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Il graphic novel, i fumetti, i sogni e il romanticismo milanese

di Elisa Longo, in Arte, del

I padiglioni di Tempo di Libri sono affollati. Lettori, autori, editori e agenti si avventurano mischiati tra gli stand. Vado a fare un giro da Sergio Bonelli Editore. L’idea è quella di chiacchierare con gli appassionati di letteratura disegnata. Il fumetto è uno dei punti di congiunzione per eccellenza tra grafica e parola e uno dei temi di Tempo di Libri è “Libro e Immagine”. Giro l’angolo e vedo Sergio Brancato, sociologo, scrittore e sceneggiatore, seduto allo stand. Ho riflettuto qualche secondo prima di andare a tediarlo con le mie domande. Ho pensato però che non mi sarebbe mai più capitata l’occasione di scambiare due battute con lui e seguendo il mio istinto decido di buttarmi. Accanto a lui sono seduti la disegnatrice Lucilla Stellato che ha lavorato a “Le Stagioni del Commissario Ricciardi- La Condanna del Sangue”, di cui Brancato è stato sceneggiatore e Daniele Bigliardo, disegnatore di “Le Stagioni del Commissario Ricciardi- Il Senso del Dolore” entrambi editi da Sergio Bonelli Editore. Brancato mi spiega che il fumetto è il punto di connessione tra immagine e parola, sebbene il cervello usi l’emisfero destro per l’interpretazione del disegno e l’emisfero sinistro per l’interpretazione della parola. Sono cordiali e sorridenti. Chiedo loro quali siano i cambiamenti più evidenti nell’immagine e nella sceneggiatura di fumetti storici. Bigliardo mi parla di Tex e di come il protagonista venga ora disegnato con caratteristiche che danno più movimento al personaggio. Per quanto riguarda il linguaggio mi risponde Brancato e mi spiega che il numero delle parole usate nei fumetti odierni è nettamente inferiore a quello degli anni passati. Saluto cortesemente e mi dirigo verso l’Arena Robinson per “Da Buzzati a Munari: Milano raccontata dal graphic novel” con il fumettista Sergio Gerasi che presenta “Un romantico a Milano” e Alessandro Baronciani che parla di “Le ragazze nello studio di Munari” ristampato dopo dieci anni e con un nuovo editing. Mentre cammino, cercando di farmi strada tra i corridoi della fiera affollata, mi perdo elettrizzata tra tutte quelle persone venute a caccia di libri. Forse è giunto il momento della “partecipazione” di Gaber, o almeno qui a Milano nel giorno in cui Tempo di Libri ha scelto per celebrarla.

Quest’estate parlavo di cultura e prospettive future con una birra consolatoria in mano in cima al Monte San Bartolo che era bruciato un mese prima del mio arrivo. Mi avevano portato in cima al Parco Naturale delle Marche e avevo contribuito a una raccolta fondi per far rifiorire quella terra, acquistando una cartolina disegnata da Alessandro Baronciani.

L’Arena Robinson è già piena quando arrivo e decido di sedermi su una panca laterale davanti al palco. Mentre aspetto un ragazzo si siede accanto a me, non lo guardo perché vedo arrivare Sergio Gerasi e il giornalista Luca Valtorta, il moderatore dell’evento. «Secondo te chi deve parlare adesso?» mi chiede il ragazzo che si è seduto qualche istante prima. «Non saprei» rispondo, riconoscendo Alessandro Baronciani. Estraggo la cartolina del San Bartolo dal quaderno degli appunti. Baronciani mi autografa la cartolina a cui tengo tanto, cominciamo a chiacchierare e penso nuovamente che Milano è una città ricca di possibilità.

La conferenza comincia. Gli autori ci portano per le strade della città, nei luoghi storici che fanno parte della loro vita, ma anche della nostra: Il Leoncavallo, il Cox 18. Si cerca di capire se esistano ancora centri di aggregazione giovanile dove poter dire qualcosa “contro”. Baronciani e Gerasi ricordano i centri sociali come luoghi d’incontro forti per la creatività. Milano è la città che ha realizzato il sogno di entrambi; quello di Baronciani che si è trasferito qui vent’anni fa e anche quello di Gerasi che ci è nato. Baronciani celebra la città della sua seconda crescita, Gerasi come luogo di ricordi e opportunità. Ci raccontano tanti aneddoti legati a Milano, al romanticismo che porta in petto questa città, dal libro di Aldo Nove “Milano non è Milano”, passando per la musica dei Baustelle, da “Un Amore” di Dino Buzzati, alle opere di Bruno Munari. Luca Valtorta chiede quali siano i loro artisti preferiti. Gerasi risponde Crepax e Manara. Baronciani è cresciuto con Asterix e il suo personaggio preferito è Obelix perché è l’unico a creare i menhir e ad avere i super poteri. Come dice Baronciani: «Chi ha i super poteri crea arte».

Saluto e mi allontano. Tempo di Libri mi ha dato l’opportunità di incontrare autori, appassionati lettori, romantici e portatori sani di partecipazione. Milano è la città che può avvicinarti al tuo sogno, creare opportunità, incontri, momenti di riflessione. Sono felice, ripenso al romanticismo di Gerasi e Baronciani. Questa città eletta “Città creativa Unesco per la Letteratura” ti fa innamorare. Si chiudono le porte del metrò e sono così impregnata di romanticismo, che sorrido allo sconosciuto che ricambia dalla banchina.

La copertina di oggi è la cartolina disegnata da Alessandro Baronciani per la raccolta fondi per il Monte San Bartolo.

Elisa Longo

Elisa Longo


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