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Insegnare filosofia nelle scuole elementari? Sì, ma servono dei maestri “socratici”

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Letteratura, del

Siamo abituati a considerare la scuola come mera fucina di preparazione della classe dirigente del futuro. Fin dai primi anni tra si inizia tra i banchi un percorso di studio che debba formare dei professionisti specializzati in quello e quell’altro campo, per renderli appetibili sul mercato del lavoro. Ma cos’è la scuola in realtà? O meglio, cosa dovrebbe essere? Una maestra di vita, al pari dello sport, dell’educazione in generale. Si trascorrono oltre metà delle giornate in un determinato ambiente, con determinate persone e immersi in determinati studi, ma è proprio durante la scuola primaria che i bambini disincantati iniziano pian piano a porsi domande, seppur scanzonate, sulla vita. La scuola, allora, serve a formare persone educate e a pensare, prima ancora che produrre professionisti. A questo proposito, perché non introdurre già nelle classi elementari la filosofia di Pitagora e Socrate, Kant e Platone?

In Europa progetti di questa natura sono sempre più diffusi. L’ultima notizia in merito viene dalla Gran Bretagna, dove la Education Endowment Foundation ha finanziato con 1 milione di sterline un progetto di insegnamento di filosofia alle elementari che riguarda 9 mila allievi in 200 scuole. E anche in Italia esperimenti pilota di filosofia per i bambini sono stati avviati con successo in numerosi istituti. Ma i bambini sono allievi adatti per un insegnamento del genere? Dipende molto dai docenti, ovviamente. Un maestro che insegna filosofia alle elementari deve essere un facilitatore, in grado non solo di trasmettere ma di aiutare a ragionare.

Come racconta ad Annalisa Terranova su Lettera 43 la pedagogista e già presidente dell’Anpe (Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani), Luisa Piarulli, «Se poniamo a un bambino le domande più difficili – Come si nasce? Cosa vuol dire morire? Cos’è la giustizia? – ha sempre una spiegazione semplice, coerente, serena». Mentre gli adulti tentano di dare risposte facendo leva su ricerche e teorie, «i bambini sono animati dalla curiosità, rompono i giocattoli desiderosi di scoprirne gli ingranaggi più reconditi». La motivazione a conoscere è altissima: «Crescendo vengono condizionati dalle strutture sociali, dai dogmi, dai pregiudizi e dagli stereotipi del mondo adulto. Un peccato. Una perdita in termini di umanità che si traduce in atrofia emozionale, demotivazione a imparare o nichilismo, con conseguente assunzione di forme di disagio».

Fondamentale per avvicinare i bambini alla filosofia – aggiunge la Terranova – è superare alcuni concetti, a cominciare da quello che la considera una materia per addetti ai lavori o che la identifica con la sua storia mentre si tratta in definitiva di un avviamento al ragionamento logico. Grazie alla creatività del pensiero infantile, privo delle convenzioni e dei retroterra storici che ingombrano quello adulto, è possibile che la pratica filosofica in una classe delle elementari finisca con il somigliare a quella che Ludwig Wittgenstein definiva «una battaglia contro l’incantamento del nostro intelletto, per mezzo del nostro linguaggio».

Nelle 48 scuole inglesi in cui è già stata introdotta, la filosofia ha portato i bambini a imparare più rapidamente anche la matematica, oltre che a leggere e scrivere. E tendono persino a litigare di meno: durante la ricreazione sono in grado di risolvere le dispute parlandone e rispettano di più i punti di vista altrui.

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria nel medesimo ateneo. Caporedattore del sito Ciaocinema.it dal 2011 al 2013 e direttore editoriale del sito letterario Scrivendovolo.com, da febbraio 2015 è collaboratore del quotidiano Libero, oltre a scrivere per diversi giornali e siti internet come La Voce di Romagna e Sporteconomy.it. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e, sempre per Historica, l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana”, scritto in collaborazione con MariaGiovanna Luini e Francesco Giubilei. Assieme a Francesco Giubilei, per Giubilei Regnani Editore, ha scritto il pamphlet "La rinascita della cultura". Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell'attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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