimo gli occhi e godersi la vista di un giardino incantevole e suggestivo anche da ascoltare.

Alice Baldelli

Alice Baldelli

Ho 25 anni e sono laureata in Lettere moderne. Attualmente studio Editoria e scrittura all'università La Sapienza di Roma.

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