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La Comunicazione politica. Gennaro Pesante su “Nazione Futura”

Simone Morichini di Simone Morichini, in Blog, del

Pesante

Con il tormentato percorso del Rosatellum e l’approvazione della legge di Bilancio, ci si sta ormai avviando verso la fine della XVII legislatura e alla celebrazione delle elezioni politiche previste per la primavera del 2018. Non è certamente questa la sede per tracciare un bilancio di quello che autorevoli commentatori politici definiscono come uno dei quinquenni più turbolenti della vita politica italiana caratterizzato, senza dubbio, dall’affermazione elettorale del Movimento 5 Stelle e dall’esito del Referendum del 4 dicembre che ha visto prevalere nettamente i “No”. E così in queste settimane che precedono la consultazione politica prevista per marzo prossimo, partiti e movimenti “scaldano” i motori e cominciano ad apprestare gli strumenti necessari per affrontare la campagna elettorale. E non c’è dubbio che un aspetto fondamentale riguarda la comunicazione. Tra i più recenti contributi apparsi su questa tematica, uno dei più interessanti è quello del giornalista parlamentare Gennaro Pesante apparso sul primo numero della rivista Nazione Futura (pp. 19-22). Nocciolo delle sue riflessioni è che nel campo della comunicazione vi sono poche certezze e tanti falsi miti. Tuttavia, Pesante individua alcuni capisaldi: differenza di sistema elettorale tra politiche ed amministrative, corretto utilizzo dei social media, ponderata comunicazione delle proprie idee e rapporti con la stampa e i media. L’autore sottolinea come sia fondamentale conoscere il sistema elettorale vigente perché, mentre a livello nazionale non si può concorrere eccessivamente in virtù delle liste bloccate, il discorso cambia alle amministrative dove bisogna raccogliere molti voti di preferenza per riuscire a entrare nelle assemblee elettive: “I voti vanno raccolti casa per casa ed è necessario convincere ogni singolo elettore a scrivere di proprio pugno sulla scheda almeno il cognome del candidato”. Una volta stabilito con quale sistema elettorale si compete, sorge un altro dilemma: come comunicare la propria candidatura, il proprio programma e le proprie opinioni? Qui la riflessione di Pesante entra nel vivo dell’attualità politica evitando di prendere ad esempio Jim Messina, il guru americano ingaggiato da Matteo Renzi per curare la comunicazione del Referendum del 4 dicembre: “Inutile mettersi alla caccia dei ‘Jim Messina’ di turno. Comunicare a tutti i costi, comunicare tanto ed essere visibili più di tutti sempre e comunque non scatena alcun automatismo con l’eventuale vittoria”. E l’attenzione di Pesante si rivolge soprattutto all’utilizzo dei social network, visti da molti candidati come una sorta di panacea perché lì si può intercettare il voto giovanile e quello più “riflessivo”. Al contrario, le conseguenze dell’ostinazione a frequentare in maniera ossessiva determinati canali di comunicazione social può portare a spiacevoli conseguenze se si esagera con il profluvio di messaggi e dichiarazioni. Meglio calibrare la propria comunicazione ed evitare di essere invasivi nella vita delle persone. Infine, Pesante non si sottrae al tema dei rapporti tra candidati e stampa sottolineando immediatamente che non esiste stampa “amica” o stampa “nemica”. Esistono semplicemente i giornalisti e con l’universo dei media bisogna sapersi rapportare. Secondo Pesante, emerge l’importanza di dotarsi di un efficiente ufficio stampa ma con una fondamentale controindicazione: “L’ufficio stampa ha senso per un candidato sindaco, anche di un piccolo comune. Ha meno senso per i candidati consiglieri di piccole realtà. Non ha quasi senso per i candidati dei listoni per le elezioni politiche”. La conclusione a cui vuole portarci l’autore è, alla fine, molto semplice: mantenere sempre i piedi per terra e non perdere il contatto con la realtà andando dietro ai vari Jim Messina di turno.

Simone Morichini

Simone Morichini

Sono nato a Roma il 20 dicembre 1976 e mi sono laureato in Scienze politiche presso l’Università "La Sapienza" dove ho successivamente conseguito il Dottorato di ricerca in “Storia delle elite e classi dirigenti”. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine del Lazio e Molise, lavoro in campo editoriale occupandomi di marketing, distribuzione e promozione libraria. Ho successivamente condensato la mia intera esperienza professionale in una pubblicazione ad hoc dal titolo “Per una manciata di libri. Aspetti commerciali nell’editoria”, uscito nel 2011. Ho collaborato con varie riviste tra cui "Elite e Storia", "Olimpiaazzurra", "Iniziativa" e la pagina culturale del webmagazine "DailyGreen". Mi piace viaggiare e adoro la letteratura scandinava (Arto Paasilinna e Jan Brokken in particolare). Appassionato di lingue straniere (inglese e tedesco su tutte), sono uno sportivo onnivoro e amo la disciplina invernale del Biathlon.

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