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I libri distillati di Centauria che distruggono il piacere di leggere

di Federica Colantoni, in Letteratura, Libri, del

“Abbiamo ridotto le pagine non il piacere”. È lo slogan della nuova collana I Distillati di Centauria disponibile dal 29 dicembre in edicola, libri che sono diventati bestseller italiani e internazionali e adesso riproposti ridotti all’osso − nel numero di pagine e nel contenuto − in un’edizione economica. Due titoli al mese di diverso genere “per accontentare tutti”, al costo di 3.90 euro l’uno, per leggere un romanzo “nel tempo di un film”.

In questi giorni sulla homepage del sito appare questo post: “Chi di voi non ha potuto leggere per mancanza di tempo libero un best seller perché troppo lungo? Con i DISTILLATI vivi il piacere della metà delle pagine dell’originale, ma senza perderti nulla!”. Davvero non si capisce in che modo un libro originariamente di 676 pagine (Uomini che odiano le donne) non perda nulla in termini di atmosfera, narrazione, contenuto (dove per contenuto si intendono anche quei piccoli espedienti banali ma così preziosi per l’integrità del testo), una volta ridotto a circa 300 pagine.

“Come saremmo colti se conoscessimo bene soltanto cinque o sei libri”, le parole di Flaubert oggi diventano aria fritta. Un progetto di questo tipo dà credito al concetto − interiorizzato da molti soprattutto sui social network − che si debba leggere in fretta per essere lettori. Tanto, più che meglio. La quantità, invece della qualità. Condannando tacitamente il piacere che un lettore prova nel ritagliarsi quel poco tempo che ha a disposizione per leggere e far durare un libro anche tre settimane se lo desidera. I libri distillati cercano di ovviare a questo propinando al lettore una sorta di “Bignami dei romanzi” (cit. da Facebook), ma come i Bignami non hanno mai sostituito i libri di testo − pur dando supporto a molti studenti in crisi −, così i libri distillati non saranno in grado di sostituirsi all’opera integrale, dove ogni parola, anche la più banale, è stata accuratamente soppesata dall’autore e da chi con lui ha lavorato al libro.

Emerge, in questa iniziativa, una mancanza di rispetto nei confronti del lungo lavoro editoriale che inizia con un’idea e di cui la pubblicazione è solo la punta dell’iceberg, per non definirla una grande soddisfazione. Ma soprattutto è una mancanza di rispetto verso i lettori, evidentemente poco stimati se occorre addirittura proporre loro un prodotto masticato da altri.

Ma per fortuna sono i lettori stessi a dimostrarsi offesi e contrariati sulla pagina Facebook Libri Distillati, difendendo a spada tratta l’integrità della cultura con commenti tra l’incredulo e l’indignato.

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Tra queste voci si fa sentire anche la community di Goodreads Italia che a questi lettori autentici risponde, sempre sulla pagina Facebook di Libri Distillati: “Ma meno male che non siamo gli unici ad essere sconvolti. Ci avete ridato un po’ fede nell’umanità. Ora scusate ma noi e i nostri lettori torniamo a leggere I miserabili per il gruppo di lettura in corso, perché quando un romanzo è bello non è certo il numero di pagine il problema.”

Federica Colantoni

Federica Colantoni nasce a Milano nel 1989. Laureata in Sociologia all’Università Cattolica nel 2013, pochi mesi dopo inizia il percorso di formazione in ambito editoriale frequentando due corsi di editing. Da dicembre 2014 collabora con la rivista online Cultora della quale diventa caporedattrice. Parallelamente pubblica un articolo per il quotidiano online 2duerighe e due recensioni per la rivista bimestrale di cultura e costume La stanza di Virginia.

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