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I libri al supermercato non si vendono più

di Sabrina Amato, in Letteratura, Libri, del

La crisi della grande distribuzione organizzata dei libri ha avuto un esito drammatico ma in qualche modo anche prevedibile: Mach2 è in liquidazione.

Si tratta di una delle due più grandi società italiane che si occupano della distribuzione di libri nei supermercati e negli autogrill e ha avuto, fino alla liquidazione, Gianluca Pulvirenti di De Agostini come presidente ed Enrico Selva Coddè di Mondadori come amministratore delegato.

Nel 2015 è iniziata per Mach2 una rapida parabola discendente che ha condotto a perdite sempre più ingenti, in proporzione al guadagno, e ha portato nel 2018 ad una sofferta decisione.

Il settore dei libri nella grande distribuzione organizzata (gdo) è in crisi da anni nonostante sui volumi venissero applicati forti sconti. Ma con le limitazioni imposte dalla legge Levi, introdotta nel 2011, e l’aumento sempre maggiore degli acquisti online dei prodotti di editoria, si è giunti alla diminuzione sempre più ingente degli acquisti.

È necessario aggiungere che Mach2 ha faticato ad affrontare questa complessa situazione anche perché non ha trovato il modo di cambiare il modello di vendita dei libri della gdo, adattandosi alle nuove condizioni del mercato. Infatti, il principale difetto di questo modello è che solitamente i supermercati non forniscono ai distributori informazioni su quali siano i libri che vendono meglio, considerando troppo complicato registrare le vendite di libri in base ai titoli invece che in base ai prezzi. Per questo i distributori non possono sapere, in tempo utile, quali sono i titoli più venduti e rifornire i supermercati con cognizione di causa. Di conseguenza, molti libri restano invenduti, i supermercati decidono di ordinarne quantitativi sempre inferiori e per i grandi distributori organizzati, come la Mach2, si giunge al collasso.

 

Un altro fattore determinante per le perdite nel settore della gdo consiste nel fatto che i distributori di libri riforniscono i supermercati con una varietà di titoli eccessiva per il tipo di clientela, che si traduce in libri invenduti. Infatti, uno studio realizzato nel 2017 da GFK, una delle società che fanno statistiche sulle vendite dei libri, ha mostrato che i libri davvero richiesti nei supermercati in un anno sono circa 1.500, solo un quinto di quelli che effettivamente ci arrivano.

Per far fronte a tutti questi fattori che hanno condotto alla crisi del settore editoriale nei supermercati, molti di questi ultimi hanno adottato delle contromisure che si stanno rivelando assai fruttuose.

È il caso di alcuni supermercati Coop, in cui, ora, ad occuparsi del reparto libri sono librai professionisti. Alla fine del 2016 Coop Alleanza 3.0  ̶  in cui si sono riunite Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest  ̶  ha affidato i reparti libri di alcuni supermercati ai librai di Librerie.coop, la propria catena di librerie.

Per un certo numero di ore a settimana un loro libraio si occupa di curare l’allestimento degli scaffali libri di un supermercato, così da comprende quali sono i titoli che potrebbero suscitare maggior interesse in chi fa la spesa lì e decidere di conseguenza quante copie ordinare di ciascun libro.

Nei supermercati Coop in cui è stato adottato questo modus operandi nella gestione del reparto libri, dalla fine del 2016 si è riscontrato un aumento delle vendite fino all’80 per cento.

Inoltre si è prestata anche particolare attenzione alla disposizione dei libri e all’arredo del loro reparto.

Ma la novità più importante che si propone di introdurre Librerie.coop nei supermercati di cui si occupa è una limitazione dello sconto del 15 per cento sui prezzi di copertina; quindi, non applicarlo indiscriminatamente su ogni libro, restituendogli un po’ di quell’aura preziosa che lo avvolge in libreria e che invece al supermercato gli viene sottratta, svilito e scontatissimo per un impulsivo acquisto di massa.

Questo mostra come, adottando le opportune accortezze da parte dei supermercati ed un più dettagliato rendiconto, la grande distribuzione organizzata dei libri può ancora prosperare, evitando che accada nuovamente quello che è successo alla fu Mach2.

Sabrina Amato


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