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“Libri Fuori-Classe”, come avvicinare gli studenti all’editoria

di Redazione Milano, in Letteratura, del

Annunciato in primavera e atteso per lo scorso giugno, finalmente il 9 gennaio è stato presentato il progetto Libri Fuori-Classe. Nato in seno all’Alternanza Scuola Lavoro, è stato ideato dai principali rappresentanti della filiera del mondo del libro. Infatti a firmare il protocollo, alla presenza della Ministra Valeria Fedeli, sono stati i dei presidenti delle tre associazioni promotrici del progetto: Ricardo Franco Levi (AIE), Paolo Ambrosini (Ali Confcommercio) e Rosa Maiello (AIB).

Libri Fuori-Classe vuole infatti connettere gli studenti al mondo dell’editoria. L’approccio scelto è molto concreto -la libreria è un’azienda e il libro è un prodotto commerciale– e l’obiettivo è di instaurare una solida connessione tra ciò che si insegna in classe, l’acquisizione di competenze professionali e il loro esercizio nel luogo di lavoro.

Ogni anno infatti circa 1,5 milioni di studenti devono svolgere tra le duecento e le quattrocento ore lavorative. Dal prossimo anno scolastico queste esperienze faranno inoltre parte di una delle prove dell’esame di maturità, a riprova di quanto si sempre più importante lo svolgimento di queste ore nel curriculum scolastico.

“Questo progetto”, ha affermato la Ministra Fedeli, “ha un duplice merito: da una parte, attraverso i percorsi ideati e progettati dall’Aie, da Ali Confcommercio e dall’Aib, le studentesse e gli studenti del triennio delle scuole secondarie di secondo grado italiane potranno conoscere dall’interno la filiera del libro, comprenderne i meccanismi, entrare in contatto con tutte le professionalità legate al mondo del libro. Si tratta di uno straordinario momento formativo e di apprendimento attivo. Dall’altra parte, Libri Fuori-Classe promuove l’avvicinamento alla lettura tra le nostre giovani e i nostri giovani, facendo un’operazione culturale lodevole ed encomiabile”.

Libri Fuori-Classe è più di un progetto, è un’azione di sistema a cui puntiamo con convinzione”, ha aggiunto Rosa Maiello, presidente AIB. “La collaborazione tra il sistema scolastico e gli attori pubblici e privati del mondo del libro offrirà nuove opportunità di apprendimento e partecipazione attiva agli studenti e contribuirà a dare impulso all’attivazione di nuovi servizi bibliotecari di qualità”.

Cuore e snodo formativo del progetto è la piattaforma www.librifuoriclasse.com. Qui sono previsti sei percorsi, progettati tenendo fedelmente conto delle indicazioni ministeriali, per fornire una prima conoscenza del settore, delle sue specificità e dei suoi mestieri. I primi tre hanno un carattere generale e propedeutico, andando ad indagare l’oggetto-libro ed il delicato tema della proprietà intellettuale. I successivi tre, di orientamento alle professioni, affrontano i tre luoghi del libro in cui i ragazzi dovranno svolgere le ore previste: la casa editrice, la libreria e la biblioteca. La piattaforma riporta anche un elenco delle realtà che hanno aderito al progetto e che si rendono disponibili ad ospitare gli studenti per le ore di Alternanza Scuola lavoro. Al momento fanno parte della rete duecento case editrici, librerie e biblioteche, sparse su circa diciasette regioni italiane. Dal 9 gennaio tutte le scuole avranno la possibilità di contattare direttamente uno degli aderenti per avviare in autonomia un progetto di Alternanza.

E se da un lato l’Ali, invitando le librerie ad aderire al progetto, rassicura giustamente i librai sul fatto che la maggior parte del percorso sarà svolto in aula dagli insegnanti e che i librai saranno chiamati ad intervenire in veste di consulenti “organizzando bene orari e impegni in modo che non contrastino con la normale attività della libreria”, dall’altra il MIUR sottolinea come quest’esperienza serva agli studenti a “prepararsi per una esperienza di lavoro in casa editrice, in libreria o in biblioteca”. Insomma, speriamo che agli studenti che prenderanno parte al progetto sia permesso di conoscere anche le criticità di un settore in cui le prospettive lavorative sono purtroppo limitate. E allo stesso tempo auspichiamo che non siano frustrate le loro ambizioni ma che, anzi,  siano ascoltati i loro suggerimenti per creare un vero ponte tra l’editoria e le future generazioni di lettori e -ci auguriamo- lavoratori del settore.

 

Redazione Milano


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