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Isabella Rossellini celebra Ingrid Bergman al Festival de Il Cinema Ritrovato di Bologna

Redazione di Redazione, in Cinema, del

Ha avuto inizio lo scorso 27 giugno e durerà fino al 4 luglio il Festival de Il Cinema Ritrovato, l’appuntamento più atteso dai cinefili di Bologna e non solo.

Dopo giornate ricche di proiezioni, rassegne e incontri con autori, mercoledì pomeriggio Piazzetta Pasolini, dove ha sede la Cineteca, è stata illuminata dalla simpatia e dal fascino di Isabella Rossellini, tornata in Italia dopo tanti anni di assenza per ricordare e raccontare la vita e il lavoro della madre Ingrid Bergman, il cui volto troneggia sulle locandine e i manifesti del Festival, appesi in tutta la città.

Dopo cento anni dalla nascita dell’attrice svedese, la Cineteca di Bologna ha deciso di renderle omaggio dedicandole un’intera rassegna che prevede la proiezione dei sui film meno noti al grande pubblico, quelli pre-hollywodiani, e comprende quattro dei dieci film girati in Svezia prima di partire per gli Stati Uniti e il suo unico film tedesco. Nella sezione “Ingrid Bergman. Gli esordi” però possiamo trovare anche alcuni dei capolavori che l’hanno resa celebre, come Casablanca, presentato mercoledì sera da Isabella di fronte a una Piazza Maggiore gremita. Ma anche Europa ’51, uno dei film più belli e commoventi tra quelli in cui Ingrid è stata diretta da Rossellini, che verrà proiettato venerdì 3 luglio.

Isabella ha ripercorso la vita della madre, dalla relazione che nacque con Rossellini sul set di Stromboli, dalla dura critica per il suo divorzio e il rifiuto da Hollywood, il ritorno in America e i tre premi Oscar, con l’aggiunta di aneddoti e racconti di episodi come quello della celebre lettera che Ingrid inviò a Rossellini, dichiarando il proprio amore per i suoi film e la propria volontà di lavorare con lui, nonostante in italiano sapesse dire solo “ti amo”.

Dai suoi racconti emerge una donna dolce, con una grande passione per l’arte, determinata ed energica, molto attiva e dedita allo sport, a differenza del padre Roberto, sempre a letto e restìo a sprecare energie per attività fisiche.

Alla domanda del direttore Gian Luca Farinelli su quali siano i film preferiti di sua madre, Isabella ha risposto dichiarando un affetto particolare per Notorius, Casablanca (di cui apprezza la comicità), Viaggio in Italia e Stromboli, film che l’ha emozionata moltissimo, soprattutto per la commovente scena della tonnara, che, secondo lei, lo rende un importante documento storico sulla natura.

Ha manifestato il proprio amore per la natura, che nasce già quando è bambina, con la lettura de libro L’anello di Re Salomone di Lorenz, regalatole dal padre, e aumenta con gli anni, portandola a dedicarsi allo studio di etologia e in seguito a girare dei cortometraggi (la serie Green Porno) in cui racconta la sessualità di animali e piante.

Isabella ha spiegato la decisione che l’ha spinta a scrivere un libro sulla propria vita, in cui tende ad adottare una scrittura stranamente surrealista (proprio lei, figlia di un neorealista!), e ironizzato sulla sua capacità di raccontare tutto di sé in sole centoventi pagine. Dichiarando il proprio amore per l’Italia e per il cinema, ha rivelato la propria “trinità” di registi, composta da Rossellini, Scorsese (con cui è stata sposata) e Lynch.

Ha elogiato il Festival de Il Cinema Ritrovato, riconoscendogli il merito di essere un festival moderno e di qualità, perché propone il cinema come cultura e come (ri)scoperta, con l’importanza data al restauro cinematografico.

Il documentario Ingrid Bergman – In Her Own Words di Stig Björkman è nato anche grazie alla collaborazione e al contributo di Isabella e contiene una serie di inediti filmati d’archivio girati dall’attrice in America e in Europa, insieme ad appunti, lettere e materiali provenienti dalla Collezione Ingrid Bergman, conservata negli archivi cinematografici della Weyslean University nel Connecticut, e interviste ai figli e ai colleghi.

Isabella sotiene con convinzione l’importanza degli archivi e la necessità del restauro, ritiene che l’immagine abbia il grande potere di distruggere l’ignoranza del mondo e che il cinema sia capace di informare in maniera più immediata e precisa delle parole. In un’epoca come la nostra, caratterizzata dal primato dell’immagine e da una forte visualità, il cinema possiede un ruolo molto importante. Suo padre Roberto diceva che il cinema avrebbe rivoluzionato il mondo, e in effetti lo ha rivoluzionato. Alla domanda: “Il cinema ha un futuro?” – “Sì”, ha risposto Isabella, fiduciosa e ottimista.

Redazione

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