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L’ansia da prestazione degli studenti italiani: “Sono i più stressati del mondo”

Redazione di Redazione, in Letteratura, del

È appena stato divulgato il nuovo Rapporto Ocse sul “Benessere degli studenti”, dal quale sembra emergere una situazione piuttosto discordante. Se da un lato gli studenti italiani si ritengono soddisfatti del proprio percorso di studi e della loro vita scolastica in generale, dall’altro palesano una forte ansia di prestazione generata dalla troppa competitività. Ansia per un compito in classe, per un’interrogazione, per una performance scolastica o per il timore di prendere brutti voti. Gli studenti quindicenni italiani, insomma, sono ansiosi, addirittura i più ansiosi di tutti per quanto riguarda la scuola, rispetto ai loro coetanei degli altri Paesi.

In dettaglio, il 56% degli studenti che hanno risposto al questionario dichiarano di diventare nervosi quando preparano una verifica rispetto alla media Ocse di 37%. Il 70% dichiara addirittura di essere molto in ansia per le verifiche anche se è preparato, mentre la media Ocse è del 56%. Tre quindicenni su quattro diventano nervosi quando non sanno come affrontare un compito assegnato a scuola e l’85% è preoccupato di non prendere buoni voti, una preoccupazione che tocca il 66% dei coetanei che vivono nei paesi Ocse.

Quali sono le cause di tutta questa ansia? Secondo gli esperti Ocse è difficile individuare i motivi anche perché si tratta di dati che raccontano la percezione del problema da parte dei ragazzi stessi. Ma alcuni fattori sembrano giocare un ruolo quando si allarga lo sguardo a tutti i paesi esaminati. Il primo è la competitività dell’ambiente scolastico. Il 55% degli studenti italiani ha dichiarato di essere d’accordo con l’affermazione «voglio essere il migliore, qualsiasi cosa faccia»: un dato basso se confrontato con i sistemi più competitivi, come Thailandia (97%), Stati Uniti (93%), Colombia (92%) ed Emirati Arabi (92%).

Ma non è tutto. Ciò che emerge dal rapporto, e forse rappresenta il dato più preoccupante, è una quasi totale dipendenza da Internet per un numero sempre più consistente di ragazzi. Secondo il Rapporto, infatti, il 23% degli studenti italiani riferisce di usare Internet per oltre 6 ore al giorno, fuori dalla scuola, in un normale giorno della settimana e sono pertanto ritenuti consumatori estremi di Internet. In media, gli studenti in Italia usano Internet per 165 minuti al giorno durante la settimana e per 169 minuti durante il fine settimana a fronte di medie Ocse di 146 minuti e 184 minuti rispettivamente. Il 47% degli studenti italiani dice addirittura di «sentirsi proprio male se non c’è una connessione a Internet», ma in questo caso la media Ocse (54%) è ancora più inquietante. I consumatori estremi di Internet, in Italia come in altri paesi – ammonisce l’Ocse – hanno tendenzialmente peggiori risultati a scuola, maggiori probabilità di saltare scuola o arrivare in ritardo, e minori probabilità di pensare di conseguire una laurea o un diploma universitario.

In merito a quest’ultimo aspetto, sembra proprio che la scuola, seppur nei suoi limiti e nelle sue possibilità, dovrebbe in qualche modo offrire una maggiore apertura verso le nuove tendenze (Internet e social in primis) analizzandole in classe. Questa potrebbe essere di certo una possibilità per risolvere delle problematiche che, se non affrontate subito, rischiano di minare il percorso di formazione di moltissimi giovani, abbandonati nel mare magnum di informazioni fuorvianti e diseducative prodotte dal web.

Redazione

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