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La perla dei Pirenei: il centro termale di Barèges

Simone Morichini di Simone Morichini, in Blog, del

Barèges

“Si dava il caso che il paziente soffrisse anche per una vecchia ferita, la cui cura nella tradizionale medicina popolare consisteva di bagnature in qualche sorgente termale. Egli si era dunque recato a Barèges negli Alti Pirenei a 1250 metri di altitudine, dove fino al quattordicesimo secolo era conosciuta una sorgente molto considerata per gli asseriti effetti antinfiammatori e cicatrizzanti. Le sue acque contengono una sostanza mucillaginosa, la barégine, prodotta da batteri termofili. (Il luogo è a tutt’oggi molto frequentato da malati a vario titolo, in particolare di artrosi e altre patologie muscolo-scheletriche, che ora prendono i bagni salutiferi in moderni stabilimenti termali)”. Il famoso anatomopatologo statunitense Francisco Gonzalez-Crussi nel suo magistrale libro Organi vitali (Adelphi, 2014) ci accompagna in uno straordinario viaggio all’interno del corpo umano dove medicina e filosofia, letteratura e psicologia si fondono in una vera e propria storia della cultura. Ma, soprattutto, ci segnala una delle località termali più importanti di tutta la Francia ossia il centro benessere di Barèges. Si trova nel dipartimento degli Alti Pirenei ed è situato a 1250 metri di altitudine. L’edificio che ospita il villaggio termale fu fortemente voluto dall’Imperatore Napoleone III e venne costruito tra 1860 e il 1864. Venne ristrutturato una prima volta tra il 1982 e il 1985 e una seconda volta nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009. Al giorno d’oggi, il complesso si sviluppa su due livelli collegati da un ascensore. Il centro benessere di Barèges è un ambiente eccezionale dove alcune patologie vengono efficacemente trattate tramite i benefici delle sorgenti termali in quanto le acque di Barèges hanno notevoli proprietà antibiotiche, anti-infiammatorie e cicatrizzanti. Questa stazione termale è particolarmente conosciuta per le sue acque ricche di solfuro di sodio e utilizzate nel trattamento dei disturbi del tratto respiratorio, delle malattie reumatiche e di dolorose sindromi croniche come la fibromialgia e l’algodistrofia. Nel villaggio termale di questa località pirenaica, vi sono ben due differenti tipologie di vasche: le grandi vasche, raccomandate per la ricostruzione ossea e il reumatismo, e le vasche di Barzun, consigliate per il trattamento delle malattie respiratorie. La località di Barèges è nota anche per aver dato il nome a una particolare sostanza mucillaginosa che si sviluppa naturalmente nelle acque delle sorgenti termali. Si tratta di batteri che producono un gel viscoso con proprietà antibiotiche e antinfiammatorie. Fu il chimico francese Longchamp che, nel 1828, le diede, appunto, il nome di barégine. A testimonianza dell’importante valore di Barèges nella cultura termale transalpina, è doveroso segnalare anche due importanti lavori di ricerca: quello di Isabelle Say, Le acque termali di Barèges e quello di Hubert Hédoin, I batteri nelle acque di Barèges. Natura, metabolismo, attività biologiche. Infine, il piccolo villaggio di Barèges è situato in una posizione perfetta per fare escursioni nel territorio circostante vista la sua posizione ai piedi del Col du Tourmalet e del picco di Midi de Bigorre. Inoltre, la vicinanza al Parco Nazionale dei Pirenei e alla Reserve Néouvielle ne caratterizza le peculiarità naturalistiche e, specie durante la stagione invernale, Barèges diventa anche la più grande area sciistica dei Pirenei.

Simone Morichini

Simone Morichini

Sono nato a Roma il 20 dicembre 1976 e mi sono laureato in Scienze politiche presso l’Università "La Sapienza" dove ho successivamente conseguito il Dottorato di ricerca in “Storia delle elite e classi dirigenti”. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine del Lazio e Molise, lavoro in campo editoriale occupandomi di marketing, distribuzione e promozione libraria. Ho successivamente condensato la mia intera esperienza professionale in una pubblicazione ad hoc dal titolo “Per una manciata di libri. Aspetti commerciali nell’editoria”, uscito nel 2011. Ho collaborato con varie riviste tra cui "Elite e Storia", "Olimpiaazzurra", "Iniziativa" e la pagina culturale del webmagazine "DailyGreen". Mi piace viaggiare e adoro la letteratura scandinava (Arto Paasilinna e Jan Brokken in particolare). Appassionato di lingue straniere (inglese e tedesco su tutte), sono uno sportivo onnivoro e amo la disciplina invernale del Biathlon.

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