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Art in Pills: L’arte e il cibo nella pittura fiamminga

Viviana Filippini di Viviana Filippini, in Arte, Blog, del

 

Natura morta con formaggi, mandorle e pretzel

di Clara Peeters

Continua la passeggiata di Art in Pills nel mondo dell’arte con protagonista il cibo. Questa volta ho scelto il dipinto Natura morta con formaggi, mandorle e pretzel (in olandese: Stilleven met kazen, amandelen en krakelingen) della pittrice olandese Clara Peeters (1607-1621). Il quadro preso in esame sembrerebbe essere stato realizzato attorno al 1615, con la tecnica ad olio su supporto in legno. Il dipinto è esposto nel museo Mauritshuis dell’Aia.

Certo è che la Peeters, artista del barocco Seicentesco fiammingo, fece molte nature morte con protagonisti cibi e alimenti di diverso tipo, spesso e volentieri accompagnati ad oggetti di pregio. Quella che si vede in questa tela è una natura morta (gli oggetti presenti sono inanimati) fatta di cibi e oggetti che compongono un vero e proprio banchetto. Diverse sono le interpretazioni e il valore simbolico che di questa e altre tele vennero date: potrebbe esserci un riferimento all’ultima cena. Secondo qualcuno ci si potrebbe leggere un invito alla regolatezza, ossia al non abusare di tutte quelle pietanze in una volta sola, oppure, potrebbe essere la rappresentazione della ricchezza e della smodata abbondanza presente su certe tavole. Queste sono interpretazioni date dagli studiosi e da noi appassionati, ma non si ha piena certezza del valore che la pittrice stessa assegnò al quadro.

Partiamo dal secondo piano dove si trovano, alla nostra destra, una pagnotta dorata del cuore bianco (il pretzel), e lo si capisce da quelle aperture chiare poste sui lati, probabilmente createsi durante la cottura in forno, quando la pagnotta cuocendo e gonfiandosi si attaccò alle altre disposte nella teglia.

Davanti al pane si trova un alto bicchiere in vetro veneziano finemente lavorato e decorato, contenente un liquido chiaro e ambrato, che potrebbe essere vino bianco o cognac. Accanto scorgiamo una brocca, in terracotta con una testina barbuta dove c’è il bocchino per mescere il liquido e coperchio metallico. Ecco proprio in esso si trova un autoritratto della Peeters. Questa tecnica del dipingere se stessi su un superfice riflettente era un particolare molto usato dai pittori fiamminghi, tanto è vero che si pensa che la Peeters prese spunto da Jan van Eyck, che dipinse il suo autoritratto nel 1434 nel suo famoso doppio ritratto della coppia dei coniugi Arnolfini.

Il banchetto dipinto dalla Peeters è ricco eccome, non solo per la quantità di prodotti, ma anche per la loro qualità e non importa se il ripiano dove essi poggiano è un po’ grezzo e senza tovaglia. Questa semplicità non fa altro che esaltare i prodotti gastronomici posti sopra di esso.

Davanti alla brocca un grande piatto metallico (notate il riflesso in esso delle forma dei latticini, nella parte alla nostra sinistra) con tre pezzi diversi di formaggio. Per la precisione si vedono mezza forma di un formaggio a pasta gialla, un quarto di formaggio con crosta e pasta scura e, sopra, un altro pezzo di formaggio dal quale si nota è stata tagliata una parte. Che ne manchi un pezzo lo si comprende perché la superficie, dove è stata tagliata, è più chiara rispetto al suo resto. Visti così si potrebbe azzardare che i due formaggi più grandi fossero a pasta semidura, mentre quello sopra sembra avere una consistenza più morbida (tipo il taleggio per intenderci). Sulla cima dei formaggi un altro piatto con dei riccioli di burro rosato.

Davanti alla forme dei latticini troviamo, alla nostra sinistra, una salsiccia rosa che assomiglia ad un lungo wurstel, un coltello e un piatto in ceramica (si pensa alla ceramica cinese Wanli) contenente dei prodotti tipici del mediterraneo come fichi secchi, datteri e mandorle, alcuni dei quali sono anche sparsi sul tavolo.

In primo piano, proprio dove si vede lo spigolo di taglio del piano del tavolo (vicino alla sbeccatura del legno) c’è il grosso coltello, e non è difficile intuire che fosse in argento. La particolarità di questo utensile da cucina è caratterizzata della fine cesellatura e dalle decorazioni incise nel manico che lo rendono una vera e propria preziosa opera d’arte, nella quale, se aguzzate la vista, noterete (sul dorso rivolto all’osservatore) la firma della pittrice.

Natura morta con formaggi, mandorle e pretzel è un dipinto affascinante dove il freddo del degli oggetti metallici e di vetro è compensato dal calore del legno e dei cibi rappresentati, fonti di carboidrati e proteine.  Allo stesso tempo con questa e altre nature morte dello stesso genere Clara Peeters dimostra come gli oggetti della quotidianità possano essere soggetti protagonisti degni di essere rappresentati nella pittura.

Viviana Filippini

Viviana Filippini

Viviana Filippini (Orzinuovi –Bs-, 1981) è giornalista pubblicista e collabora dal 2007 con il quotidiano «Giornale di Brescia» come corrispondente esterno. Laureata in Dams (Cinema e audiovisivi) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Brescia con una tesi sul Bildungsroman (Romanzo di formazione), scrive di libri su blog letterari e culturali (Liberi di scrivere, Sul romanzo). Dal 2015 ha un blog dedicato all’arte (Art in Pills) sul portale Cultora.it. Tiene corsi di Scrittura creativa, di Riscoperta dei Classici della letteratura e di Storia del Cinema. Ha curato le antologie di 2Racconti bresciani"(Vol I e II) per Historica edizioni, 2015 Cesena, e scritto "Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città", Historica, 2015 Cesena e la storia per ragazzi "Furio e la Beata Paola Gambara Costa", illustrata da Barbara Mancini, progetto realizzato da Radio Basilica di Verolanuova e Parrocchia di Verolanuova, ebm edizioni, Manerbio 2015. "A passo sospeso. The Floating Piers Christo & Jeanne Claude", Temperino Rosso, Brescia 2016

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