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Internet Of Things: il futuro sarà ultra-tecnologico?

Redazione di Redazione, in Viaggio, del

Internet Of Things. Forse, poco prima di cominciare a leggere questo articolo, non ne avevate mai sentito parlare, ma statene certi, ben presto tale concetto sarà sempre più diffuso e potrebbe divenire realtà da un momento all’altro.

Chi non ha mai desiderato tornare a casa, dopo una lunga giornata di lavoro o studio, e trovare la cena già pronta, il bucato già lavato e la lista della spesa del giorno dopo già pronta? Ecco, questo è l’Internet Of Things (abbreviato spesso in IoT e tradotto in italiano come Internet Delle Cose), concetto nato probabilmente nel 1999 presso uno dei consorzi del MIT (Massachusetts Institute of Technology), che sta ad indicare la tecnologizzazione e l’automatizzazione di gran parte degli odierni elettrodomestici, nonché di intere case ed edifici, nel prossimo futuro.

Se, al momento, questo processo si sta verificando già da un po’ di tempo con gli smartphone, tramite app specifiche, come Tasker per Android, che automatizzano gran parte dei processi normalmente avviati manualmente dall’utente, prossimamente sarà possibile, ad esempio, programmare il proprio frigorifero (LG ne ha già creato uno controllabile tramite un semplice SMS dal proprio smartphone), in modo che compili automaticamente quali alimenti mancano e vadano acquistati, oppure impostare il termostato, così da accendere il riscaldamento poco prima che rientriamo a casa, e così via. Per non parlare poi dei progetti, sempre più numerosi, riguardanti le automobili: dopo Android Auto ed Apple iCar, tantissime aziende automobilistiche si stanno interessando alla tecnologizzazione delle loro vetture.

Finora, il paese più attivo nel settore dello IoT è il Regno Unito che, strano ma vero, ha superato perfino gli USA negli studi in questo campo. Di fatto, molte compagnie britanniche del settore tecnologico si stanno già dando da fare nel realizzare prodotti un tempo presenti solo nei film.

Tuttavia, come per ogni aspetto riguardante lo sviluppo tecnologico sempre più galoppante, i dubbi e le incertezze sono molti. I dibattiti principali sollevati dall’opinione pubblica al momento sono tre: costi, privacy e sicurezza.

Infatti, tutte le tecnologie inerenti lo IoT finora messe in commercio sono vendute a costi spropositati, escludendo già a priori una buona fetta di consumatori. Inoltre, i prezzi proibitivi, giustificati dall’ingente manodopera nonché dalla cura nel realizzare tali prodotti, non sono una garanzia per quanto riguarda la protezione dei dati personali e dei dispositivi in sé per sé. Come ben sappiamo, noi utenti ordinari siamo costantemente tenuti sotto controllo e spiati tramite qualsiasi dispositivo connesso ad Internet in nostro possesso, con una costante violazione della privacy, sia da parte di varie aziende e compagnie che, in tal modo, ottengono informazioni preziose per perfezionare i servizi da loro forniti, con o senza il nostro consenso; ma anche da parte di cracker e cybercriminali che, il più delle volte, sfruttano i dati rubati per confezionare vere e proprie truffe informatiche a danno degli internauti inermi e inesperti, non muniti di buoni mezzi di difesa, come gli antivirus. Ebbene, tutto questo discorso varrà anche per le tecnologie basate su Internet Of Things, dato che molte aziende di cyber-sicurezza hanno già sollevato i loro dubbi e scetticismi riguardo le Smart TV, che registrano qualsiasi comando vocale dell’utente, e le automobili tecnologiche, dimostrando quanto sia facile per i cracker compiere azioni di hacking delle vetture e pilotarle a loro piacimento, escludendo il controllo del mezzo da parte del conducente.

Per questa ragione, ancor prima di rendere fruibili questi prodotti futuristici, le ditte manifatturiere dovranno assicurare la totale sicurezza dei dispositivi, proteggendo i consumatori non solo dai cybercriminali, ma anche dalle aziende stesse fornitrici dei servizi (non dimentichiamo mai il recente scandalo Lenovo), prima che la nostra società si tramuti del tutto in quella distopica del Grande Fratello di George Orwell.

Redazione

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