La macchina ideata da uno studente di fisica che riproduce opere d’arte a penna

Valentina Pudano di Valentina Pudano, in Arte, del

Certo, il filosofo Walter Benjamin non sarebbe stato contento di sapere che l’epoca da lui definita – nel suo saggio del 1936 – come “della riproducibilità tecnica” dell’arte prosegue e, anzi, si arricchisce sempre più di metodi che permettono di riprodurre opere d’arte. Non solo di ricrearle, ma anche di farlo con una certa maestria e in un tempo limitato: è il caso di “Caravaggio, a drawing machine”.

Si tratta di una macchina che, tramite un particolare algoritmo, permette di eseguire una copia a penna di un quadro, riportando le linee del disegno, ma rendendo ogni copia in qualche modo unica, poiché la riproduzione è ogni volta diversa. Dietro a questa invenzione, uno studente della facoltà di fisica dell’università di Bologna, originario della provincia di Ravenna: Michele Della Ciana.

L’idea nasce dal suo studio sui pen plotter, ovvero macchine che effettuavano disegni tecnici attraverso una penna e sono state ormai rimpiazzate dalle nostre stampanti. Michele ha avuto l’intuizione di applicare questo metodo, ormai superato nel caso di normali stampe, al mondo dell’arte. La sfida è stata ideare un algoritmo che potesse imitare l’occhio di chi disegna; inoltre, una caratteristica di “Caravaggio” sta nel fatto che è possibile rendere sul foglio le sfumature, tramite una densità variabile dell’unica linea che riproduce il soggetto (la penna, infatti, non si stacca mai).

 

Le tempistiche sono assolutamente sorprendenti: da sole sette ore per un’immagine 30×40, fino ai tre giorni, che è comunque un tempo molto contenuto rispetto ai ritmi creativi di un artista. Finora le riproduzioni hanno riguardato quadri celebri, ma anche scorci di alcune città della sua provincia d’origine, come Solarolo o Brisighella. In effetti, “Caravaggio” riesce a riprodurre con maggiore facilità i paesaggi, oppure i ritratti.

Michele Della Ciana ha già organizzato una mostra delle creazioni di “Caravaggio”, che si è svolta a Faenza dal 14 gennaio al 5 febbraio 2017. Il progetto sembra promettente e consente di preservare, almeno in parte, l’unicità che rende affascinante un’opera d’arte.

Valentina Pudano

Valentina Pudano

Laureata in Studi sull'Europa orientale e la Russia, Valentina coltiva da sempre la passione per la lettura, la scrittura e le lingue straniere, in particolare il russo e l'inglese. Ha scritto per vari siti d'informazione (Cronache Internazionali, Russian Art&Culture, onuitalia.it) e da febbraio 2017 è parte della redazione di Cultora. Profilo Linkedin: www.linkedin.com/in/vpudano/

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