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Incipit: la prima impressione è davvero quella che conta?

Luigi Caiafa di Luigi Caiafa, in Letteratura, del

Era una notte buia e tempestosa... L’inizio di un romanzo o di un racconto, per molti scrittori è un’impresa ardua. Per alcuni scrivere un romanzo comincia molto prima della stesura delle prime parole, attraverso un lavoro preliminare che include scalette, appunti sui personaggi, sull’ambiente, sull’intreccio. Altri, invece, preferiscono una scrittura diretta, dall’inizio alla fine, elaborando la storia pagina dopo pagina. Insomma, ognuno ha il suo metodo, ma l’inizio del romanzo, la frase di apertura, l’incipit di un racconto ha da sempre avuto nella narrativa un ruolo fondamentale, anche se non sempre decisivo. D’altronde, si sa, “chi ben comincia è a metà dell’opera”.

Secondo Italo Calvino, iniziare a scrivere un romanzo «è il momento della scelta: ci è offerta la possibilità di dire tutto, in tutti i modi possibili; e dobbiamo arrivare a dire una cosa, in modo particolare. […] Ogni volta l’inizio è questo momento di distacco dalla molteplicità dei possibili: per il narratore l’allontanare da sé la molteplicità delle storie possibili, in modo da isolare e rendere raccontabile la singola storia che ha deciso di raccontare».

Anche se tutti gli incipit si differenziano sempre l’uno dall’altro, in primis per stile, tre sono le forme, che possiamo definire “modelli base”, più comuni ed efficaci in letteratura. Vediamo alcuni esempi.

  1. Iniziare con la descrizione di un paesaggio, di un momento preciso o di un personaggio, che introduce il lettore nell’atmosfera della narrazione.

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutte a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni… (Alessandro Manzoni, I promessi sposi)

Era una notte incantevole, una di quelle notti che forse esistono soltanto quando si è giovani, mio caro lettore. (Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche)

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. (Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare)

  1. Iniziare con la presentazione del narratore (che può coincidere o meno con l’autore), che introduce la storia in prima persona rivolgendosi direttamente al lettore.

Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto. (Herman Melville, Moby Dick)

  1. Iniziare con la descrizione di una scena già in atto, che catapulta il lettore immediatamente in una delle azioni dei protagonisti.

Stavamo nell’aula di studio quando entrò il preside seguito da un nuovo vestito in borghese, e da un bidello che portava un grosso banco. Quelli che dormivano si svegliarono, e tutti si alzarono in piedi, come colti in pieno lavoro. (Gustave Flaubert, Madame Bovary)

L’incipit è la soglia che separa il mondo reale da quello immaginato dallo scrittore ed è una parte essenziale per un romanzo, poiché quel breve passo, accolto tra le prime pagine del libro, garantirà o meno la fiducia del lettore: di solito, oltre alla quarta di copertina, è la prima parte che leggiamo prima di acquistare un nuovo libro, inutile nasconderlo. Dunque, al di là dello stile e della storia, entrambi fondamentali e imprescindibili, un buon incipit aiuta sicuramente un libro ad affrontare con successo la spietata e nutrita concorrenza, e rappresenta un valido strumento in grado di suscitare in breve tempo la curiosità del lettore.

Luigi Caiafa

Luigi Caiafa

Luigi Caiafa nasce in Puglia nel 1985. Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Archeologia e Storia dell’arte antica presso la Sapienza, Università di Roma, inizia un percorso di formazione in ambito editoriale. Da gennaio 2016 collabora con la casa editrice Historica e la rivista online Cultora.

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