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La biblioteca aperta in un ex presidio della camorra a Scampia

di Redazione Milano, in Letteratura, del

A Scampia, il quartiere nord di Napoli noto per la massiccia presenza della criminalità organizzata, da anni si cercano forme di riscatto sociale per aiutare le persone ad uscire dalla morsa del degrado. Uno degli esempi più virtuosi riguarda l’ex scuola IPIA “di Miano”, chiusa nel 2012 per carenza di iscrizioni e diventata presto quartier generale della camorra che l’ha utilizzata prima come deposito di armi e poi come luogo di spaccio. Da qualche anno, dopo lunghe attese per le autorizzazioni necessarie, quel luogo emblema della criminalità organizzata è stato preso in gestione dalla associazione (R)esistenza presieduta da Ciro Corona. È iniziata così una bonifica alla quale hanno preso parte duemilacinquecento volontari provenienti da ogni parte d’Italia, i quali hanno lavorato a fianco di detenuti inseriti in percorsi lavorativi individualizzati. Nonostante minacce ed intimidazioni, l’associazione è riuscita a far sì che il plesso, chiamato oggi Officina delle Culture, sia un vero luogo di rinascita in cui fioriscono laboratori, attività sportive, una sala prove e un doposcuola.

Il 22 dicembre scorso c’è stato il culmine di questo processo di riqualificazione con l’inaugurazione della biblioteca “Gelsomina Verde”, il cui nome è in memoria della giovane torturata e uccisa il 21 novembre 2004 durante la “Prima Faida di Scampia”.

Il progetto è stato fortemente voluto e sostenuto dalla rete istituzionale, essendo stato ideato da Anart (Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi) e finanziato da SIAE, con il sostegno dell’Associazione Italiana Biblioteche, dell’Associazione Amici di Città della Scienza, dell’Associazione Italiana Editori e con il patrocinio dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli.

L’inaugurazione della biblioteca, alla presenza del Sindaco Luigi de Magistris, è stata un momento di festa aperto a tutto il quartiere: insegnanti, famiglie, ragazzi e tutti coloro che hanno collaborato al progetto. Tra di loro c’erano ovviamente i detenuti in affido all’associazione (R)esistenza, che hanno materialmente costruito la biblioteca insieme con gli artigiani dei laboratori, i giovani rifugiati ospiti della struttura e le volontarie che ogni giorno si occupano nel centro stesso di quarantacinque bambini per l’attività di doposcuola.

In occasione dell’inaugurazione, oltre ad illustrare le modalità di accesso al prestito dei libri e tutte le altre funzionalità della nuova struttura, è stato regalato un libro ad ogni partecipante come strumento simbolo della resistenza contro la criminalità.
Infatti le prime collezioni della biblioteca saranno libri per bambini e ragazzi consigliati da LiBeR, la biblioteca della legalità sui temi dell’antimafia e dell’impegno civile. Ma ci sarà anche una vasta collezione di narrativa, in particolare di autori napoletani e del Mezzogiorno.
Inoltre la promessa è di organizzare con continuità incontri con autori, laboratori, proiezioni e concerti. E per dare ulteriore supporto a questa coraggiosa realtà, la biblioteca sarà inserita nel circuito delle biblioteche pubbliche, grazie al supporto dell’Assessore alla Cultura e al direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli Francesco Mercurio.

Redazione Milano


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